Giuseppe Faiella (per tutti Peppino di Capri) che portò il twist e il rock and roll nei juke box nell’Italia del boom economico degli anni Sessanta, aveva iniziato da bambino suonando il pianoforte davanti ai soldati americani nella Napoli delle Quattro Giornate del 1943.
Pianista di talento, aveva suonato per il pubblico partenopeo con il suo primo gruppo, i Rockers, per poi approdare al successo nazionale. Gli anni Sessanta sono il periodo della consacrazione per Peppino di Capri. Dopo il successo ottenuto alla fine del decennio precedente con il primo gruppo, il cantante caprese diventa uno dei principali interpreti della nuova musica leggera italiana, portando nel Paese sonorità ispirate al rock’n’roll, al twist e alla musica americana, unite alla tradizione melodica napoletana.
Nel 1960 arriva uno dei suoi primi grandi successi con Malatia, seguito da brani come Nun è peccato (1960), Luna caprese e Roberta (1963), canzoni che contribuiscono a renderlo popolare tra il pubblico italiano e anche all’estero. In quegli anni Peppino di Capri è tra gli artisti più richiesti nei locali e nei festival, protagonista della stagione dei cosiddetti «urlatori» come Mina e Celentano e della trasformazione della canzone italiana.
Nel 1965 fonda la casa discografica Carosello e continua a pubblicare nuovi brani mantenendo un repertorio capace di unire melodie romantiche e ritmi moderni. Tra i successi del periodo figurano anche Le stelle d’oro, Melancolie e St. Tropez Twist, che confermano la sua popolarità.
Nel 1970 torna al Festival di Sanremo con Me chiamme ammore, mentre nel 1973 conquista la vittoria con Un grande amore e niente più, brano scritto da Franco Califano e composto da Andrea Lo Vecchio e Claudio Mattone. La canzone diventa uno dei suoi maggiori successi e rilancia la sua presenza nelle classifiche italiane. Tre anni dopo, nel 1976, vince nuovamente il Festival di Sanremo con Non lo faccio più, confermandosi tra gli artisti più popolari della scena musicale nazionale.
Il decennio è anche quello della consacrazione internazionale con Champagne (1973), uno dei brani più conosciuti del suo repertorio, destinato a essere inciso e cantato anche all’estero. Seguono altri successi come E mo e mo, Amare di meno e Incredibile voglia di te, che contribuiscono a mantenere alta la sua popolarità.
Negli anni Ottanta ha proseguito il rapporto con il Festival di Sanremo, partecipando a diverse edizioni con brani come E mo e mo (1981), Favola blues (1986) e Il sognatore (1987). Nel corso del decennio ha mantenuto una forte popolarità soprattutto attraverso gli spettacoli dal vivo e un repertorio ormai entrato nell’immaginario collettivo.
Parallelamente all’attività di cantante e musicista, Peppino di Capri ha svolto anche un’importante attività come produttore discografico.
L’esperienza imprenditoriale con la sua etichetta Carosello gli ha permesso di affiancare al ruolo di interprete quello di autore e produttore, partecipando alle scelte artistiche e alla realizzazione di molti progetti musicali.