«Il mostro del Quadraro», Sky fa luce sul caso che sconvolse Roma nel 1994

In anteprima esclusiva un estratto del documentario diviso in due puntate che Sky lancerà su Crime+Investigation (canale 119) martedì 13 e mercoledì 14 luglio. Si tratta di una ricostruzione con interviste e immagini esclusive a proposito della scomparsa di Luca Amorese, un ragazzo di 14 anni uscito un pomeriggio in Vespa e mai più tornato.

Un padre e un figlio, uniti nella violenza, nell’omicidio, in un atto di perversione che avrebbe sconvolto Roma e l’Italia. Era il 1994, un novembre freddo. Luca Amorese, il Pelé del Quadraro, lo chiamavano, è uscito di casa. Avrebbe dovuto passare il pomeriggio con gli amici, come fatto in tante altre giornate anonime. Ma il condizionale è rimasto tale. Il quattordicenne non ha più fatto ritorno, e una lettera è stata recapitata alla madre. «Sono felice e vivo con qualcuno che mi vuole davvero bene. Luca Amorese», ha letto la donna, in un biglietto la cui autenticità sarebbe poi stata smentita dalle indagini delle forze dell’ordine.

I resti della Vespa di Luca Amorese sono stati ritrovati poco dopo, in via Demetriade, all’interno di una casa di proprietà di Elvino Gargiulo. È stato il figlio Mario, allora, a confessare di aver ucciso il ragazzo, che il padre pagava insieme ad altri per aver in cambio prestazioni sessuali. Luca Amorese sarebbe morto di una morte brutale, che Crime+Investigation (canale 119 di Sky) ha deciso di raccontare all’interno di un documentario in due puntate, di cui in alto vi mostriamo un estratto in esclusiva. Il Mostro del Quadraro, in onda alle 22.55 di martedì 13 e mercoledì 14 luglio, è la ricostruzione – con interviste e immagini esclusive – di quanto successo all’interno della baracca di via Demetriade, dove nel 1991 sono state ammazzate anche Luigina Giumento e la nipote Valentina, di dieci anni appena. Gargiulo, pedofilo già condannato per aver violentato la figlia, ha gettato i corpi nel pozzo del suo orto dissestato, prima di dar loro fuoco. I resti sono stati trovati anni dopo. Di quelli di Luca, invece, non si è più avuta traccia.

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