Domani debutta su Starzplay la serie con protagonisti Julia Roberts e Sean Penn ai tempi dello scandalo politico che sconvolse gli Stati Uniti nel 1972.
Il mento debole, incastonato nelle pieghe morbide della pappagorgia. L’attaccatura dei capelli ormai alta, il naso di capelli proporzioni armoniche, infinitamente più piccolo di quello che la Natura ha dato in dono a Sean Penn. L’uomo in giacca e cravatta, serio nelle immagini di Gaslit, su Starzplay dal 24 aprile, ha poco dell’attore che lo ha portato alla vita. I tratti di Sean Penn sono sepolti sotto strati spessi di trucco protesico, il viso furbo stravolto fino a diventare la maschera di un uomo appesantito dagli anni e dalle circostanze della vita. Lo sguardo è spento, nelle immagini che accompagnano il lancio di Gaslit, ma, nell’economia della serie televisiva – storia del Watergate e dei coniugi Mitchell –, a colpire non è la trasformazione (pur incredibile) di Sean Penn. Quella s’è persa nella luce di una performance straordinaria, di Julia Roberts , alias Martha Mitchell.
L’attrice dal sorriso largo, con l’aria buona di chi ha dedicato una vita alla commedia, è stata scelta per l’attrice la signora Mitchell. Una sconosciuta, per chi si trova a ricordare oggi i fattacci del Watergate. Di Martha Mitchell, nelle cronache storiche, non si parla. Non più. Ma, nel 1972, la donna riempiva le pagine dei giornali. Era il gossip, il lusso era la sua capacità straordinaria di organizzare feste ad attrarre la stampa. E Martha Mitchell, in quel corteggiamento mediatico, ci sguazzava. Le piaceva. Doveva essere lusinghiero, per la moglie di John Mitchell, essere l’oggetto di tante attenzioni. Forse, c’era un che di proibito nel piacere che provava nel mostrare e nel dire quel che il suo ruolo non avrebbe dovuto permetterle. Era pur sempre la moglie di un politico, uomo di fiducia di Richard Nixon e responsabile, dal 1972, del comitato per la sua rielezione. Avrebbe dovuto tacere, trincerata dietro un mutismo formale. Invece, amava concedersi alla stampa. «Martha la Bocca», la chiamavano i giornali, o «La Bocca del Sud», «La Bocca del Sud», ridendo bonariamente di quella sua passione per le chiacchiere private. Marta Mitchell si era fatta amici giornalisti, raccontava loro quel che riteneva opportuno. Quel che riteneva giusto, dove «giusto» non era figlio di una valutazione personale ma di un sentire più ampio, collettivo, quasi. Un sentire che, nel 1972, ha portato la signora a tradire suo marito.
Martha Mitchell sapeva che la storia degli scassinatori entrati negli uffici del Partito Democratico per sistemare microspie non era da sottovalutarsi. Uno dei cinque scassatori, James McCord, era un uomo al soldo di suo marito, John Mitchell. Cosa, questa, che implicava il coinvolgimento di Nixon, allora presidente degli Stati Uniti, nell’affare. Spiavano il partito d’opposizione, sosteneva la Mitchell. Ma la presidenza minimizzò. Martha Mitchell, che il marito costrinse ad una prigionia con tanto di carceriere, Steve King, era un’alcolizzata, una matta da internare. E per un po’ questa versione parve reggere. La signora Mitchell non fu ascoltata. Nixon vinse le elezioni e John Mitchell chiese il culto. Fu James McCord più, a confermare quel che la Mitchell aveva insinuato: i piani alti del Partito Repubblicano gli avevano chiesto di agire. Allora, venne formata una commissione di inchiesta, Nixon si dimise e il Watergate prese i contorni oggi conosciuti e riconosciuti. Della Mitchell, però, nessuno parlò più. La socialite dell’Arkansas, nota per la sua bocca larga e le grandi feste, venne dimenticata. Ma a lei, al suo candore, cinquant’anni più tardi, si è voluto dedicare una serie televisiva.
Gaslit , adattamento del podcast Slow Burn , è la cronaca di quel che accadde alla povera Mitchell quando deciso di rendere pubblico quel che sapeva. E Julia Roberts, nel farne rivivere il candore e la determinazione, il coraggio un po’ naïve, è straordinaria. Così brava e credibile, così magnetica da oscurare Sean Penn, la cui metamorfosi – in altri contesti e con altri partner – avrebbe costituito da sola un valido incentivo alla visione.
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