Le proteste che stanno paralizzando da giorni il Sud d’Italia – a Napoli si è aperto anche il fronte del porto che è stato bloccato dai camionisti al varco Bausan con crescenti difficoltà di collegamenti con le isole e sbarco delle merci, mentre i fornai annunciano che smetteranno di confezionare il pane – pongono una tripla sfida: al governo che è chiamato a dare risposte immediate sul caro gasolio, all’Europa che è la principale imputata di queste proteste, ma anche alle associazioni di categoria che non hanno sottoscritto i blocchi delle strade o i sit-in degli agricoltori, ma pure dicono che le ragioni del malcontento ci sono e vanno governate.
Caro gasolio, Salvini incontra gli autotrasportatori: sul tavolo gli aiuti alle imprese
Perciò oggi è una giornata particolare. Stamane alle 10 il ministro dei Trasporti e delle infrastrutture Matteo Salvini ha dato appuntamento in Prefettura a Milano all’autotrasporto per cercare una soluzione.
In contemporanea a Roma si apre il forum di Coldiretti; è una sorta di stati generali dell’agricoltura dove i temi del malessere dei campi del Meridione e non solo hanno pieno diritto di cittadinanza: non nelle forme, ma nella sostanza.
Coldiretti punta il dito contro Bruxelles: «La controparte vera è l’Europa»
Dall’organizzazione presieduta da Ettore Prandini fanno sapere: «Non abbiamo individuato nel governo la controparte anche perché ha sinora fatto ciò che poteva; la controparte vera è l’Europa che sta sacrificando l’agricoltura e i primi indirizzi a cui rivolgersi sono dunque le Regioni che gestiscono i contributi agricoli».
Presidi del «popolo giallo» sono stati organizzati in Sicilia, in Basilicata, nel Lazio, in Toscana. E di certo oggi il segretario generale Vincenzo Gesmundo dirà che «la Coldiretti da tempo ha posto il problema del reddito agricolo e dei costi fuori controllo, ma sappiamo che la controparte del mondo agricolo sta a Bruxelles e il tema dei temi è difendere la sovranità alimentare».
Ieri dalla Toscana sono arrivati 9 milioni per il gasolio, in questi giorni la Coldiretti ha ottenuto quasi 200 milioni di euro dalle Regioni per il caro carburante. Più o meno è la stessa strada che intendono percorrere le associazioni più rappresentative dei trasportatori.
Da Uggè l’ultimatum al governo: senza risposte, rischio blocco nazionale dei trasporti
Spiega Paolo Uggè presidente di Unitras – l’associazione che riunisce le maggiori sigle di categoria – «abbiamo chiesto a Salvini d’incontrare solo chi è iscritto all’albo dell’autotrasporto non per escludere gli altri di cui comprendiamo le motivazioni, ma per dare ordine e autorevolezza alle cose che chiediamo».
«I soldi che a maggio il governo ci aveva promesso e che dicono di aver stanziato non sono mai arrivati. Sono circa 500 milioni che dovevano servire a mitigare il caro carburante. Avevamo chiesto e ci era stato promesso che gli adeguamenti dei costi di sicurezza fossero aggiornati di settimana in settimana (sulla base di questi parametri si fanno le tariffe ndr), ma non è avvenuto».
«Ripeto: se si trova una soluzione bene, altrimenti la protesta che oggi è locale ed è sostenuta da sigle locali diventerà la nostra protesta e cioè uno blocco nazionale dell’autotrasporto». «Siamo consapevoli», ripete Uggè, «che significa paralizzare il Paese, ma se non c’è via d’uscita siamo costretti a fermarci».
Caro gasolio, Uggè accusa l’Ue: «Gli Ets sono la fine per le imprese di trasporto»
Anche qui si guarda a Bruxelles. Sottolinea il presidente di Unitras: «Il costo degli Ets è interamente scaricato sulle imprese di trasporto, la perdita di capacità di raffinazione che ha fatto impennare il costo del gasolio sarà anche un vanto per l’Ue che si ammanta di green, ma per noi è la fine».
Dunque Paolo Uggé dall’incontro con Matteo Salvini si aspetta – a nome di quasi 100.000 imprese iscritte all’albo nazionale degli autotrasportatori- risposte più articolate che vadano oltre un primo intervento, pur indispensabile, di calmierazione del prezzo dei carburanti.
Si sa che il ministro ha forse a disposizione un’ottantina di milioni che offrirà anche in un secondo incontro sempre oggi pomeriggio a Milano con le sigle locali e autonome che sono quelle che tengono in scacco da giorni il Sud. Dove la situazione resta pesante.
Tra i capi dei comitati autonomi che stanno organizzando le proteste c’è l’A.I.Tras (associazione autotrasporti della Sicilia) di cui è presidente Salvatore Bella, a Catania si muove invece l’associazione imprese autotrasportatori siciliani con a capo Giuseppe Richichi, che dici anni fa fu uno degli animatori del movimento dei forconi, mentre in Puglia la protesta è animata dai padroncini e in Campania da Trasportounito sigla di Franco Pensiero e Maurizio Longo che associa circa 600 imprese.
Porti bloccati, scaffali a rischio e produzione ferma: la protesta risale lo Stivale
I blocchi ai porti siciliani hanno reso impossibili i collegamenti con le isole, nei supermercati scarseggia la merce, mentre gli agricoltori hanno sospeso la raccolta. In Puglia c’è stato un incontro col presidente Antonio De Caro, ma il presidio a Bari non è stato tolto.
Critica la situazione sull’autostrada del Sole. Fermo il traffico anche in Calabria dove soprattutto nel catanzarese la mobilitazione è totale.
In Molise le ripercussioni sono pesanti: dopo lo stop ai frantoi ora anche la Molisana (grande marchio della pasta) sostiene che potrebbe sospendere la produzione.
La protesta sta risalendo lo Stivale: blocchi si annunciano a Roma e a Firenze dove a scendere in strada sono per primi gli agricoltori. Al G7 di Parigi il ministro Francesco Lollobrigida affronterà la crisi dei fertilizzanti, ma anche la sicurezza alimentare tema su cui l’Italia da tempo sta sfidando l’Europa.
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