Le aule in tempo di distanziamento: per metà ospedali, per metà galere
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Seguendo le linee guida del ministero, la riapertura delle scuole si trasformerà in un incubo orwelliano. Si tratta di regole assurde, che costringeranno ogni docente a diventare guardiano della dittatura sanitaria.

Qui ho cercato di sintetizzare il Manuale operativo della scuola. Distanziamento fisico: individuare il numero massimo di allievi che ogni aula può contenere. Distanza di un metro tra ogni banco, segnare sul pavimento la posizione corretta dei banchi per mantenerla a ogni ripristino, esporre su ogni aula il numero massimo di alunni che può contenere, distanziamento fisico (come? Se i bambini si corrono incontro e si abbracciano che si fa? Fucilazione? Espulsione?) e arieggiamento frequente, disinfezione periodica delle mani con prodotti a base alcolica, ogni aula deve avere un dispenser. Il personale può spostarsi dalla sua postazione e muoversi tra i banchi solo se indossa la mascherina.

Garantire la distanza di un metro tra ogni alunno anche mettendo delle linee gialla/nera che segnalano la giusta distanza (se uno le supera? Scossa elettrica? Sgridata? E se poi si mette a piangere riempie la mascherina di moccio. Che schifo). In palestra garantire il distanziamento di due metri (e se non ci stanno?) tra allievi e docenti privilegiando le attività sportive individuali (niente pallavolo o pallacanestro). Negli spogliatoi garantire il distanziamento di almeno un metro (come? Qualcuno che gira col manganello?)

Disinfezione tra un gruppo classe e quello successivo.

Mensa: si può utilizzare solo se si garantisce la distanza di un metro tra tutti gli allievi seduti a mangiare. Il personale si può avvicinare agli alunni solo se munito di mascherina.

Aula magna: si utilizzano i seggiolini alternati per garantire la giusta distanza. Dispenser di soluzione alcolica e pulizia a cura di una ditta specializzata.

Spazi comuni non didattici: atrio ingresso sala insegnanti etc: vanno spazialmente definiti anche con cartelloni e unica direzione di marcia lungo i corridoi oppure predisponendo apposite linee a terra che garantiscano l’obbligo di mantenere la destra in base al senso di percorrenza (per i trasgressori? Scossa elettrica? Doberman?). Sorvegliare gli alunni durante gli spostamenti…

Sala insegnanti: stabilire il numero massimo di persone che possono sostare e accedervi, e distanza di un metro quadrato, uso della mascherina chirurgica e dispenser di soluzione alcolica, servizi igienici con le finestre sempre aperte (anche con 5 gradi sottozero) e dispenser… Scuola primaria e secondaria di primo grado: si suggeriscono per la lingua italiana anche la lettura dei fogli informativi dei farmaci… (evviva! Che allegria!)

Sintesi dei quesiti del ministero dell’Istruzione: il distanziamento di un metro è da intendersi tra le rime buccali degli studenti in posizione seduta, nella zona cattedra la distanza è di 2 metri, mascherina necessaria in situazioni di movimento… si confermerà o meno in base ai risultati dei contagi dell’ultima settimana di agosto.

Sintomi da covid e procedure: persona immediatamente isolata e dotata di mascherina chirurgica, si dovrà provvedere al ritorno al proprio domicilio. Nel caso di conferma di infezione si dovrà monitorare per scongiurare eventuali focolai… Si attiva una collaborazione tra scuola e asl. Si nomina un medico competente per la sorveglianza sanitaria in ogni scuola. Pulizia degli ambienti scolastici: sanificazione e igienizzazione quotidiana. I collaboratori scolastici devono usare guanti durante le pulizie… (perché? È assodato che sono inutili). Il commissario straordinario fornirà le mascherine al personale scolastico e si occuperà dell’acquisto dei banchi monoposto. Tutti gli studenti di età superiore ai sei anni dovranno usare la mascherina. I genitori dovranno far allenare i figli all’uso (non è una battuta). Screening di controllo sierologico del personale docente: si raccomanda di procedere con urgenza all’elaborazione di un programma di screening… Per ora sono facoltativi. Siamo molto preoccupati per le sorti della scuola Italiana, già fortemente depauperata, svilita e spogliata del suo ruolo: la scuola è, o almeno dovrebbe essere, il luogo preposto allo sviluppo psicofisico dei nostri bambini e ragazzi. E adesso questo luogo verrà stravolto dalle indicazioni ministeriali per far fronte alla situazione epidemiologica legata al Covid.

