- Il business degli scafisti è fatto anche di marketing sui social. Uno ammette: «Siamo in contatto con Medici senza frontiere».
- I criminali 2.0 si servono pure di Instagram. Il 9,2% dei profughi ha scoperto i tassisti del mare sul sito degli influencer. Il team di Mark Zuckerberg intanto precisa: «Collaboriamo con la polizia per arginare il fenomeno». Ma, con la scusa degli spostamenti volontari, non oscura le pagine dei contrabbandieri.
Lo speciale contiene due articoli.
«Cerchi un gommone per la tratta via mare Libia-Italia? Vuoi passare dalla Grecia, nascosto dentro a un camion o partire dalla Tunisia con il motoscafo? Chiamaci, ti forniremo tutte le informazioni necessarie». Altro che emergenza umanitaria: il business dell’invasione oggi è un affare talmente sdoganato che i trafficanti di uomini lanciano ogni giorno centinaia di offerte viaggio su Facebook, senza, evidentemente, il minimo timore di finire nei guai. Trovarli è semplicissimo: basta digitare un paio di parole chiave ed eccoli lì, costantemente online, pronti ad aggiornare i loro profili con nuove foto e video dei clandestini portati a destinazione. Esattamente come fossero un’agenzia turistica forniscono, in chiaro, tutte le informazioni utili a chi parte: rotte aggiornate, tariffe a persona, tipologia di imbarcazioni utilizzate, previsioni del tempo e persino i saluti di chi è già arrivato dall’altra parte, con tanto di foto con il Duomo di Milano o la Tour Eiffel a fare da sfondo.
E per chi ancora ha qualche remora, sempre su Facebook, ci sono pure i gruppi di consulenza: forum aperti e frequentatissimi, per confrontarsi tra clandestini e aspiranti tali, condividere le esperienze e fare tesoro delle dritte di chi ha avuto successo.
Anche mettersi in contatto con i manager dell’invasione non è affatto complicato: i profili più attrezzati mettono a disposizione un numero di telefono per le informazioni, mentre per quelli con maggiore privacy, basta diventare amici su Fb (con un profilo credibile e un traduttore dall’arabo lo può fare chiunque) e, dopo qualche verifica, si viene ammessi alle chat private, e si ottengono senza fatica i contatti telefonici di chi organizza i viaggi. Di possibilità di emigrare illegalmente verso l’Europa ce n’è davvero per tutti i gusti e per tutte le tasche: si va dai classici, via terra attraverso la rotta balcanica, o via mare, dalla Libia e dall’Algeria, fino ai voli diretti, con passaporti vidimati, fino a improbabili inviti turistici temporanei in Paesi extra Ue, ma «confinanti con nazioni dell’area Schenghen», specificano i promotori, lasciando intendere che una volta sul posto si troverà, certamente, il modo di entrare.
La lingua ufficiale dei trafficanti online è l’arabo (declinato nei suoi dialetti) e tra le centinaia di pagine Fb che propongono le traversate, abbondano i finti profili, le pagine chiuse e pure i fake. Noi della Verità, con l’aiuto di un traduttore madrelingua, ne abbiamo individuati alcuni, che sembrano offrire, davvero, un servizio completo di emigrazione clandestina.
Una delle pagine più aggiornate, l’ultimo post risale al 5 febbraio, è quella del cosiddetto «Traghettatore di uomini» (questo il nome scelto su Fb) che offre servizi di viaggio attraverso la Turchia e per tutti i Paesi europei. Nell’immagine di copertina (aspetto che accomuna quasi tutti i profili dedicati al contrabbando di uomini) sono ritratti i possibili mezzi di trasporto con cui raggiungere l’Europa (aereo, camion, nave) e, ripetutamente, nei post viene allegato il tariffario delle traversate. «Offriamo vie di fuga attraverso la Turchia a prezzi giusti, con percorsi adatti anche a famiglie e ragazzi: il costo del viaggio è di 8.000 euro per un single e 11.000 euro per le famiglie», scrivono i trafficanti nel messaggio promozionale. Le possibilità sono diverse: «Si può andare in aereo da Istanbul con 8.500 euro verso qualsiasi destinazione europea», oppure «da Istanbul in Germania e Francia con un camion per soli 6.000 euro», o ancora «si può arrivare in Italia, con la barca, attraversando il mare spendendo solo 5.500 euro», mentre la più economica è la strada attraverso la Grecia. «Un viaggio in macchina di due ore con sconfinamento in Grecia, dalla Turchia, costa da 1.600 euro a 2.800 euro a persona», o per chi vuole spendere ancor meno c’è la possibilità di arrivare via mare, fermandosi sulle isole con tariffe che vanno da «600 a 1.500 euro a persona», a seconda del tempo impiegato. Una volta arrivati in Grecia, poi, ci si può spostare ad Atene «e da lì partire per l’Italia, attraverso il mare» per la modica cifra di 5.200 euro. Ma, state tranquilli, niente truffe: «Qualsiasi viaggio, a garanzia del cliente, si paga solo dopo l’arrivo», precisa rassicurante il Traghettatore. Tra gli amici virtuali del sedicente scafista, non mancano le proposte di viaggio attraverso la rotta balcanica. Un tale Ahmed, per esempio, propone una traversata dalla Turchia alla Bulgaria e poi da lì all’Europa per 6.000 euro in contanti: il viaggio durerà due giorni e si terrà a bordo di un camion. Un altro compare del Traghettatore, invece, offre passaggi sicuri per uscire dalla Siria (2.200 euro per mezz’ora di viaggio da Afrin ad Antiochia, prima città turca dopo il confine siriano) e «passaporti validi per ogni Paese europeo a 8.500 euro l’uno», con «prezzi speciali per i bambini sotto i dieci anni» e «pagamenti certificati».
