- Iniziano domenica le riprese del documentario su Firenze del senatore semplice, a un passo dall’accordo con Mediaset per la messa in onda. Santa Maria del Fiore off limits per i turisti, verrà impiegato anche un drone. Il suo cachet? Centinaia di migliaia di euro.
- Il fratello del cognato dell’ex premier avrebbe utilizzato parte dei soldi sottratti ai bimbi africani per ristrutturare uno stabile nel centro della capitale. Ben quattro appartamenti di pregio in vendita anche a 1,3 milioni.
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Ma Matteo Renzi è un populista? Due anni fa, in un talkshow, fecero questa domanda al critico d’arte Philippe Daverio. Che rispose: «Sì. Io ogni tanto sono spaventato da un fatto hegeliano, che lui sia la sintesi di due antitesi: Berlusconi e Roberto Benigni. Renzi è un berlusconiano con l’accento toscano, che fa simpatia». Daverio non poteva sapere che adesso l’ex premier di Rignano sull’Arno non solo gli farà concorrenza, girando un documentario sulle bellezze di Firenze che quasi sicuramente (le trattative sono bene avviate) finirà sulle reti Mediaset del sullodato Cavaliere, ma lo farà proprio per combattere «il populismo, il qualunquismo e la paura». E per dare uno schiaffo morale a Matteo Salvini e a Luigi Di Maio, grazie alle autorizzazioni concesse dal suo amico sindaco, Dario Nardella, potrà utilizzare gratis piazza del Duomo, sequestrandola a cittadini e turisti per un intero giorno. Come direbbe Renzi-Totò, «c’è chi può e chi non può: e io può».
E insomma, alla larga dal salotto di Firenze dalle ore 18 di martedì 21 alle ore 8 del giorno dopo. In caso di pioggia, l’autorizzazione è estesa anche al giorno successivo. Renzi sta mettendo a punto un documentario a puntate sulla città che, da sindaco, lo ha lanciato nella politica e per farlo si travestirà da esperto di arte e di storia, nonostante possa vantare solo una onesta laurea in giurisprudenza e la partecipazione a un quiz televisivo di cultura generale. L’uomo che si è abbattuto sulla storia della sinistra italiana come un uragano, in pochi anni passa dunque dalle slide con gli 80 euro allo spiegone del Corridoio vasariano, del Palazzo Medici Riccardi, di Santa Croce e di Santa Maria Novella. La vera notizia, visto il personaggio, è che non avrà al suo fianco Maria Elena Boschi.
Il nostro populista col Bignamino ha spiegato che «ne verrà fuori una grande battaglia contro la demagogia, il qualunquismo e la paura. Bellezza contro odio, apertura contro protezionismo, Rinascimento contro oscurantismo». Forse, più che all’amico Nardella, doveva chiedere il permesso al prefetto, alla voce «manifestazioni politiche».
In ogni caso le riprese che rischiano di scatenare più polemiche (si comincia domenica 19) sono quelle davanti a Santa Maria del fiore, con il transennamento di piazza Duomo. A fare domanda al Comune, ovviamente, non è stato Renzi, ma la casa di produzione del manager delle star tv Lucio Presta. Sarà vietato anche il semplice passaggio delle persone e per le riprese dall’alto verrà utilizzato un drone. Si spera che anche quello, come il famoso appartamento, non sia prestato all’amico Matteo dal tecnologicissimo Marco Carrai.
Francesco Torselli, battagliero capogruppo di Fdi in Comune, fa la sintesi di questa bizzarra situazione: «Così come il lupo perde il pelo, ma non il vizio, Renzi perde le elezioni, ma non il vizio di utilizzare Firenze come il proprio palcoscenico personale». E spiega che «grazie ai permessi accordati dall’amico-sindaco Nardella, stavolta può addirittura improvvisarsi one man-show in una piazza del Duomo vietata perfino al transito pedonale. Ne approfitti ora, il Piero Angela di Rignano, perché tra dieci mesi, la musica cambierà anche a Firenze». E già, perché si vota e non è detto che impadronirsi dei Medici a scopi propagandistici salvi quel che resta del Pd.
Tanto per inquadrare il trattamento riservato al senatore Renzi, durante l’edizione 2018 del Torneo di San Giovanni di calcio storico fiorentino sono state effettuate riprese in esclusiva, durante le partite e in notturna, richieste da Martina Rojas Chaigneau per conto della Arcobaleno Tre srl, società riconducibile a Lucio Presta. Il costo della concessione, secondo fonti del municipio, si aggirava intorno ai 5.000 euro.
La stessa Rojas Chaigneau, sempre per conto dell’Arcobaleno Tre, ha chiesto e ottenuto l’utilizzo esclusivo di piazza del Duomo per Renzi-Cicerone.
Per regolamento del Comune, i primi tre giorni di utilizzo sono gratuiti, quindi non dovrebbe esserci alcuna spesa per l’occupazione di suolo pubblico da parte della Arcobaleno Tre. Ovviamente, essendo una piazza un po’ speciale, ovvero al di fuori di quelle normalmente concesse, per poterla utilizzare c’è bisogno di un parere favorevole del sindaco e della giunta. Via libera che sono stati prontamente dati. Assai efficiente anche l’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile, che ha subito autorizzato il sorvolo della piazza con il drone.
Le puntate dovrebbero essere trasmesse in Italia il prossimo inverno: l’accordo con Mediaset ieri era dato «a un passo» anche dal Giornale. A Renzi dovrebbe andare un compenso di alcune centinaia di migliaia di euro. Gli saranno utili per pagarsi il mutuo del villone da 1,3 milioni che si è appena comprato a Firenze dopo una vita di duro lavoro.
Francesco Bonazzi
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