La nuova crisi tra Israele e Iran ha messo Donald Trump davanti a un bivio. Il presidente Usa dovrà infatti scegliere tra due alternative: o frenare lo Stato ebraico e rilanciare i colloqui sul nucleare con la Repubblica islamica o entrare direttamente in guerra contro gli ayatollah e accettare, a quel punto, l’eventualità di un cambio di regime a Teheran. Che nell’amministrazione americana si stia discutendo alacremente sul da farsi, è emerso chiaramente ieri.
In un primo momento, Trump si è proposto come paciere. «Iran e Israele dovrebbero raggiungere un accordo, e lo raggiungeranno, proprio come l’ho fatto fare a India e Pakistan, in quel caso usando il commercio con gli Stati Uniti per portare ragione, coesione e buon senso nei colloqui con due leader eccellenti che sono stati in grado di prendere rapidamente una decisione e di fermarsi», ha dichiarato su Truth, sostenendo inoltre di aver fatto da paciere in passato anche tra Serbia e Kosovo oltre che tra Egitto ed Etiopia. «Rendiamo il Medio Oriente di nuovo grande», ha aggiunto.
Poco dopo, parlando con Abc News, il presidente americano non ha tuttavia escluso che nel prossimo futuro gli Usa «possano essere coinvolti» nel conflitto tra Gerusalemme e Teheran, aggiungendo però di essere «aperto» all’ipotesi di una mediazione russa. Tutto questo, mentre Reuters ha riferito che Trump avrebbe posto il veto sull’uccisione dell’ayatollah Ali Khamenei (una rivelazione a sua volta smentita ieri da Benjamin Netanyahu). Non solo. Secondo Axios, Israele starebbe cercando di convincere la Casa Bianca a entrare direttamente in guerra contro un regime khomeinista, che – dopo i bombardamenti ai suoi siti nucleari e la decapitazione di una parte del proprio establishment militare – versa adesso in una condizione di estrema debolezza. Una debolezza, quella di Teheran, certificata dal fatto che, ieri, il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha chiesto all’Iraq di impedire allo Stato ebraico di utilizzare il suo spazio aereo e il suo territorio per sferrare attacchi contro la Repubblica islamica.
Inizialmente Trump sperava che i bombardamenti israeliani spingessero gli ayatollah a tornare al tavolo delle trattative sul nucleare, abbassando le loro pretese: non a caso, pur sottolineando l’assenza di un coinvolgimento americano, il presidente aveva definito «eccellente» l’attacco di venerdì ai siti atomici iraniani. Tuttavia, a questo punto, non è detto che l’escalation possa rivelarsi controllabile. In tal senso, la Casa Bianca sta cautamente prendendo in considerazione l’eventualità di un ingresso diretto nel conflitto che abbia come obiettivo minimo il totale smantellamento del programma nucleare iraniano e come obiettivo massimo un cambio di regime a Teheran: uno scenario, quest’ultimo, che a Netanyahu non dispiacerebbe troppo (nonostante ieri il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, abbia precisato che «l’obiettivo non è un cambio di regime»).
Dall’altra parte, va comunque tenuto presente che Trump è storicamente restio ai regime change, da lui considerati forieri di caos e instabilità. E infatti, almeno finora, il presidente americano ha sempre esplicitamente escluso di voler abbattere il governo di Teheran. Ciononostante, aprendo alla possibilità di un coinvolgimento militare americano nel conflitto in corso, Trump sa bene come un tale scenario non possa essere aprioristicamente scartato: uno scenario che preoccupa Recep Tayyip Erdogan, che ha esortato l’omologo statunitense ad agire da paciere, per scongiurare una «pericolosa escalation».
E attenzione: per l’inquilino della Casa Bianca, il dilemma ha delle ricadute anche in politica interna. Se il senatore repubblicano Lindsey Graham lo sta esortando ad assumere una postura più interventista, l’influente giornalista conservatore Tucker Carlson è totalmente contrario a un coinvolgimento militare degli Usa nella crisi mediorientale. E quindi, mentre la tensione continua a crescere, resta sul tavolo una domanda: che cosa farà Trump? Cercherà di mediare tra le parti oppure opterà per un coinvolgimento militare di Washington?
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