Mentre gli sbarchi calano, esplodono gli «stop» delle toghe dell’isola ai cosiddetti «trattenimenti alla frontiera» previsti dal decreto Cutro. In pratica, oltre l’85% dei tentativi di rimandare indietro gli irregolari viene impedito dalla magistratura.
Nel conflitto tra le toghe orientate e il governo sembra essere stato frapposto un muro giudiziario che respinge i trattenimenti alla frontiera previsti dal decreto Cutro: in un solo mese le bocciature dei decreti dei questori sono saliti da 26 a 64, su un totale di 74. Tutti illegittimi secondo i giudici della Sezione immigrazione. E a provare l’esistenza di un orientamento ideologico c’è anche un altro dato, che La Verità aveva raccolto compulsando le Commissioni territoriali che si occupano della protezione internazionale dei migranti e che aveva svelato ad agosto: dal 2015 a oggi le toghe hanno cambiato rotta. Se nel 2015 solo il 49 per cento dei ricorsi presentati dai migranti contro il diniego della protezione (6.774) venne accolto, da quando è in sella il governo di Giorgia Meloni le percentuali sono schizzate: nel 2022 è stato accolto l’86 per cento dei ricorsi (10.699) e nel 2024, con i dati fermi al mese di luglio, gli 8.776 ricorsi accolti formano già il 72 per cento. Negli anni precedenti le percentuali si erano attestate sempre tra il 42 e il 45 per cento, eccetto nel 2019, anno in cui il dato era sceso al 35 per cento. Ai giudici, in sostanza, non va giù che gli immigrati senza documenti e non disposti a pagare una fidejussione, come previsto dalla legge, debbano essere accompagnati alla frontiera per l’espulsione. Ed è scattato un meccanismo da «tana libera tutti». Avviato da Iolanda Apostolico, la toga del tribunale civile di Catania che in passato ha partecipato alle manifestazioni contro Matteo Salvini (ai tempi in cui era ministro dell’Interno) e che ha stracciato i primi provvedimenti che, applicando il decreto Cutro, disponevano il trattenimento dei migranti alla frontiera.
Le valutazioni della Procura generale della Cassazione, che ha considerato «legittimi» i trattenimenti dei migranti provenienti da Paesi sicuri (cioè ha ritenuto coerente e legittima la procedura accelerata messa in atto dal questore di Ragusa) per «la peculiare situazione (che era di emergenza per il flusso continuo di sbarchi, ndr)» che «precludeva, con ogni evidenza, ogni possibile accertamento e trattazione della procedura nella stessa zona di arrivo», insomma, non sono bastate. La legge prevede che i migranti possano essere trattenuti negli hotspot, nei centri di soccorso e di prima accoglienza e, in caso di arrivi consistenti e ravvicinati, anche nei centri di permanenza per rimpatri. I provvedimenti di trattenimento, poi, però, devono essere convalidati dalla magistratura. Ma i giudici hanno continuato a storcere il naso. E a rigettare i provvedimenti di trattenimento, lasciando i migranti che non forniscono il passaporto alle autorità al momento dello sbarco e che non sono disposti a rilasciare una fidejussione liberi di circolare sul territorio nazionale. In passato alcuni sono poi stati fermati perché hanno commesso dei reati. Altri presentano una richiesta di protezione internazionale e finché questa non viene esaminata dalla Commissione territoriale competente a trattarla hanno il titolo in tasca per restare in Italia. Solo al termine dell’iter burocratico, se non hanno ottenuto il permesso di soggiorno, alle autorità è permesso di espellerli. Ammesso che siano rintracciabili.
Alla base dei «no» alla convalida, stando alle valutazioni dei magistrati, ci sarebbe l’assenza della «dovuta motivazione sulla necessità del trattenimento, sulla sua proporzionalità e sull’impossibilità di fare efficace ricorso alle altre misure alternative, di tipo non coercitivo».
Nel frattempo l’ex direttore dell’agenzia Frontex, ora eurodeputato del Rassemblement national, Fabrice Leggeri, ha chiesto all’Ue «di adottare e fare sue le politiche di Giorgia Meloni». Secondo Leggeri, «Meloni è riuscita a ridurre i flussi migratori con una politica di rafforzamento dei controlli alle frontiere e di cooperazione con i Paesi vicini». Ora, però, ha valutato Leggeri, i flussi «si stanno dirigendo verso la Grecia e le Canarie. La soluzione è quindi che il congiunto dell’Ue adotti le politiche di Meloni». Poi ha svelato che il commissario europeo agli Interni, Ylva Johansson, durante il loro primo incontro, nel 2019, avrebbe «avanzato minacce politiche» nei suoi confronti intimandogli: «Che ti piaccia o no ai migranti bisogna dare il benvenuto». E ha concluso: «Mandiamo i migranti in aereo a Bruxelles, fino alle porte della Commissione europea, dove lavora Ursula von der Leyen».
Per quanto i flussi verso l’Italia si siano ridotti, però, ieri ne sono sbarcati altri 120. Gli ultimi approdati sono 66, sbarcati a Lampedusa dopo che le motovedette della Capitaneria di porto, dell’assetto Frontex e la Ong Nadir hanno soccorso quattro natanti, tutti partiti dalla Libia. Altri 44 erano sbarcati in modo autonomo, raggiungendo la riva. Sono stati rintracciati dai carabinieri. Anche loro hanno riferito di essere partiti dalla Libia. Sono finiti tutti nell’hotspot di contrada Imbriacola a Lampedusa, che a metà giornata aveva superato la quota di 600 ospiti. In circa 300 sono stati spostati con un traghetto per Porto Empedocle e a fine serata le presenze sono scese a 370. A bordo di barchini e gommoni, da un minimo di sette siriani a un massimo di 27 egiziani, palestinesi e pakistani che sono salpati, a loro dire, da Ras Agedir, Tajoura, Sabratah e Zuwara. A loro si aggiungono i 50 soccorsi nei giorni scorsi da un gruppo di turisti in crociera a bordo della Maria Sole, appartenente all’hotel Sole di Lampedusa. Durante la navigazione hanno avvistato un barchino di ferro stracarico di persone. Il capitano ha avvisato immediatamente la Guardia costiera ma nel frattempo i turisti a bordo hanno avviato l’azione di soccorso. I migranti sono stati poi trasbordati sulle motovedette della Guardia costiera e dopo l’identificazione sono stati accompagnati nell’hotspot.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >