Apre il fast food con la carne di staminali
ANSA
  • Sbarca a Bologna la catena Beyond Burger, e annuncia la polpetta fatta in laboratorio. Dietro ci sono Bill Gates e una fake news: «Vegetale è ecologico». La faccia del marketing è quella di Leonardo Di Caprio. Gli allevatori: «in Italia perduti 1,5 milioni di capi».
  • «Diventerà uno strumento di potere. Temo un colonialismo alimentare». L’esperto di bioetica Paolo Benanti ancia l’allarme: «Se ora per produrre una bistecca serve una super tecnologia, l’effetto sociale dell’innovazione è forte. Ci vuole precauzione».

Lo speciale contiene due articoli.

Stiamo per essere invasi dai falsi hamburger e dalle polpette di staminali di vacca. Ci stanno offrendo cibi falsi, che imitano i nostri tradizionali alimenti e in più ci ricattano con l’emergenza ambientale e il valore etico. Insomma, ci pigliano per fessi oltretutto violando i regolamenti europei quando parlano di bresaola di seitan, di spezzatino di tofu.

Non si può: è vietato sfruttare il meat sounding cioè etichettare prodotti che non contengono carne con riferimento alle bistecche. Registi di questa operazione sono i padroni della finanza: da Bill Gates ai fondi come Blackrock che stanno massicciamente investendo in quello che potremmo chiamare il farmacibo, la dieta chimica sulla quale si sono buttate le multinazionali del food. L’offensiva più forte è sul fronte della carne e viene dagli Stati Uniti dove il consumo di polpette è abnorme. Dunque avere un’opinione pubblica un po’ rincoglionita dagli appelli contro l’obesità e contro le vacche che avvelenano il pianeta è gioco facile. Tutto diverso è quello che succede in Italia dove il consumo di carne è sempre stato modesto (rientra nei canoni della dieta mediterranea, l’unico regime alimentare davvero sano) e dove è ulteriormente diminuito. Eppure l’Italia è nel mirino degli spacciatori di finta carne. A guidare questo business è Bill Gates che sta finanziando la carne fabbricata con le staminali di animali e ha puntato forte sulla catena Beyond Burger che da un paio di settimane è sbarcata anche da noi e ha in programma l’apertura di 300 punti vendita nel giro di un anno. Dietro Beyond Burger ci sono i soldi di Gates, la faccia di Leonardo di Caprio e il know how del gran capo di McDonald Don Thompson. I burger sembrano di carne, ma sono del tutto vegetali. «Non fanno male al pianeta e fanno bene a te». Questo è il senso del messaggio per fare quattrini a palate sfruttando la «setta dei vegani» che i «padroni della fame» finanziano a mano franca. Volete sapere tutta al verità su questa roba? Ecco il parere di Elisabetta Bernardi nutrizionista dell’Università di Bari che ha condotto uno studio approfondito sulla falsa carne: «Sono un miscuglio di ingredienti vegetali scelti per simulare la consistenza e il sapore della carne. Le proteine derivano o dai piselli o dalla soia. Per migliorarne il gusto e la consistenza vi si aggiunge olio di cocco, arrivando a un apporto di grassi saturi superiore a quello di un hamburger tradizionale. Aggiungono legemoglobina (chimica pura, ndr) per avere un contenuto di ferro adeguato e un sapore «metallico» simile a quello della carne, e una grande quantità di additivi, il cui effetto sinergico, non è stato ancora studiato». Questo è quello che c’è in un burger veg. Se ne è discusso al Villaggio della Coldiretti che in questi giorni anima Roma. L’amministratore delegato di Inalca – gruppo Cremonini, leader in Europa nel settore, una delle eccellenze italiane – Luigi Scordamaglia ha ricordato come l’attacco sul fronte ambientale agli allevamenti è assurdo: «La zootecnia è responsabile di circa il 15% delle emissioni di co2 in atmosfera, è un dato trascurabile». Il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo intanto fa sapere che «in Italia abbiamo perduto oltre un milione e mezzo di capi e la crisi zootecnica ha pesantissimi riflessi su tutto il sistema agricolo».

Ma quello che interessa a noi consumatori è sapere se la carne fa bene o male. Maria Caramelli direttrice dell’Ist. Zooprofilattico sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta ci conforta: «La carne è oggi uno degli alimenti più controllati tra quelli che arrivano alle nostre tavole». E della carne prodotta dalle staminali che sembrerebbe la quadratura del cerchio perché non inquina ed è comunque «animale» anche se bisogna rinunciare al Parmigiano perché senza vitelli non c’è latte e senza latte non c’è formaggio che dire? Di nuovo Elisabetta Bernardi: «La carne prodotta in laboratorio si fa con cellule dall’animale che vengono nutrite sette settimane con aminoacidi, ormoni, gas. Poi si raccoglie un miotubulo e ce ne vogliono circa 10.000 per fare i 10 miliardi di cellule di un hamburger. Per migliorare consistenza e aspetto si aggiunge pangrattato, caramello, succo di rapa rossa, zafferano. Per produrre il primo hamburger sono stati necessari 250.000 euro. Si stima che la carne di laboratorio prodotta in serie costerà 60-70 euro al chilo. Le proteine sono simili ma mancano ferro e zinco, la vitamina B12 è scarsa. E poi dobbiamo scordarci della bistecca. Quella in laboratorio non si può fare». Al massimo potete avere una poltiglia da polpetta. Meditate gente, meditate.

Carlo Cambi


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