Si allarga l’inchiesta sulla nautica
Giovanni Toti (Ansa)
Il governatore ha fatto scena muta all’interrogatorio. Il legale: «Leggiamo le carte». I pm vagliano il boom di contributi regionali stanziati al Salone a ridosso delle elezioni.

Appena venti minuti. Tanto è durato il non interrogatorio di garanzia di Giovanni Toti, finito ai domiciliari per corruzione nell’inchiesta che sta terremotando la Regione Liguria. Il governatore ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Parla per lui, invece, il legale Stefano Savi. «Chiederemo la prossima settimana di farci interrogare. Al momento stiamo leggendo tutte le carte», ha detto.

Per quanto riguarda le eventuali dimissioni del giornalista prestato alla politica, il penalista spiega che «ci sta pensando ma è una decisione che dovrà prendere confrontandosi con la maggioranza». Toti, ha aggiunto ancora Savi, «rivendica di avere svolto una attività politica alla luce del sole e tutta tracciata. Non ha avuto un vantaggio personale, non c’è stato un uso privato». Intanto tra i soldi per cui è stato chiesto il sequestro preventivo ci sono anche i 120.000 euro che Esselunga ha pagato per la pubblicità sulla Terrazza Colombo di Genova. Secondo gli inquirenti, si tratterebbe di un «finanziamento illecito» alla Lista Toti, in cambio dello sblocco di due pratiche pendenti in Regione. Per questa vicenda, oltre al governatore, sono indagati il suo capo di gabinetto Matteo Cozzani e il consigliere di amministrazione della società Francesco Moncada.

Per un interrogatorio muto (quello del presidente della Giunta ligure) ce n’è tuttavia uno più movimentato: è quello di Saverio Cecchi, presidente (autosospeso) di Confindustria nautica, sentito in Procura alla Spezia come indagato per corruzione nell’ambito dell’indagine su Cozzani.

Cecchi e il direttore commerciale del Salone Nautico, Alessandro Campagna sono stati entrambi colpiti da una misura cautelare interdittiva che vieta loro di esercitare le rispettive attività. I magistrati spezzini, coordinati dal procuratore Antonio Patrono, indagano sul forte aumento di fondi pubblici a disposizione del Salone Nautico a partire dall’edizione 2022. Negli anni precedenti, infatti, la società organizzatrice «I Saloni Nautici», di cui Cecchi è legale rappresentante, aveva ottenuto la somma di 400.000 euro, totalmente a carico della Regione. Pochi mesi prima delle elezioni, invece, la giunta aveva approvato una delibera che attingeva a finanziamenti europei per portare la somma complessiva a 730.000 euro. In quei giorni, inoltre, era stata approvata una legge regionale (una «leggina», dice Cozzani nelle intercettazioni, attribuendosene il merito, ndr) che riconosceva la «strategicità» della manifestazione, ampliando grazie ai fondi Fesr lo stanziamento.

La «leggina», stando alla ricostruzione degli inquirenti, avrebbe favorito il fratello di Matteo Cozzani, imprenditore nel settore del packaging, che era riuscito a fornire tetrapack d’acqua al prezzo di 10.000 euro al Salone.

E, sempre sul fronte nautico, si muoveva un altro imprenditore: Luigi Alberto Amico, classe 1963, alla guida di Amico & Co. Anche lui è indagato nello stesso filone. Le intercettazioni riportano una conversazione del 17 maggio 2021 con Cozzani in cui chiede «una mano» per «capire come meglio supportarvi» manifestando l’intenzione di continuare a finanziare Toti. «In cambio non chiedo la luna», dice, «ma solo un’attenzione legittima: sono sei anni che aspettiamo il rinnovo della concessione, mi farebbe piacere quella… un pizzico più di attenzione». Poco dopo viene riscontrato un finanziamento di 30.000 euro in favore del Comitato Toti. Il rinnovo della concessione arriverà, ma solo a fine gennaio di quest’anno.

Sul fronte politico durissima presa di posizione del Guardasigilli, Carlo Nordio: «Mi ha colpito che qualcuno si attende che sia l’indagato a dimostrare la sua innocenza, questa è una bestemmia in una civiltà democratica. È l’accusatore che deve dimostrare la colpevolezza dell’indagato». Attestazione di stima anche dal vicepremier, Matteo Salvini, che ha definito Toti una «persona perbene».

Da non perdere

Attentato a Ranucci, quattro arresti
Video

Attentato a Ranucci, quattro arresti

Fermati i presunti autori dell’assalto dinamitardo contro il conduttore di «Report». Di origine campana, avrebbero operato su commissione in cambio di migliaia di euro.

Lo scoop della «Verità» inguaia Conte
Inchieste

Lo scoop della «Verità» inguaia Conte

Quasi amici. Anzi, no: proprio amici amici. Lo dice Domenico Arcuri, ex commissario straordinario durante l’emergenza Covid, a proposito di Giuseppe Conte, commissario che indaga sulla gestione dell’emergenza Covid. Vi pare un’anomalia o quanto meno una frequentazione poco opportuna? Può…