Dalla Turchia al Nord Africa, una delle pagine Fb più frequentate è quella gestita da un gruppo di algerini. È titolata «Migrazione verso l’Europa» e, a quanto pare, si occupa dei viaggi con i barchini che approdano, spesso non visti, sulle coste anche turistiche del nostro Sud Italia. Nella foto di copertina è immortalato un gruppo di ragazzotti festanti con addosso le felpe della squadra del cuore, a bordo di un motoscafo, mentre fanno il segno della vittoria. Tra le immagini del profilo, decine e decine, di scatti e video di giovani approdati su spiagge deserte dopo la traversata, mentre il motto più gettonato dagli utenti del profilo è «Ho fiducia nel fatto che ci saranno aperte le porte».
Nell’elenco delle pagine social dedicate ai trafficanti un posto al sole lo merita lui, Morad Zu Wara (dal nome Zuwara, la città della Libia da cui si registrano il maggior numero di partenze), a quanto pare una vera star del settore, in attività da almeno un anno con una pagina Fb così curata da essere degna di un influencer.
Zu Wara si definisce «imprenditore con l’aiuto di Dio» e su Fb conta migliaia di amici. Evidentemente il suo business è talmente fiorente, che il trafficante, come un vero self made man, per tutelarsi da possibili approfittatori, sovrascrive con il logo della sua attività gli scatti che pubblica sul Web. Dai gruppi di clandestini festanti allo sbarco ai gommoni scelti per questa o quella tratta, dai giubbotti anti annegamento alle dotazioni tecnologiche che sostiene di portare a bordo, Zu Wara fotografa ogni cosa aggiungendo in sovrimpressione sull’immagine il proprio nome affinché non possa essere riutilizzata. E con i suoi clienti comunica con chiarezza. «Buongiorno, la prima cosa che dovete sapere è che io sono un nuovo imprenditore, lavoro da solo e non ho nessun altro partner (c’è un’unica persona al timone) e al mio fianco c’è solo Dio», precisava lo scorso ottobre in un post di inizio stagione. «Quest’anno per i viaggi utilizzeremo mezzi più veloci e chiunque salga deve coordinarsi direttamente con me. Le barche sono in legno, di 8 metri con una potenza del motore 40 cv, tipo Yamaha e a bordo possono salire al massimo 20 passeggeri», aggiungeva. «Nel prezzo sono comprese tutte le attrezzature per la navigazione incluse quelle per il salvataggio, come telefono Gps, il salvagente e la strumentazione di bordo per la navigazione» e per questo «riscontrerete un piccolo aumento del prezzo rispetto allo scorso quadrimestre per rendere il viaggio più sicuro», specificava ancora. Zu Wara, che mostra, in chiaro, il numero di cellulare a cui contattarlo per qualsiasi informazione, sostiene dei suoi post di essere «in coordinamento con la Guardia costiera della Libia» e di poter «comunicare con Medici senza frontiere, che è a bordo di una chiatta italiana».
Se non bastavano i profili degli scafisti, a completare il quadro aberrante ci sono pure i gruppi di discussione: pagine aperte, internazionali, frequentatissime e piene zeppe di battibecchi su quale sia la rotta migliore o il trafficante più onesto. La pagina si chiama «Immigrazione in Europa senza contrabbandieri» e alla voce informazioni si legge: «Questo gruppo nasce per ritrovare strade sicure […] senza dover dipendere dai trafficanti o dalle crisi umanitarie e ai costi più bassi. Vogliamo che tutti coloro che hanno un’esperienza personale la condividano qui affinché possano beneficiarne tutti».
Tra i post della pagina si trovano le proposte più originali: «Offro inviti per entrare in territorio ucraino che condivide i suoi confini con ben tre Paesi europei: 300 dollari per soggiorno breve, 450 dollari per uno più lungo», scrive un utente. «Ciao, offriamo una traversata con una nave da crociera dall’Albania all’Italia, pagamento dopo l’arrivo, ecco il mio numero…», aggiunge un altro. E ancora: «Ho sentito che il passaggio illegale dalla Turchia è stato difficile ultimamente, avete qualche informazione?», oppure: «Cosa ne dite, per una immigrazione segreta (in Italia, ndr) è meglio il Marocco o la Libia?», si informano candidamente due utenti della pagina, probabili futuri richiedenti asilo nel nostro Paese.
Ha collaborato
Agc communication
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