I pasdaran liquidano i negoziatori europei
Recep Tayyp Erdogan (Ansa)
  • Masoud Pezeshkian gela Emmanuel Macron: «Non rinunciamo ad arricchire l’uranio». Vadimir Putin lo spalleggia e offre assistenza all’Iran, che denuncia al Consiglio di sicurezza Onu il capo dell’Aiea. Recep Tayyp Erdogan si appella ai Paesi musulmani: «I confini non si ridisegnano col sangue».
  • Il ministro degli Esteri, della Turchia, Hakan Fidan: «Il tentativo di esportare la rivoluzione islamica è stato un flop».

Lo speciale contiene due articoli

All’indomani dell’incontro con le delegazioni europee per discutere sul programma nucleare iraniano, Teheran prende già le distanze dalle proposte dell’Ue e del cosiddetto E3 (Regno Unito, Francia e Germania). Un funzionario iraniano ha infatti dichiarato a Reuters che «le discussioni e le proposte avanzate dagli europei a Ginevra sono irrealistiche», pur ammettendo che l’Iran le «esaminerà» e «presenterà le sue risposte nella prossima riunione». Il cauto ottimismo esternato dalle potenze europee potrebbe quindi già subire una battuta d’arresto, con il funzionario che ha anche spiegato che Teheran non è disposta a negoziare sul programma missilistico né a rinunciare all’arricchimento dell’uranio.

A mettere i puntini sulle «i» è stato anche il presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian, durante un colloquio telefonico con l’omologo francese, Emmanuel Macron. «Siamo pronti a dialogare e a cooperare per costruire la fiducia nel campo delle attività nucleari pacifiche», ha detto Pezeshkian, che però ha spiegato al leader francese: «Da un lato non accettiamo di ridurre a zero le attività nucleari in nessuna circostanza» e «dall’altro» la «risposta» iraniana «alla continua aggressione del regime sionista sarà più schiacciante e risoluta».

E lo scontro tra la Repubblica islamica e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) entra in una nuova fase: Teheran ha presentato una denuncia contro il direttore dell’Agenzia, Rafael Grossi, al Consiglio di sicurezza Onu, accusandolo di aver «violato il principio di imparzialità» e di non aver tutelato le attività nucleari a scopo pacifico dell’Iran.

Nel frattempo, a ribadire il sostegno alla causa iraniana è stato il presidente russo, Vladimir Putin, che in un’intervista rilasciata a Sky news Arabia ha sottolineato: «L’Aiea non ha prove o segnali che indichino lo sviluppo di armi nucleari». Il leader russo ha fatto presente che la fatwa in Iran «proibisce il possesso di armi nucleari» nonché il loro «sviluppo». Ma ha anche aggiunto che Teheran «ha il diritto a programmi per l’uso della tecnologia nucleare per scopi pacifici» e dunque Mosca è disponibile a offrire alla Repubblica islamica «l’assistenza e il supporto necessari allo sviluppo dell’energia nucleare pacifica». Tra l’altro, stando a quanto comunicato da Axios, domani lo stesso Putin potrebbe incontrare a Mosca il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

Ma ieri è proseguito anche il lavoro diplomatico di Teheran per spingere i Paesi musulmani ad abbracciare le istanze iraniane contro Israele. Araghchi è infatti arrivato a Istanbul per partecipare al vertice dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione della cooperazione islamica (Oci), con l’auspicio di ottenere «una dichiarazione ferma di condanna degli attacchi israeliani». Ha quindi ripetuto che «attaccare» i siti nucleari iraniani «che hanno scopo pacifico» e che sono «sotto la supervisione dell’Aiea» è «un crimine imperdonabile».

A segnare l’apertura del summit sono state le parole del ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, che ha accusato Israele di «trascinare la regione sull’orlo del disastro totale attaccando l’Iran». E ha specificato che l’attacco di Gerusalemme «non è un problema della Palestina, né del Libano, né della Siria, né dello Yemen, né dell’Iran. Questa questione è chiaramente un problema di Israele».

Le dure critiche contro Gerusalemme sono arrivate anche dal presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che dal vertice Oci ha annunciato: «Non permetteremo l’istituzione di un nuovo ordine Sykes-Picot nella nostra regione, con confini tracciati col sangue», facendo esplicito riferimento agli accordi tra l’Inghilterra e la Francia nel 1916 per spartirsi le zone di influenza in Medio Oriente. E da una parte ha invitato i Paesi islamici a «mostrare maggiore solidarietà per fermare gli atti di banditismo israeliani non solo in Palestina, ma anche in Siria, Libano e Iran», dall’altra ha sollecitato i Paesi che hanno un ascendente su Israele a non prestare attenzione al suo «veleno».

Al margine del summit, Araghchi ha incontrato gli omologhi della Turchia, dell’Egitto, dell’Iraq, dell’Arabia Saudita, ma anche lo stesso Erdogan. Durante il colloquio tra i due, il leader turco ha annunciato che Ankara «è pronta a mediare per risolvere la questione nucleare». Tuttavia, Axios ha reso noto che sia Erdogan sia il presidente americano, Donald Trump, hanno già tentato di organizzare un incontro a Istanbul tra i funzionari americani e iraniani questa settimana, ma l’iniziativa non è andata in porto visto che la Guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, non si è fatta trovare.

Intanto, con l’intensificarsi dei raid israeliani, la Germania ha deciso di trasferire, in via temporanea, il personale dell’ambasciata tedesca da Teheran verso un Paese limitrofo. La stessa misura è stata applicata anche a dieci agenti della polizia federale addetti a proteggere la sede.

Da non perdere

Iran e Usa, nuovi colloqui a Doha su Hormuz
Mondo

Iran e Usa, nuovi colloqui a Doha su Hormuz

A detta di Trump si svolgeranno oggi in Qatar «i colloqui voluti dal regime». Secondo Axios si tratterebbe di vertici separati tra i tecnici nemici e i mediatori del Paese del Golfo e del Pakistan. Gli ayatollah frenano: «Nessun meeting con la Casa Bianca».

«Accordo Israele-Libano». Hezbollah dice no
Geopolitica

«Accordo Israele-Libano». Hezbollah dice no

Siglato un patto quadro che però non piace ai filo-iraniani. Il presidente Aoun ha anche accolto con favore la guida di Italia e Francia nella coalizione post-Unifil. I media d’Oltralpe traducono male le parole di Meloni per metterla contro Le…