«Nelle ultime 72 ore notevoli successi di Kiev», firmato Casa Bianca. Il messaggio è arrivato direttamente da John Kirby, portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americano, a margine di un briefing online con alcuni giornalisti. Stando a quanto confidato da Kirby ai cronisti, la controffensiva dell’esercito ucraino sta ottenendo «importanti progressi, in particolare a Sud della zona di Zaporizhzhya». Secondo la Cnn, che ha citato lo stato maggiore dell’esercito, le forze armate ucraine sono penetrate nella regione attraverso due villaggi a Est e a Sud di Robotyne e starebbero consolidando la propria posizione. Tre giorni fa, il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, aveva dichiarato che la presa di Robotyne avrebbe aperto la strada verso la Crimea. Il destino dell’oblast che ospita la principale centrale nucleare del Paese è strettamente collegato a quanto accade più a Sud, in Crimea, snodo logistico cruciale per far arrivare rifornimenti alle forze russe impegnate nelle aree occupate di Kherson e, appunto, Zaporizhzhya. Fonti interne al ministero della Difesa russo hanno fatto sapere che lo scorso 29 e 30 agosto l’aviazione navale del Mar Nero ha «bloccato i tentativi di sbarco sulla costa della Crimea» da parte delle forze speciali ucraine. Secondo l’intelligence britannica, l’esercito russo avrebbe disposto una serie di misure difensive, attive e passive come barriere sottomarine e generatori di fumo, oltre ai sistemi di difesa aerea, per proteggersi da eventuali attacchi sul ponte di Kerch.
Intanto ieri, sia in Ucraina che in Russia insegnanti e studenti sono tornati tra i banchi per il primo giorno di scuola. Un ritorno in aula, in particolar modo a Kiev, trascorso in un clima del tutto surreale e avvolto dalla paura. La polizia metropolitana della capitale ucraina ha ricevuto infatti informazioni sull’eventualità che tutte le scuole secondarie sarebbero state minate e ha diramato un allarme bomba in tutti gli istituti superiori, lasciando alle singole amministrazioni scolastiche la decisione se evacuare o meno gli edifici. A Mosca, invece, il protagonista è stato il presidente Vladimir Putin che si è rivolto a un gruppo di studenti con un breve ma incisivo messaggio: «La Russia è invincibile». Russia che però, da diversi giorni è costretta a fare i conti con gli attacchi aerei ucraini effettuati con i droni sul proprio territorio. Ieri, infatti, nella regione di Pskov, a una manciata di chilometri dal confine con la Lettonia, la contraerea russa è dovuta intervenire per fronteggiare un raid aereo. Nella stessa area, martedì era stata colpita la base militare di Kristi e per la prima volta dall’inizio della controffensiva, Kiev, per voce del numero uno dell’intelligence ucraina, Kirilo Budanov, ha confermato un attacco sul suolo russo, specificando che i droni per colpire la base sono partiti dal territorio russo e non da quello ucraino. Una notizia di un altro attacco coi droni che avrebbe causato un grande incendio in un quartiere a Sud-ovest di Mosca è stata diffusa ieri dall’agenzia di stampa Rbc-Ucraina. Il ministero della Difesa russo ha fatto sapere però che l’attacco è stato sventato dalla difesa aerea che ha abbattuto il velivolo senza pilota, con il sindaco di Mosca, Sergej Sobyanin, che ha dichiarato che nessuno è rimasto ferito. «Gli attacchi di droni sul suolo russo aumenteranno» ha minacciato ieri il consigliere di Zelensky, Mykhailo Podolyak, che a Sky News ha spiegato: «Per quanto riguarda la Russia c’è un numero crescente di attacchi da parte di droni non identificati lanciati dal territorio della Federazione russa e il numero di questi attacchi aumenterà, perché questa è la fase della guerra in cui le ostilità si stanno gradualmente spostando sul territorio russo», escludendo poi l’ipotesi di un negoziato imminente, che significherebbe la «capitolazione ucraina». Sul fronte della diplomazia, è tornato a parlare Zelensky. Il presidente ucraino è intervenuto in collegamento video al Forum Ambrosetti in corso a Cernobbio: «Se è vero che Putin ha ucciso Prighozin – stiamo ancora aspettando la conferma di questo – significa che non possiamo fidarci e che la sua parola non vale nulla. È impossibile andare a negoziare con Putin perché non riesce a mantenere le sue stesse parole e promesse». Zelensky ha poi ringraziato l’Italia dicendo: «Non abbiamo mai avuto dubbi sul fondamentale sostegno dell’Italia all’Ucraina». Per quanto riguarda Putin, dal Cremlino è arrivata la conferma che lunedì è in programma a Sochi un colloquio con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, mentre, secondo l’agenzia russa Tass, a ottobre ci sarà un incontro con il leader cinese Xi Jinping, probabilmente durante il terzo forum della Via della seta a ottobre. Intanto Mosca, ha deciso di attivare il proprio sistema missilistico strategico Sarmat: si tratta di nuovi missili balistici intercontinentali capaci di trasportare più di dieci testate nucleari. Quei missili testati lo scorso febbraio in concomitanza della visita del presidente degli Stati Uniti Joe Biden a Kiev e che Putin aveva promesso di dispiegare a giugno, sono ora in stato d’allerta e in posizione di combattimento, come ha annunciato il direttore dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, Yury Borisov.
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