Collaboratori sportivi senza aiuti. Pronta una norma per «risarcirli»
  • Oltre 11.000 persone non hanno ricevuto i bonus a causa dei pasticci giallorossi: le promesse di Vincenzo Spadafora sono rimaste lettera morta. Il decreto Sostegno verrà modificato per distribuire i fondi a chi ne ha diritto
  • Per il prossimo provvedimento di soccorso dell’economia verranno chiesti 40 miliardi Voto delle Camere il 22 aprile. Al via le consultazioni con i partiti sul Recovery plan

Lo speciale contiene due articoli

Per gli 11.500 collaboratori sportivi rimasti impantanati nel limbo dai vari decreti Ristori voluti dal governo Conte la soluzione è ha portata di mano. E infatti l’inserimento di una norma ad hoc all’interno del decreto legge numero 41/2021, il cosiddetto Sostegno che deve essere convertito in legge dal Parlamento, dovrebbe riuscire a regolarizzare tutti quei soggetti che al momento non sono riusciti a ottenere nemmeno un rimborso, nonostante ne avessero diritto. Il tutto parte da norme poco chiare scritte nel decreto Cura Italia, e poi nei successivi, per cercare di dare dei bonus ai collaboratori sportivi. Il problema è che si partiva da una base non ben definita. Infatti il legislatore non aveva risolto il problema della definizione e dell’inquadramento del lavoro sportivo (riforma dello sport). Così si è tentato di mettere una pezza cercando in qualche modo di individuare una platea di soggetti beneficiari.

I nodi però sono ben presto arrivati al pettine. E infatti con il vari decreti Ristori chi ha una partita Iva o è iscritto alla gestione separata si doveva rivolgere all’Inps, chi è un collaboratore sportivo a Sport e salute. E chi è un collaboratore sportivo titolare di una partita Iva o iscritto alla gestione separata? È da norme complesse, poco chiare e che lasciavano svariate interpretazioni che è iniziato il calvario di questi cittadini. Il tutto ha avuto come conseguenza una platea di 11.500 collaboratori sportivi che non hanno ricevuto nessun bonus o indennità a fondo perduto. E anche con i nuovi stanziamenti decisi con il decreto Sostegno non sono riusciti a rientravi, perché intrappolati nelle maglie dell’Inps. Per sbloccare il tutto l’Istituto dovrebbe sanare queste situazioni, ma il tempo è finito dato che il termine per ottenere gli aiuti scade oggi. Da qui la richiesta di intervenire direttamente nel decreto legge numero 41/2021 per regolarizzare questi 11.500 collaboratori sportivi e permettere loro di ottenere i ristori dovuti, anche se non si conoscono ancora i dettagli della norma.

Questa è però una pezza dell’ultimo momento a una situazione che, se presa per tempo, si sarebbe potuta risolvere senza creare disagi a una categoria già molto colpita dalla pandemia. Eppure l’ex ministro giallorosso dello Sport, Vincenzo Spadafora, diverse volte ha speso parole rassicuranti sul mondo dello sport e sull’operato del Conte bis, senza però a risolvere un problema che stava crescendo sempre di più. Era infatti già da tempo che i collaboratori sportivi denunciavano una situazione di disagio, eppure non si è fatto niente, quando nella realtà si sarebbe potuto agire in sede parlamentare per cercare di prevenire o almeno risolvere la questione. Dunque, adesso i collaboratori sportivi sono appesi al filo di una norma all’interno di un decreto legge per ottenere quanto gli spetta e non sono riusciti ad avere a causa di norme poco chiare e di dubbia interpretazione.

La situazione del mondo dello sport è finalmente arrivata alle orecchie della politica, tanto che nel prossimo decreto Sostegno bis allo studio da parte del governo (oggi Mario Draghi inizierà un giro di consultazione in merito ai temi con i vari partiti politici), «sono al vaglio da parte del Partito democratico, il Movimento 5 stelle, Lega e Fratelli d’Italia, alcune proposte di sostegno per il mondo dello sport», si legge in una nota del Pd. Nell’incontro tra le varie forze politiche è infatti emerso come il decreto Sostegno non risulti essere soddisfacente per il sistema sportivo italiano nelle sue varie articolazioni. Occorre dare delle risposte puntuali ai bisogni delle diverse attività, come gli impianti pubblici in gestione quali piscine e palestre, i centri fitness, le oltre 120.000 Asd e Ssd iscritte al registro Coni, le società sportive professionistiche di vertice e non nelle varie discipline. Per queste ragioni, continua il comunicato, in previsione del prossimo decreto, i partecipanti all’incontro chiederanno al governo di mettere a disposizione del sistema sportivo italiano 1 miliardo di euro attraverso azioni concrete da condividere nelle prossime ore con il sottosegretario Valentina Vezzali e le altre forze parlamentari che ieri sera non sono riuscite a partecipare alla riunione.

«Nel corso dell’incontro», aggiunge il comunicato del Pd, «sono state avanzate alcune possibili proposte quali i contributi a sostegno dei costi fissi e delle spese sostenute per svolgere l’attività sportiva in sicurezza, il credito d’imposta per le sponsorizzazioni a reintegro degli affitti e dei canoni di gestione, i voucher a sostegno delle famiglie per l’attività sportiva, l’accesso al credito con garanzia dello Stato e i bonus per i lavoratori sportivi. Una risposta unitaria per un settore come quello dello sport che non ha colore politico, che ha bisogno di un aiuto concreto per ripartire e continuare a svolgere il suo importantissimo ruolo educativo e sociale all’interno delle nostre comunità». E dunque una posizione unitaria per cercare di sostenere il mondo dello sport, uno dei più colpiti da questa pandemia economica.

Da non perdere

Attentato a Ranucci, quattro arresti
Video

Attentato a Ranucci, quattro arresti

Fermati i presunti autori dell’assalto dinamitardo contro il conduttore di «Report». Di origine campana, avrebbero operato su commissione in cambio di migliaia di euro.

Lo scoop della «Verità» inguaia Conte
Inchieste

Lo scoop della «Verità» inguaia Conte

Quasi amici. Anzi, no: proprio amici amici. Lo dice Domenico Arcuri, ex commissario straordinario durante l’emergenza Covid, a proposito di Giuseppe Conte, commissario che indaga sulla gestione dell’emergenza Covid. Vi pare un’anomalia o quanto meno una frequentazione poco opportuna? Può…