Bisogna, però, precipuamente ricordare che l’infezione da Sars-Cov 2 in Italia, nell’età evolutiva (0-18 anni) è stata documentata in circa 4.000 casi, di cui solo il 7% ha richiesto il ricovero ospedaliero con 4 decessi relativi a pazienti con gravi patologie preesistenti. Si evince pertanto che nei bambini e ragazzi le forme cliniche sono prevalentemente «paucisintomatiche», di lieve/moderata entità che solo eccezionalmente hanno richiesto cure intensive. Perché allora la necessità di misure tanto restrittive?

Il distanziamento sociale è un concetto disumano perché l’essere umano è una creatura sociale che muore emotivamente senza il contatto e le interazioni e adesso, secondo le linee guida per la fascia 0-6, lo si vorrebbe chiamare addirittura «distanza di cortesia». D’altronde, se solo ci soffermassimo un attimo a capire il significato delle parole, capiremmo che l’espressione «distanziamento sociale» è già di per sé un ossimoro perché se c’è distanza non c’è socialità e se c’è socialità non può esserci distanza. Quindi, se un compagno inciampa, chi lo soccorrerà? Come? Dopo quanto tempo, se per toccarlo, si dovrà essere muniti di guanti per evitare il contatto?

Si vorrebbero dare mansioni che non sono presenti in alcun profilo professionale del personale della scuola, rendendo di fatto la scuola un presidio sanitario: immaginiamo un bambino che al primo colpo di tosse o al rialzo della temperatura dovrebbe essere prelevato dalla classe (da chi?), ovviamente alla presenza dei suoi compagni, isolato in un apposito «spazio Covid», limitando la sua capacità respiratoria applicandogli in volto la mascherina, guardandosi bene dal toccarlo, contenerlo, consolarlo, ma trasmettendo panico sia allo stesso alunno che agli altri, i quali intuiranno immediatamente ed assoceranno il tutto ad un caso Covid, scatenando in poco tempo una vera e propria bomba di terrore. E se a causa di questo clima di panico, qualcuno dovesse scappare da scuola? A chi sarebbero addossate tali enormi responsabilità? E la famiglia dell’alunno coinvolto verrebbe ingiustamente trattata da appestata, diventando un problema di dominio pubblico.

E laddove il distanziamento non possa essere rispettato, ad esempio con gli alunni con disabilità, allora verranno in aiuto oltre alla mascherina, guanti e dispositivi di protezione per occhi, viso e mucose. Perché non usare direttamente una tuta da astronauta? Proprio gli alunni disabili per i quali il contatto è strumento primario di relazione e conoscenza del mondo. E se nella scuola deve esserci un referente Covid, allora vogliamo anche un referente per l’obesità, l’anoressia, il colesterolo, per tutto! La scuola è ambiente vivo di apprendimento, dove anche nelle peggiori epoche vanno salvaguardati e diffusi coraggio, bellezza, ottimismo, spontaneità e serenità. Noi lo stiamo trasformando in un incubo di ipocondriaci e fobici. Gli assurdi banchi del ministro Azzolina non permettono un compagno di banco, non permettono protezione durante un terremoto (prima regola, mettersi sotto il banco) non hanno spazio per i libri, ma solo per il tablet. Studi sempre più accurati mostrano una correlazione lineare tra l’uso degli schermi e i disturbi dell’attenzione. Dietro al libro non c’è il porno. Dentro al tablet non è difficile arrivarci, dopo essere passati dal video di Miley Cyrus.

Una mia ultima domanda ai vari ministri. Così distanziati i ragazzi non possono passarsi il Covid, giusto? Quindi non possono passarsi niente altro, nemmeno il virus del morbillo, meno che mai quella della varicella, eccetera. Quindi perché continuare le vaccinazioni?

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