Sociologi e psicologi hanno sostituito la lotta di classe con il progetto di destrutturare la società. Con linguaggio sboccato e goliardico (se non vi piace, state alla larga dall’università) gli studenti che hanno ironizzato sui bagni transgender hanno invece rotto la gabbia di menzogne che ci tiene prigionieri. «L’abito non fa il monaco». Il motto esiste anche in latino, non habitus monachum reddit, e in inglese, the gown not make the friar. Il monaco nel Medioevo è una figura importante, quindi poteva succedere che qualcuno si fingesse monaco. Nelle nostre tristi epoche gravate dalla perdita della logica il proverbio potrebbe essere modificato in: l’abito non fa l’uomo come non fa la donna.
Si definisce ideologia gender o ideologia dell’identità del genere la teoria che possa esistere un genere come qualcosa di distinto dal sesso biologico, e che la mente possa scegliere il genere. In realtà noi siamo maschi o femmine. Nessuno nasce nel corpo sbagliato. Da quando la signora Curie ha isolato il radio e da quando innumerevoli chimici hanno messo a punto sostanze teratogene, sono aumentate le malformazioni. Esistono quindi persone cosiddette intersessuali. Si tratta di persone che alla nascita hanno una malformazione agli organi genitali tale da rendere impossibile identificare il sesso. Si tratta di persone con una malattia fisica, che va curata caso per caso. Il fatto che esistano persone con un sesso non determinabile (patologia) non inficia l’affermazione che i sessi sono due (fisiologia), esattamente come il fatto che nascano persone focomeliche (patologia) non inficia l’affermazione che gli arti siano quattro e le dita venti (fisiologia). Nasciamo maschio o femmina e sono enormemente diversi i nostri cervelli. I maschi hanno un cervello basato sulla lateralizzazione emisferica, noi femmine abbiamo un cervello basato sulla interconnessione emisferica. I due emisferi sono diversi perché la sopravvivenza della specie è possibile solo se sono diversi i ruoli. Durante il paleolitico, i due ruoli che permettono la sopravvivenza dell’umanità sono «madre» per le donne e «padre, cioè procacciatore del cibo e difensore» per gli uomini. Un bambino può sopravvivere solo se mamma lo accudisce e lo allatta stando al sicuro. Il cervello femminile quindi ha necessariamente grandi capacità di empatia e accudimento. Il cervello delle donne è multitasking, capace di occuparsi di più di una cosa alla volta, perché noi dobbiamo essere sempre in grado, qualsiasi cosa stiamo facendo, di sentire il pianto del nostro neonato e accudirlo (interconnessione degli emisferi). Il cervello dei maschi deve essere rigidamente in monotasking, perché il primo compito del cacciatore e del guerriero e quello di stare di guardia e se mentre stai di guardia non sei concentrato, non riuscirai a catturare il cervo oppure non ti accorgerai dei nemici. I maschi hanno una capacità di concentrazione superiore alla nostra, una maggiore capacità pragmatica, un maggiore senso dell’orientamento, sono più affascinati di noi donne dal movimento degli oggetti e dei macchinari (lateralizzazione degli emisferi). Se attorno a una culla mettete foto di visi e oggetti che si muovono, le femminucce gireranno più spesso il visetto verso i visi e i maschietti verso le cose che si muovono.
L’Oms definisce il genere come un insieme di ruoli, stereotipi e aspettative associati all’essere uomo o donna. La definizione è sbagliata. Il maschile e femminile sono universali. Possono cambiare nelle varie civiltà i vestiari tipicamente femminili e quelli tipicamente maschili, ma non la diversa struttura fisica e la diversa struttura cerebrale. La teoria del gender è una sorta di religione. I dogmi sono: alla nascita si viene «assegnati» maschi e femmine sulla base dei genitali, ma è un arbitrio. Chi si riconosce nel genere che gli è stato assegnato è definito cisgender: il termine corretto sarebbe «normale». Chi ha avuto il genere «assegnato» scorrettamente è transgender. La parola «sesso» che dovrebbe essere usata per descrivere maschi e femmine è stata sostituita dalla parola «genere».
