Willem Dafoe: «Il dottor Baxter è un personaggio speciale»

L’attore, oggi al cinema con Povere Creature! racconta il suo personaggio e l’esperienza sul set.

Candidato agli ultimi Golden Globe come miglior attore non protagonista, Willem Dafoe è al cinema con Povere Creature! Pellicola diretta da Yorgos Lanthimos, vincitore del Leone d’oro al miglior film all’80esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Il film – che vede protagonista Emma Stone, già vincitrice ai Golden Globe e candidata all’Oscar per la sua interpretazione di Emma Baxter – racconta la vita di una giovane donna riportata in vita, dopo essersi uccisa buttandosi dal Tamigi, dal brillante e poco ortodosso scienziato Dr. Godwin Baxter (interpretato da Dafoe). Sotto la sua protezione, la ragazza è desiderosa di imparare ma, affamata dalla mondanità che le manca, decide di fuggire con Duncan Wedderburn (Mark Ruffalo), un abile e dissoluto avvocato, in una travolgente avventura attraverso i continenti. Povere Creature! si basa sul romanzo dello stesso nome di Alasdair Gray, anche se in molti non hanno potuto fare a meno di riscontrare alcuni parallelismi con la storia di Frankenstein, dove il “mostro” è però una donna bellissima e perspicace, mentre a essere mostri sono gli uomini che la circondano.

È proprio da questo parallelismo con il capolavoro di Mary Shelley che parte la conversazione con Willem Dafoe, in Italia per la presentazione del film. «Esiste una differenza sostanziale tra le due storie, nonostante l’ispirazione sia chiara a tutti. Il mio personaggio non è mai disgustato dalla sua creatura, anzi se ne innamora. Inoltre più che dare vita a una persona dal nulla, il dottor Baxter con il suo esperimento dà a una donna suicida una nuova vita, e dà anche a se stesso una nuova occasione attraverso Bella».

«Trovo che il personaggio del dottor Baxter sia molto speciale» continua Dafoe. «Anche lui è nato da un esperimento ed è rimasto letteralmente sfigurato a causa di ciò che sua padre gli ha fatto. È anche questo dettaglio che rende Povere Creature! una rivisitazione così grandiosa di Frankenstein, perché Bella è quella affascinante mentre il Dottore è composto da vari esprimenti cuciti tra loro».

Quando gli si chiede del metodo usato per calarsi in un personaggio così complesso e sfaccettato – ma come sottolinea lo stesso Dafoe «degno di compassione» – l’attore menziona come prima cosa il suo passato. «Sono cresciuto in una famiglia di medici, quindi mentre per gli altri l’idea di un ospedale può far paura, per me ha un che di confortante». Allo stesso modo Willem Dafoe cita la maschera prostatica disegnata da Nadia Stacey sull’ispirazione dei dipinti del maestro Francis Bacon. «Lavorare con una maschera sul viso ti consente davvero di calarti nel personaggio. Non puoi più aggrapparti all’immagine che hai di te stesso, perché il tuo vecchio volto è stato cancellato, hai una faccia completamente nuova. Qualsiasi artista degno di questo nome vi dirà che si tratta di una situazione davvero entusiasmante in cui trovarsi».

Willem Dafoe cita anche il regista di Povere Creature!, come una fondamentale fonte di ispirazione per il suo personaggio. «I registi per me sono estremamente importanti, come attore è importante concedersi a persone con una visione. Mi piace l’idea di avere a che fare con una persona che ha una visione, che te la racconta, mentre tu ti sforzi a raggiungerla e renderla reale. Mi piace molto questo rapporto registra e attore. Non devo necessariamente comprendere la sua visione, specialmente all’inizio, ma questo lavoro, questo obiettivo da raggiungere mi dà energia».

«Sono sempre attratto da registi con una personalità molto forte. Non riuscivo a separare la sceneggiatura dal fatto che Yorgos avrebbe diretto il film», ha poi aggiunto.

Al termine dell’intervista, è lo stesso Willem Dafoe a fare una domanda: «Mi chiedo se questo film sarebbe stato accettato e apprezzato allo stesso modo 20 anni fa. La storia di Bella è una storia di liberazione e sicuramente è molto significativo che la protagonista sia una donna, ma quello che trovo estremamente importante e affascinante è che questa è una liberazione attiva. Bella è completamente padrona del suo destino. È quello che colpisce».

Da non perdere