- Dopo l’intervento di Giuseppe Conte i libici confermano: nessuna strage. Gino Strada a Matteo Salvini: «Fascista». Il ministro: «Mangiatoia finita».
- «L’Europa fa ammalare i migranti». Secondo l’Oms gli stranieri «non portano malattie». Al contrario: «Le contraggono qui, perché vivono male». Morti in mare: i dati forniti dalle Ong non sono comprovati.
Lo speciale comprende due articoli.
Non li vogliono salvare, li vogliono portare qui. Tutti. L’epilogo positivo della vicenda dei 100 naufraghi soccorsi dal mercantile Lady Sham, su input della Guardia costiera libica, che si è attivata in seguito all’intervento determinato del premier italiano Giuseppe Conte, fa esplodere le contraddizioni della sinistra. Iniziamo dai dati: ieri il ministero dell’Interno ha reso noto che sono tutti sani e salvi i 393 immigrati recuperati dalla Guardia costiera libica nella giornata di domenica. «La collaborazione funziona», commenta il vicepremier Matteo Salvini, «gli scafisti, i trafficanti e i mafiosi devono capire che i loro affari sono finiti. Meno partenze, meno morti, la nostra linea non cambia». Dall’inizio dell’anno a oggi, comunica il Viminale, sono stati 155 i migranti sbarcati in Italia: nello stesso periodo del 2018 (1-21 gennaio) erano stati 2.730, con una diminuzione quindi del 94,3%. «Abbiamo richiamato la Guardia costiera libica», aggiunge il vicepremier Luigi Di Maio, a Rtl 102, «perché ci aspettiamo da loro i salvataggi in mare». I libici spiegano: «Abbiamo compiuto il nostro dovere con professionalità», dice all’Agi il portavoce della Guardia costiera di Tripoli, l’ammiraglio Ayoub Qassem, «inviando sul luogo della segnalazione una motovedetta appena scattato l’allarme, ma il nostro mezzo ha avuto un’avaria ed è dovuto rientrare. Era troppo distante, le autorità italiane sono a conoscenza delle nostre possibilità». Sul naufragio che avrebbe provocato 117 morti, Qassem fornisce la sua versione ad Agenzia Nova: «Abbiamo inviato una nostra motovedetta», dice Qassem, «ad effettuare quel salvataggio, ma abbiamo trovato soltanto gommoni sgonfi lasciati da un elicottero italiano». Secondo la Marina libica, i migranti ufficialmente dispersi in quel naufragio sono 50 e non 117. «Se l’imbarcazione fosse affondata», aggiunge Qassem, «avremmo non più di 50 naufraghi. Da un certo periodo di tempo a questa parte, tutte le imbarcazioni che trasportano i migranti illegali partono con un numero limitato di passeggeri: ecco perché la storia dei 117 morti non può essere vera».
Dunque, i migranti sono sani e salvi. Tutti contenti? Macché. Leggete cosa dicono quelli di Alarm Phone, il centralino umanitario che ieri ha lanciato l’allarme sul gommone in difficoltà: «Due sopravvissuti ci hanno contattato di nuovo ora dalla nave mercantile Lady Sham. Hanno capito che li stanno riportando in Libia e dicono che preferirebbero uccidersi piuttosto che sbarcare». Il cattivo, insomma, è sempre chi sorveglia i confini: «Non vogliono tornare nei lager libici», aggiunge su Twitter la portavoce italiana della Ong tedesca Sea Watch, Giorgia Linardi, parlando dei 47 naufraghi a bordo della nave SeaWatch3.
Dunque, la grande ipocrisia crolla sotto i colpi dei fatti. La sinistra, in combutta con le Ong, non lavora perché i disperati che pagano migliaia di euro ai trafficanti di esseri umani per essere imbarcati su carrette del mare, in caso di naufragio vengano tratti in salvo. No: l’obiettivo della sinistra è farli arrivare in Italia. Una strategia tutt’altro che umanitaria, ma puramente propagandistica: gli accordi con la Libia non sono stati un’invenzione del governo Conte ma risalgono al 2017, quando a Palazzo Chigi c’era Paolo Gentiloni e al Viminale Marco Minniti. Gli accordi con la Libia sul contrasto al traffico di esseri umani li ha preparati e sottoscritti il governo targato Pd.
Intanto, ieri, il ministro degli Esteri francese «ha convocato», informa una nota del governo di Parigi, «l’ambasciatore italiano Teresa Castaldo in seguito ad affermazioni inaccettabili e inutili delle autorità italiane». Di Maio aveva accusato la Francia di «impoverire l’Africa aggravando la crisi migratoria».
Da registrare anche la profonda riflessione politica del fondatore di Emergency, Gino Strada: «Quando si è governati», dice Strada a Radio Capital, «da una banda dove la metà sono fascisti e l’altra metà sono coglioni non c’è una grande prospettiva per il Paese. Salvini è un fascistello che indossa tutte le divise possibili eccetto quella dei carcerati». La replica non s’è fatta attendere: «Gino Strada mi definisce disumano, gretto, ignorante, fascistello, criminale. Solo? Evidentemente», dice Salvini, «la fine della mangiatoia dell’immigrazione clandestina li sta facendo impazzire. L’Italia ha rialzato la testa».
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