La teoria del gender è stata diffusa dalle facoltà di antropologia e sociologia, e rilanciata dalle facoltà di psicologia, ma anche dall’Apa, Associazione psicologhi americani. Nelle facoltà di antropologia, sociologia e psicologia la stragrande maggioranza degli insegnanti sono «di sinistra», quindi possiamo considerarle il braccio armato del postmarxismo che ha sostituito la lotta di classe con la destrutturazione della società. Noi abbiamo tollerato questi ammassi di irrazionalismo imposti brutalmente dalle élite, e ora ne paghiamo il conto. Se una donna si veste da uomo, dire la verità, e cioè che si tratta di una donna, in molte nazioni è un reato, qui da noi dà semplicemente l’ostracismo sociale, ma se siete iscritti alla Bocconi, l’università delle élite, distruggerà la vostra carriera. Non condividere punto per punto la irragionevole teoria gender è considerato odio. La signora Appignanesi Laura è una giovane donna iscritta alla Bocconi che ha preteso i bagni gender neutri e ha fatto punire chi si è permesso di trovarli ridicoli. Lei rifiuta la sua femminilità. È una donna, è nata donna e resterà donna fino alla fine dei suoi giorni, ogni sua cellula, soprattutto quelle cerebrali, hanno patrimonio genetico XX. I suoi lineamenti sono femminili, il suo pensiero è di tipo femminile, la sua scrittura è di tipo femminile. Laura rifiuta la sua femminilità e avrebbe avuto bisogno di trovare sulla sua strada qualcuno in grado di aiutarla ad armonizzare mente e corpo. Ha trovato purtroppo persone che le hanno mentito, le hanno detto che lei è da sempre maschio e che per sbaglio la sua anima sessuata, ma forse sarebbe meglio dire asessuata, è finita nel corpo di una donna. Un errore da correggere.
Questa è una menzogna che sta tragicamente incastrando Laura, e il potere vuole che tutti la condividano, perché altrimenti saranno accusati di odiarla, di essere responsabili di un suo eventuale gesto autodistruttivo: è questo il ricatto intollerabile che imprigiona la persona per prima, e poi la società, in una gabbia di menzogna. Le statistiche ci informano del contrario. È dove la teoria del gender è tollerata e diffusa, e dove si compiono gli atroci interventi di castrazione spacciati per interventi di transizione, che i suicidi aumentano. In tutti i casi per nessun motivo al mondo, nemmeno la compassione che sarebbe falsa compassione, dobbiamo accettare la menzogna.
Sono indegnamente ridicoli i nomignoli scritti sul sito del Mur, registro delle candidature degli studenti per il Consiglio nazionale degli universitari. Laura è scritta come Laura Appignanesi, detto Samuele, detto Sam. Perché non fosse l’unica, quindi, a tutti gli altri studenti è stato chiesto di presentarsi con un bambinesco nomignolo. La mia massima disistima a tutti coloro che hanno accettato. Vorrei anche mandare tutta la mia stima ai tre studenti che finalmente hanno mostrato l’assurdo di tutto questo, e lo hanno manifestato con un linguaggio goliardico, un po’ sboccato e un po’ scanzonato come il linguaggio goliardico deve essere e se non siete capaci di riderci, state alla larga dalle Università. Propongo di candidarli alle elezioni europee. Abbiamo un disperato bisogno di gente come loro. La mia disistima anche a tutti docenti e gli studenti della Bocconi che non si sono alzati in piedi per schierarsi con contro le folli punizioni date a questi tre. Loro tre hanno detto la verità. Nessuna compassione impone la menzogna. Se vi stanno imponendo la menzogna non è per compassione ma per odio della verità. Se amate Laura ditele la verità. Combatti fino alla morte per la verità e Dio combatterà con te (Siracide).
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