Vile attacco di Hamas. La reazione di Israele: «Siamo in guerra, vinceremo».
Ansa

Sabato mattina circa 2.500 razzi sono stati lanciati da Gaza sulle città del centro e del sud di Israele, arrivando fino a Gerusalemme, mentre i terroristi palestinesi si sono infiltrati nelle comunità del sud del paese via terra, mare e aria. Il premier Benyamin Netanyahu annuncia di aver dato l’ordine all’esercito di richiamare i riservisti e di «rispondere alla guerra con irruenza e un’ampiezza che il nemico non ha conosciuto finora».

«Cittadini di Israele siamo in guerra e non è solo un’operazione, è proprio una guerra». Dopo gli attacchi iniziati sabato mattina a Gaza da parte di Hamas, il premier Benyamin Netanyahu annuncia di aver dato l’ordine all’esercito di richiamare i riservisti e di «rispondere alla guerra con irruenza e un’ampiezza che il nemico non ha conosciuto finora. Il nemico – ha sottolineato – pagherà un prezzo che non ha mai dovuto pagare. Vinceremo». L’esercito israeliano ha richiamato in servizio decine di migliaia di riservisti, secondo quanto ha appreso la televisione pubblica Kan. Si tratta, secondo la emittente, dell’inizio della ‘Operazione spade di ferro’. L’esercito ha confermato il lancio di almeno 2200 razzi da Gaza. ‘«Sono in corso combattimenti in sette località di Israele», ha aggiornato l’emittente televisiva. Le sirene di allarme antimissili da Gaza sono di nuovo risuonate a Tel Aviv. E’ guerra tra Israele e Palestina. Ieri decine di migliaia di sostenitori della Jihad islamica si erano raccolti in piazza a Gaza per celebrare l’anniversario della fondazione del movimento. Ma ancora non è chiaro se ci sia un legame fra quell’evento e i lanci di oggi. Fonti locali aggiungono che dagli altoparlanti delle moschee sono diffusi messaggi di tripudio. Fra questi: «Abbiamo sorpreso il nemico. E’ una grande vittoria della resistenza armata».

Sabato mattina circa 2.500 razzi sono stati lanciati da Gaza sulle città del centro e del sud di Israele, arrivando fino a Gerusalemme, mentre i terroristi palestinesi si sono infiltrati nelle comunità del sud del paese via terra, mare e aria. Secondo quanto riferito, oltre 200 israeliani sarebbero rimasti feriti e uccisi nel corso dell’attacco. La polizia israeliana stima che attualmente ci siano 60 terroristi in 14 località in tutto il paese. Mohammed Deif, capo dell’ala militare di Hammas, ha precisato che l’operazione ‘Alluvione al-Aqsa’ rappresenta una reazione «alla profanazione dei luoghi santi a Gerusalemme» e al costante rifiuto da parte di Israele di «liberare i nostri prigionieri». Ha affermato che i miliziani hanno avuto ordine di «non uccidere donne e bambini». Ha anche fatto appello a tutti i palestinesi di unirsi alla lotta armata. «Il nemico – ha detto – è più debole di quanto non si pensi». Questo testo è stato diffuso sul web da Hamas che, come in passato, ha mostrato solo un profilo oscurato del volto di Deif. In almeno due città, anche civili israeliani sono stati tenuti prigionieri dai terroristi nelle loro case. Hamas sostiene di aver lanciato contro Israele 5.000 razzi nella fase di apertura della operazione che ha chiamato ‘Alluvione al-Aqsa’. «Abbiamo deciso di mettere fine ai crimini di Israele», si legge in un comunicato in cui denuncia “profanazioni” avvenute nei Luoghi santi di Gerusalemme. «Siamo in stato di guerra. Abbiamo 21 episodi in corso nel sud del Paese»: ha affermato il capo della polizia israeliana, Yaakov Shabtai. Unità scelte della polizia, ha aggiunto, sono state mobilitate ed inviate nella zona degli scontri. La polizia ha inoltre eretto posti di blocco sulle arterie fra il sud ed il centro di Israele. Misure di sicurezza sono state approntate anche lungo la linea di demarcazione con la Cisgiordania e nelle città di Israele a popolazione mista di ebrei ed arabi.

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