Con una storia che affonda le radici nel cuore dell’Emilia, Coccinelle rappresenta da oltre quarant’anni un’eccellenza italiana nel mondo degli accessori moda. Iconico per le sue borse eleganti, funzionali e dallo stile raffinato, il brand ha saputo crescere ed evolversi mantenendo intatta la propria identità. Ci accompagna in un viaggio tra passato e futuro, Emanuele Mazziotta, direttore generale di Coccinelle.
Ci racconta le origini del brand e come si è evoluto nel corso degli anni, fino a diventare un punto di riferimento nel panorama internazionale?
«Coccinelle nasce nel 1978 a Sala Baganza, nel cuore delle colline parmensi, portando con sé fin da subito una visione chiara e autentica: parlare alle donne con naturalezza, attraverso accessori di alta qualità, eleganti, funzionali e pensati per accompagnarle nella quotidianità. Nel tempo, questa visione si è tradotta in un percorso di crescita costante, fedele alle radici, ma sempre aperto al dialogo e l’evoluzione. Oggi siamo presenti in 45 Paesi con oltre 120 boutique monomarca, ma ciò che resta immutato è il nostro impegno nel celebrare la femminilità in tutte le sue sfumature, con collezioni che coniugano stile, versatilità e una ricerca attenta nella selezione dei materiali e delle forme rispetto ai trend di mercato».
Ci sono state tappe fondamentali, momenti di svolta, che hanno segnato lo sviluppo del marchio e ne hanno consolidato la presenza all’estero?
«Certamente. L’espansione internazionale, con l’ingresso in mercati strategici come Giappone in Asia e Medio Oriente. Una delle tappe più significative degli ultimi anni è stata il lancio diCoccinelle C-ME Bag, a novembre 2024. Non si è trattato semplicemente dell’introduzione di una nuova borsa, ma dell’espressione di una nuova visione di brand, più intima e personale. Con la borsa Coccinelle C-ME, abbiamo voluto creare un’icona capace di incarnare la donna Coccinelle: autentica, sicura, elegante, ma soprattutto libera di esprimere la propria individualità. La “C”, che si fonde armoniosamente con il nostro iconico plettro, diventa simbolo di connessione: tra la nostra storia e l’identità di ogni donna che sceglie di indossarla».
Come riuscite a preservare il Dna del brand pur restando al passo con i nuovi linguaggi della moda e del retail?
«Il nostro Dna si fonda su tre pilastri: eleganza, cura del dettaglio e un design al tempo stesso contemporaneo e senza tempo. L’innovazione per noi non è mai fine a sé stessa, ma sempre funzionale e coerente con ciò che siamo. Ogni scelta progettuale nasce da una domanda fondamentale: “È fedele alla nostra identità?” È questo approccio consapevole che ci consente di evolverci senza perdere l’essenza, mantenendo salda la connessione tra heritage e modernità».
Sul fronte dell’espansione, quali sono le nuove aperture più significative dell’ultimo anno e quali mercati state presidiando con maggiore attenzione?
«L’ultimo anno è stato particolarmente dinamico. In Asia, abbiamo rafforzato la nostra presenza in Giappone con sei pop-up store tra Tokyo, Osaka, Yokohama e Nagoya, mentre in Italia abbiamo aperto una nuova boutique a Bologna, in Piazza Galvani e consolidato il nostro posizionamento nel travel retail con le aperture presso Roma Termini e l’aeroporto di Venezia Marco Polo. È stato inoltre avviato un piano di strutture pop-up store itineranti in location selezionate, volto ad accrescere la visibilità del brandin mercati chiave: El Corte Inglés (Madrid e Marbella), La Rinascente Duomo (Milano) e Ludwig Beck (Monaco di Baviera). Il mercato europeo continua a rappresentare un asset strategico, in particolare Germania, Austria ed Europa dell’Est, aree in cui vediamo ancora un potenziale di crescita molto interessante».
Parliamo di risultati: come si è chiuso il primo semestre del 2025 per Coccinelle? Quali sono le performance più rilevanti e le aree di maggiore crescita?
«Abbiamo chiuso il primo semestre con una crescita del +10% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il canale Direct-to-Consumer ha registrato un +5%, mentre l’e-commerce ha mantenuto i volumi dello scorso anno. L’Ebitda si conferma positivo, a testimonianza di una strategia solida e sostenibile. Tra i mercati più performanti, il Giappone si distingue per dinamicità, ma anche l’Italia e l’Europa hanno confermato un trend molto positivo, grazie a un modello multicanale ben integrato. È un momento di slancio, che stiamo guidando con rigore, coerenza e visione di lungo periodo».
Guardando avanti, quali sono le priorità per il secondo semestre e le prospettive per il 2026? Ci sono progetti, nuove aperture o collaborazioni in arrivo che può anticiparci?
«Nel secondo semestre continueremo a rafforzare la nostra presenza nei mercati chiave, puntando su una crescita organica e sostenibile. Sono previste nuove aperture in location ad alta visibilità turistica e ad impatto commerciale e proseguiranno gli investimenti nella formazione, attraverso la nostra Retail Academy, che rappresenta un asset strategico per il futuro. Per il 2026 l’obiettivo è proseguire in questa traiettoria di crescita misurata, ma ambiziosa, mettendo sempre al centro l’autenticità del brand e la relazione con le nostre clienti. Perché è da lì che nasce tutto».
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