La Verità

Cinema e ideologia

Un film a Venezia smonta il «ranuccismo»

«Ink» di Boyle ripercorre la nascita e il successo del «Sun» di Murdoch e Lamb. Il tabloid frantumò gli schemi paludati dei giornalisti star, che pretendevano di rieducare i lettori con le loro tesi, con semplicità: parlare di ciò che alla gente piace.

Antonella Elia: «Dopo tanti reality sogno una fiction»

La showgirl: «Nella vita non riesco a fingere, però mi piacerebbe entrare in un altro personaggio, magari drammatico. A Mike e Corrado non riesco a trovare difetti. Vianello scherzava su tutto, anche su sé stesso».

Tiziana Pini: «Sordi mi corteggiò, Tinto Brass mi voleva»

L’attrice e showgirl: «Entrai nel mondo dello spettacolo casualmente, grazie a Macario che mi notò. Era molto protettivo Baudo era una macchina da lavoro, ma delegava poco. Ho lasciato quell’ambiente per occuparmi dei miei genitori malati»

Cinema in ostaggio del copione antifascista

Con la solita scusa della destra che soffoca l’arte, le produzioni «rosse» fanno incetta di fondi pubblici per imporre una narrazione ideologica «superiore». Ma il revival del Sessantotto rallenta l’adattamento all’ambiente mediale basato sulla pluralità delle voci.