Colle a gamba tesa contro Piantedosi. «I manganelli sono un fallimento»
Matteo Piantedosi (Ansa)
  • Mattarella si accoda all’opposizione e critica l’uso della forza sui dimostranti che volevano sfondare i cordoni Fdi accusa: «Disordini causati dal Pd che spalleggia i violenti». La Schlein: «Parole gravi e inaccettabili».
  • Pietre scagliate su vetrine e forze dell’ordine a Milano. Sagome di Salvini e Meloni imbrattate con vernice rossa. Il leader leghista: «Parlano di pace e seminano odio».

Lo speciale contiene due articoli.

«Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento». Sono toni inconsueti, quelli usati dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ieri nel primo pomeriggio, quando con una nota ha deciso di far entrare il Colle a gamba tesa nelle polemiche delle ultime ore tra maggioranza e opposizione, rispetto agli scontri di piazza tra studenti e polizia che si sono verificati venerdì a Firenze e Pisa. Scontri – in particolare quelli di Pisa – che hanno innescato un attacco dei partiti delle opposizioni e dei sindacati all’indirizzo delle forze dell’ordine e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, per il quale più di un esponente della sinistra ha chiesto le dimissioni, che così si aggiungono a una lista che contava già Daniela Santanchè e Matteo Salvini, senza tenere conto di viceministri e sottosegretari. «Il presidente della Repubblica», si legge nella nota, «ha fatto presente al ministro dell’Interno, trovandone condivisione, che l’autorevolezza delle forze dell’ordine non si misura sui manganelli ma sulla capacità di assicurare sicurezza tutelando, al contempo, la libertà di manifestare pubblicamente opinioni».

Una difesa degli studenti, dunque, anche se nel caso di Pisa questi ultimi avevano tentato di forzare un blocco degli agenti per raggiungere luoghi sensibili (compresa la sinagoga, come hanno fatto notare preoccupati diversi esponenti delle comunità ebraiche), nel contesto di una manifestazione non autorizzata.

Un’iniziativa forte che molti tra i bene informati legano a quella presa il giorno precedente per difendere il premier Giorgia Meloni dagli attacchi sguaiati e dagli insulti dell’opposizione, in primis quelli del governatore campano Vincenzo De Luca, che prima l’ha apostrofata con l’epiteto «stronza», e poi ignorando l’appello del capo dello Stato ha rincarato la dose definendola «stracciarola». Secondo la maggior parte degli osservatori, dunque, la sortita di Mattarella è arrivata anche per riequilibrare la presa di posizione pro-Meloni, che aveva messo in serio imbarazzo il Pd di Elly Schlein, che non a caso ieri ha cavalcato per tutta la giornata le parole di Mattarella come se si trattasse di un trionfo elettorale,

Da parte sua il ministro dell’Interno, nella mattinata di ieri, ha fatto sapere di aver avuto dei contatti coi sindacati di categoria e coi leader confederali, per organizzare un incontro che poi è stato fissato per lunedì mattina alle 12. In quella sede, saranno verosimilmente esaminate le maggiori problematiche emerse venerdì scorso e negli ultimi mesi rispetto alla gestione di cortei o manifestazioni spesso non autorizzate o che deviano dai tracciati concordati con le questure.

In ogni caso, il Viminale ha tenuto una linea conciliante, nella sua replica ai rilievi del presidente: Piantedosi ha infatti affermato di condividerli, ma ha anche aggiunto che le manifestazioni pacifiche sono un obiettivo che si può raggiungere solo se c’è la fondamentale collaborazione di chi scende in strada e ipotizzare che il governo abbia modificato le modalità di gestione dell’ordine pubblico significa strumentalizzare a fini politici. Quanto ai sindacati, alcune sigle sono tornate sull’accaduto, anche per evidenziare le difficoltà sempre maggiori in cui gli agenti stanno operando, ma dopo la nota Cgil e Cisl si sono allineate al Quirinale. Secondo il segretario generale del sindacato di polizia Silp Cgil, Pietro Colapietro, «le parole di Mattarella chiamano in causa la politica», mentre per il leader della Cisl Luigi Sbarra le preoccupazioni del capo dello Stato sono «giuste».

L’intervento di Mattarella, sul versante politico, ha avuto l’effetto di galvanizzare le opposizioni: in casa Pd si esulta, dopo che in mattinata la segretaria Schlein aveva reiterato la richiesta per Piantedosi di venire a riferire in Parlamento. A rimorchio del Colle, i dem hanno rilanciato chiedendo «l’introduzione dei codici alfanumerici identificativi sui caschi degli agenti» e «l’estensione dell’uso delle body-cam». Per Schlein «le parole del presidente della Repubblica Mattarella hanno già detto tutto quello che c’era da dire; quello che colpisce invece è il silenzio del governo e del ministro Piantedosi». Stesse richieste dal M5s, dove Giuseppe Conte ha attaccato frontalmente il premier – impegnato nel G7 a Kiev – accusandola di aver ignorato i fatti di Pisa e di volere «reprimere il dissenso». Sulla stessa lunghezza d’onda i rossoverdi di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni: quest’ultimo ha ringraziato apertamente Mattarella e intimato a Piantedosi di «chiedere scusa» agli studenti, così come un ringraziamento al capo dello Stato è arrivato anche da Carlo Calenda, che ha parlato di «parole chiare e necessarie». Una volta tanto d’accordo con Renzi, che ha definito «magistrale» l’intervento del Colle.

Nel perimetro della maggioranza, con una nota Fratelli d’Italia ha replicato indirettamente affermando di «difendere le regole democratiche di convivenza che si basano sul diritto di manifestare e il dovere di farlo pacificamente e nel rispetto della legge». «La sinistra che spalleggia i violenti», hanno aggiunto da Via della Scrofa, «è la causa dei disordini ai quali abbiamo assistito». Parole definite «gravissime dalla Schlein, mentre Antonio Tajani, appena eletto segretario di Fi al congresso del partito, ha voluto rivolgere, senza fare diretto riferimento alla nota, «un pensiero deferente al presidente della Repubblica, da segretario di una forza di governo che è sempre stata rispettosa delle istituzioni, che ha sempre difeso il rispetto delle regole». Ha commentato le parole del presidente della Repubblica anche il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, dicendosi d’accordo col Colle, ritenendo però opportuno «anche che si abbassino i toni, non fomentando le piazze e alimentando le tensioni». Dalla Lega, infine, nessun commento diretto a Mattarella, ma Salvini ha postato sui social l’immagine di una sua sagoma portata a un corteo della sinistra, sulla quale sono state dipinte delle mani insanguinate, commentando con la frase «seminatori d’odio».

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