Ursula prende tempo: tariffe su 20 merci
Ursula von der Leyen (Ansa)
La Von der Leyen prima propone a Washington di azzerare i dazi sull’industria e poi stila la lista dei prodotti sui quali applicare le gabelle anti Usa. Non dovrebbe esserci il bourbon per evitare ritorsioni su vini e champagne. Acea (auto): no al muro contro muro.

«Zero per zero». Si tratta della proposta che l’Unione europea propone a Washington con il commissario Ursula von der Leyen che dichiara Bruxelles pronta a «negoziare con gli Stati Uniti». Durante un punto stampa per prima ha chiarito: «In effetti abbiamo offerto tariffe zero per zero per i beni industriali, come abbiamo fatto con successo con molti altri partner commerciali, perché l’Europa è sempre pronta per un buon affare». Un’offerta già proposta tempo fa sul settore automobilistico alla quale tuttavia «non c’è stata una reazione adeguata» ha ricordato Von der Leyen. È stato poi il commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic in un secondo momento a spiegare che la proposta consisteva in un’opzione «zero per zero» sui dazi riguardanti i prodotti industriali. Proposta avanzata prima che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, annunciasse ufficialmente l’entrata in vigore dei dazi Usa.

L’opzione «zero per zero» oggi resta sul tavolo per tutti i beni industriali. «Parliamo quindi di prodotti chimici, farmaceutici, macchinari per involucri e plastica, e direi il resto dei prodotti industriali», ha detto Sefcovic aggiungendo: «Coinvolgere gli Stati Uniti richiederà tempo e impegno. Al momento, siamo nelle prime fasi delle discussioni perché gli Usa vedono i dazi non come un passo tattico ma come una misura correttiva». Inoltre: «Finché non vedremo progressi tangibili, lavoreremo lungo tre binari: difendere i nostri interessi attraverso contromisure; diversificare il nostro commercio attraverso nuovi accordi; impedire deviazioni commerciali dannose». Sefcovic ha anche spiegato che in queste ore verrà pubblicata la lista dei prodotti statunitensi sanzionati. «Il rinvio è impossibile», spiega, anche se l’Unione europea «resta aperta al dialogo».

«Bisogna lavorare a schiena dritta, senza posizioni arrendevoli verso gli Usa. Non condividiamo la scelta dei dazi e stiamo lavorando per individuare la miglior strategia possibile per tutelare nostri interessi», ha dichiarato il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, aggiungendo che l’ideale «sarebbe zero tariffe per zero tariffe. La via intermedia potrebbe essere la riduzione dei tassi del 10% da parte di Washington americana». Come anticipato da Sefcovic è probabile che venga deciso di scongelare una vecchia lista di prodotti americani da sanzionare con un aumento dei dazi. «Noi però abbiamo fatto le nostre proposte perché non ci siano danni, escludendo ad esempio il whisky perché comporterebbe dazi più forti sul vino», ha ricordato il vicepremier commentando, «se fosse dipeso da me avrei rinviato ma non intralceremo il lavoro della Commissione perché c’è grande unità ed è importantissima per una trattativa a schiena dritta».

Al tavolo del Consiglio Commercio straordinario, riunito oggi a Lussemburgo, il vicepremier Tajani, si era presentato infatti con un’altra richiesta: posticipare a fine mese l’entrata in vigore delle contromisure, per lasciare più tempo alla trattativa.

Dalla lista, secondo quanto riporta il Financial Times, è stato appunto escluso il bourbon su pressante richiesta di Francia, Italia e Irlanda dopo che il presidente Donald Trump aveva minacciato una ritorsione del 200% su vini e champagne. Ad ogni modo domani a Bruxelles sarà votata la lista della prima serie di controdazi che entreranno in vigore il 15 aprile. Ne seguirà una seconda da varare successivamente, che entrerà in vigore il 15 maggio.

La proposta di zero dazi era stata evocata anche da Elon Musk nel suo intervento al Congresso della Lega a Firenze. Duro il commento della Germania che non dà credito a quelle affermazioni. «Penso sia un segno di debolezza e forse anche di paura, perché la politica che sta attuando è completamente diversa», ha affermato Il ministro tedesco all’Economia, Robert Habeck. «Se ha qualcosa da dire, dovrebbe andare dal suo presidente e dirglielo», il suo commento prima di ricordare che «l’Europa non deve lasciarsi dividere, negoziare da soli sui dazi non serve a nulla». Tuttavia ha anche espresso grande sorpresa per l’unità dimostrata dal Consiglio Ue del Commercio. «A mia sorpresa, l’unità è stata molto forte. Tutti i Paesi hanno espresso fiducia nella Commissione». Così anche il polacco Michal Baranowski: «Abbiamo convocato questa riunione per preservare l’unità dell’Ue ed è un obiettivo ampiamente raggiunto».

Von der Leyen ieri ha anche incontrato a Bruxelles i rappresentanti dell’industria siderurgica, metallurgica e dell’automotive che hanno espresso preoccupazione per il rischio di deviazione delle esportazioni e, nel caso di acciaio e metallo, per la diminuzione dei volumi di rottami utilizzati per il riciclaggio nell’Unione europea, chiedendo nuovo misure di difesa commerciale al di là delle salvaguardie già esistenti.

Inoltre l’Associazione europea dei costruttori di automobili ha esortato la Commissione europea a cercare una risoluzione costruttiva e negoziata con gli Stati Uniti ed evitare contromisure che rischiano di danneggiare la competitività europea.

«Quello che stiamo facendo è stabilire una task force per la vigilanza delle importazioni», ha dichiarato Von der Leyen, per verificare «se c’è qualunque specifico aumento improvviso in qualche settore su cui si viene a creare la necessità di intervenire».

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