• John Elkann: «Un’ingiustizia, Sergio per me è stato mentore e soprattuto amico». Il cda sceglie come successore l’ex responsabile dei marchi Jeep e Ram.
  • I nuovi vertici probabilmente seguiranno la strada del loro predecessore. Possibile una fusione con i coreani di Hyundai: gli asiatici porterebbero in dote acciaio e tecnologie, il Lingotto Jeep e brand di lusso come Maserati e Alfa.
  • Amante di Maria Callas e del ragù, diceva: «La leadership non è anarchia, in azienda comanda un solo uomo». Ha salvato la società battendo Confindustria, salotti e sindacati.

Lo speciale contiene tre articoli

Leggi la lettera di John Elkann ai dipendenti

Sergio Marchionne è gravissimo, ricoverato in ospedale. La situazione è drammatica e non potrà tornare a ricoprire le sue cariche in Fca. Per questo ieri il cda ha dovuto scegliere i nuovi vertici. Il nuovo ad è l’inglese Mike Manley, responsabile per i marchi Ram e Jeep. La decisione è stata presa dal presidente John Elkann che ha convocato i cda di urgenza a causa di un aggravamento improvviso, definito «impensabile», delle condizioni del manager. Le prime indiscrezioni erano emerse due giorni fa, rinforzate dal fatto che Marchionne non compariva in pubblico da fine giugno.

Il nome di Mike Manley era tra i favoriti insieme a quelli di Richard Palmer, direttore finanziario Jeep, e Alfredo Altavilla, responsabile operativo per Europa, Africa e Medioriente.

Il nuovo ad, come spiega un comunicato della società, è operativo da subito. «Il consiglio proporrà alla prossima assemblea degli azionisti, che sarà convocata nei prossimi giorni, che Manley sia eletto nel consiglio in qualità di amministratore esecutivo della società. Nel frattempo, al fine di garantire pieni poteri e continuità all’operatività aziendale, Manley ha ricevuto dal consiglio stesso le deleghe a operare immediatamente come ad».

Manley è da sempre considerato un uomo dalle straordinarie doti commerciali e la sua scelta potrebbe dipendere dalle già annunciate intenzioni di sviluppare ulteriormente il marchio Jeep. Va detto che una delle grandi capacità di Sergio Marchionne era quella di circondarsi di grandi professionisti. Il caso di Manley non fa eccezione. Il nuovo ad di Fca dal 2009 ha letteralmente trasformato Jeep e Ram, facendoli passare da marchi nordamericani a internazionali.

Nel 2009 il marchio di Suv che apparteneva a Chrysler vendeva in America circa 340.000 veicoli. In meno di dieci anni, grazie alle capacità di Manley, i due brand sono arrivati a vendere circa 1,4 milioni di fuoristrada nel 2017.

Il nuovo numero uno del Lingotto è nato a Edenbridge, in Gran Bretagna nel 1964. La sua formazione è tutta automobilistica. A 22 anni è stato responsabile vendite della piccola Swan national motors, ad Aberdeen, in Scozia. Il primo grande balzo di carriera arriva nel 2000, quando diviene direttore area sviluppo delle rete di Daimler chrysler nel Regno Unito. Nove anni dopo viene scelto come nuovo numero uno del marchio Jeep, incarico che ha ricoperto fino a oggi. Dal 2015 è anche a capo del marchio Ram, brand specializzato nella produzione di pick up e van.

Ma, sebbene la nomina di Manley alla guida di Fca sia la più importante, non è di certo l’unica che è avvenuta ieri. Marchionne era ed è un manager di grande peso e, all’interno di Fca, ricopriva diversi ruoli. Uno di quelli più importanti era quello di ad di Ferrari, azienda che Marchionne non intendeva lasciare nemmeno dopo il suo addio a Fca, previsto per il 2019.

Il suo posto ora è andato a Louis Carey Camilleri. Il manager, nato ad Alessandria d’Egitto, nel 2017 era già stato nominato direttore non esecutivo e presidente del cda del Cavallino rampante. Noto anche alle cronache rosa per una relazione con Naomi Campbell, viene ritenuto un «signore del tabacco» visto il suo lungo passato come presidente e amministratore delegato di Philip Morris, noto colosso delle sigarette. John Elkann è invece diventato presidente della Rossa.

Il cda ha scelto anche a chi dare la poltrona di presidente di Cnh industrial, la divisione di macchine agricole. Si tratta di Suzanne Heywood, dal 2016 direttore generale di Exor, la capogruppo quotata in Borsa di proprietà degli Agnelli.

Per John Elkann questo non è un momento facile, sia sul piano professionale sia umano. Oltre alle importanti decisioni che il presidente di Fca dovrà prendere, c’è da considerare l’aggravarsi delle condizioni di salute dell’ex ad, che appaiono gravissime. «Sono profondamente addolorato per le condizioni di Sergio. Si tratta di una situazione impensabile fino a poche ore fa, che lascia a tutti quanti un senso di ingiustizia. Quello che mi ha colpito di Sergio fin dall’inizio, quando ci incontrammo per parlare della possibilità che venisse a lavorare per il gruppo, più ancora delle sue capacità manageriali e di una intelligenza fuori dal comune, furono le sue qualità umane, la sua generosità e il suo modo di capire le persone», ha detto. «Negli ultimi 14 anni, abbiamo vissuto insieme successi e difficoltà, crisi interne ed esterne, ma anche momenti unici e irripetibili, sia dal punto di vista personale che professionale. Per tanti Sergio è stato un leader illuminato, un punto di riferimento ineguagliabile. Per me è stato una persona con cui confrontarsi e di cui fidarsi, un mentore e soprattutto un amico. Ci ha insegnato a pensare diversamente e ad avere il coraggio di cambiare, spesso anche in modo non convenzionale, agendo sempre con senso di responsabilità per le aziende e per le persone che ci lavorano. Ci ha insegnato che l’unica domanda che vale davvero la pensa farsi, alla fine di ogni giornata, è se siamo stati in grado di cambiare qualcosa in meglio, se siamo stati capaci di fare una differenza. E Sergio ha sempre fatto la differenza, dovunque si sia trovato a lavorare e nella vita di così tante persone».

La situazione è così drammatica che Elkann dell’amico parla al passato.

Gianluca Baldini


Da non perdere