In relazione all’articolo pubblicato il 20 ottobre 2026 dal titolo “Musulmano minaccia la ex italiana. Per la giudice lei può difendersi da sola”, il padre del minore citato rileva e contesta la gravissima e inesatta ricostruzione della propria posizione, e precisa:
Il 10 ottobre 2026, l’interessato è stato fermato dalla Polizia Metropolitana di Londra per accertamenti, interrogato e immediatamente rilasciato. Contro di lui non è stata mossa alcuna incriminazione formale, non è mai comparso davanti a un giudice, né è mai stato sottoposto a custodia cautelare o agli arresti domiciliari. A seguito recente denuncia della, le indagini si trovano in una embrionale fase amministrativa, priva di valenza indiziaria o processuale e non esiste alcuna sentenza di condanna.
Sul fronte civile, nel procedimento pendente in Italia per l’affidamento e il diritto di visita del figlio minore, la signora Elena Maritan non ha mai allegato né dedotto l’esistenza di indagini o procedimenti a Londra per violenza sessuale. Tali circostanze non sono quindi mai state sottoposte al magistrato italiano. Nè l’autorità giudiziaria italiana ha mai emesso alcun provvedimento limitativo dei contatti o delle visite tra padre e figlio. È pertanto radicalmente gratuita la descrizione del giudice italiano come inerte di fronte ad accuse penali che non sono mai state sottoposte alla sua valutazione.
Il padre del minore respinge fermamente la narrazione distorta della vicenda e pretende l’immediato ripristino della verità fattuale, il rispetto della presunzione di non colpevolezza e la tutela assoluta della riservatezza del minore.