La democrazia è in pericolo? Aboliamola! Tra progressisti e popolari tedeschi cresce la paura per le prossime elezioni europee, che secondo i sondaggi faranno registrare una crescita esponenziale di Alternativa per la Germania (Afd), partito di destra segnalato intorno al 22%, seconda forza politica dopo la Cdu/Csu, e l’establishment inizia a dare segni di insofferenza. Non a caso, fioccano i parallelismi tra Afd e una minuscola formazione neonazista, la Heimat (l’ex Npd), protagonista ieri di una sentenza della Corte costituzionale, che ha stabilito che il partitino sia escluso dal finanziamento pubblico dei partiti per sei anni. Una sentenza simbolica, considerato che in Germania ricevono il finanziamento pubblico solo i partiti che ottengono almeno l’1% dei voti nelle elezioni statali o almeno lo 0,5% dei voti nelle elezioni europee, percentuali che Heimat non raggiunge. La decisione della Corte deriva dalla modifica del 2017 dell’articolo 21 della Costituzione tedesca, che da allora recita: «Sono esclusi dal finanziamento pubblico i partiti i cui obiettivi o il comportamento dei loro sostenitori mirano a danneggiare o sovvertire l’ordine democratico o a mettere in pericolo l’esistenza della Repubblica federale di Germania».
Nulla da eccepire sulla sentenza in sé: figuriamoci se qualcuno di noi si sogna di difendere i neonazisti. Molto, invece, c’è da dire sui collegamenti che sono stati fatti in Germania tra il partitino di nostalgici del nazismo e Afd, forza politica pienamente democratica, ormai un vero e proprio partito popolare di massa. Già nelle scorse settimane, Markus Söder, leader della Csu, ramo bavarese dei popolari della Cdu, aveva ipotizzato l’esclusione di Afd dal finanziamento pubblico dei partiti. Ieri è toccato al ministro dell’Interno Nancy Faeser, socialdemocratica, commentare la sentenza contro Heimat tirando in ballo, non troppo velatamente, Afd: «La decisione della Corte costituzionale federale», ha detto la Faeser, «lancia un chiaro segnale: il nostro Stato democratico non finanzia i nemici della Costituzione. Le forze che vogliono corrodere e distruggere la nostra democrazia non devono ricevere un centesimo di finanziamento statale, né direttamente né indirettamente attraverso agevolazioni fiscali. Anche se gli ostacoli costituzionali per i futuri procedimenti rimangono alti, ora abbiamo un altro strumento per proteggere la nostra democrazia. Questa decisione arriva in un momento in cui una cosa è ancora una volta chiara: l’estremismo di destra è la più grande minaccia per la nostra democrazia. Più di 900.000 persone sono scese in piazza lo scorso fine settimana», ha aggiunto la Faeser, in riferimento alle proteste di piazza contro Afd, «per difendere la nostra democrazia. Il fatto che le reti di estremisti di destra vogliano cacciare in massa le persone dalla Germania a causa della loro origine etnica è un attacco alle fondamenta della nostra società che ha scosso molte persone nel nostro Paese».
La Faeser è stata capace di pronunciare per ben cinque volte, in un solo commento, la parola «democrazia», eppure l’obiettivo suo e di altri paladini della volontà popolare è quello di utilizzare la sentenza contro Heimat come grimaldello per azzoppare Afd. Le manifestazioni di piazza contro Alternativa per la Germania hanno avuto come spunto un rapporto del controverso centro di ricerca Correctiv, che ha raccontato che alcuni esponenti di Afd hanno preso parte, lo scorso 25 novembre a Potsdam, a un incontro nel quale si sarebbe discusso di un piano per espellere dalla Germania gli immigrati irregolari. A parte che, essendo irregolari, andrebbero espulsi comunque, commentando questo fantomatico piano il vicecancelliere tedesco ed esponente dei Verdi, Robert Habeck, ha sganciato la bomba: «Vogliono trasformare la Germania in uno Stato come la Russia», ha tuonato Habeck, secondo il quale occorre «vigilare e controllare le attività del partito raccogliendo prove su quello che fanno e dicono: se vengono infrante le leggi e la Costituzione, i responsabili devono essere puniti di conseguenza. Se fosse dimostrato con certezza che un partito vuole trasformare il Paese in uno Stato fascista, dovrebbe essere bandito, non importa quanto sia forte». Le parole del sincero democratico Habeck sono allucinanti: per salvare la democrazia tedesca, occorrerebbe impedire a un partito che ha un consenso larghissimo di partecipare alle elezioni.
Intanto ieri l’emittente tedesca Zdf ha scritto che cinque deputati di Afd, nell’ottobre 2018, scrissero una lettera al leader di Damasco Bashar al-Assad, chiedendogli un incontro per concordare un eventuale trasferimento dei rifugiati siriani dalla Germania. L’operazione doveva coinvolgere pure la Russia, dove i rifugiati dovevano essere «qualificati per determinati mestieri che sarebbero stati necessari in Siria». L’allora deputato di Afd Waldemar Herdt, riporta ancora Zdf, dice di avere documenti che confermano la circostanza: all’inizio dell’ottobre 2018 si sarebbe recato a Mosca per parlare con i membri della Duma e i rappresentanti del regime di Assad.
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