La prova di volo del koala di Leonardo che ha vinto la mega commessa Usa
Leonardo
  • I nuovi TH-37As dell’US Navy serviranno per formare i piloti, dunque questa caratteristica si traduce nella possibilità di organizzare vere aule volanti, metodo che sveltisce l’addestramento.
  • Come vola il nuovo elicottero addestratore della Marina degli Stati Uniti.

Lo speciale comprende due articoli e gallery fotografiche.

In breve potremmo dire che ci siamo aggiudicati un contratto perché abbiamo presentato ciò che serviva, al giusto costo, e quello che servirà nei prossimi vent’anni, senza fronzoli. Ma soprattutto che eravamo pronti per farlo.

Dunque la vittoria del TH-119 di Leonardo per soddisfare il contratto della Marina Militare Usa denominato Advanced Helicopter Training System (AHTS), vale molto più dei 176.5 milioni di dollari previsti dall’iniziale fornitura di 32 elicotteri. Ed anche se saranno costruiti negli usa come ogni fornitura militare impone, e prenderanno il nome di TH-73As, l’impresa di Leonardo elicotteri sarà sempre ricordata come la vittoria del piccolo AW119 koala (dal quale deriva) contro il Bell 407Gxi con pedigree 100% americano e l’arrogante, quanto immaturo, H135 di Airbus.

Chiamarlo «piccolo koala» è riduttivo, s’intende, anche se è l’ultimo elicottero mono turbina derivato dal capostipite di una generazione di successo come quella dell’Agusta 109. Non ha carrello ma robusti ed economici pattini e rispetto ai concorrenti offre più spazio interno. I nuovi TH-37As dell’US Navy serviranno per formare i piloti, dunque questa caratteristica si traduce nella possibilità di organizzare vere aule volanti, metodo che sveltisce l’addestramento. Pieno pesa al massimo 2,75 tonnellate, un vantaggio per atterrare anche su navi di stazza contenuta, è sollevato da un motore americano/canadese, il diffuso Pratt/Whitney Canada PT6B-37A in grado di sviluppare 747 KW di potenza, ovvero circa mille cavalli. Ha una linea che favorisce la velocità e al massimo delle prestazioni arriva a superare di poco i 265 kmh. Significa che in condizioni ideali (pilota, istruttore e due allievi, in condizioni di temperatura standard e miglior quota) vola su distanze di oltre 900 km. E questo in mare conta. A vuoto pesa circa una tonnellata e mezzo, che con mille cavalli consente di posarsi a quote notevoli, quasi 6.000 metri (con l’ossigeno a bordo per gli occupanti), cioè a quote inferiori di sfruttare un esubero di potenza. Il contratto oltre i 32 elicotteri prevede pezzi di ricambio, attrezzature ausiliarie e servizi di supporto, con consegne che proseguiranno fino al 2021, ma il contratto può estendersi fino a 130 esemplari come parte di un accordo che potrebbe valere fino a 648 milioni. Il TH-73As fornirà una moderna piattaforma di addestramento per elicotteri che soddisfa i requisiti di addestramento sia per gli elicotteri da combattimento, sia per i convertiplani Osprey CMW-22B in arrivo nel prossimo futuro.

Questi nuovi elicotteri assicureranno che la Marina Usa abbia la capacità di addestrare 600 piloti fino al 2040 presso la base di Whiting Field di Milton, Florida, professionisti destinati anche alla Guardia Costiera. L’elicottero che sarà dismesso è il vecchio (si fa per dire, degli anni Ottanta) Bell TH-57 Sea Ranger, una vera icona che però è diventata con il tempo troppo onerosa da mantenere. Leonardo costruirà principalmente gli elicotteri attraverso la sua sussidiaria statunitense AgustaWestland Philadelphia, che ha sede nell’omonima città della Pennsylvania. La stessa azienda che sta costruendo i nuovi elicotteri MH-139A Grey Wolf dell’Air Force, una variante dell’AW139 di Leonardo, ma fatta in collaborazione con Boeing. Chissà quale nome sceglierà la Navy per il suo nuovo elicottero, ma certo non lo battezzerà “piccolo koala”.

Intanto Leonardo sta partecipando da ieri al Kuwait Aviation Show, dove presenta sia velivoli sia elicotteri, ma anche sistemi per il controllo del traffico aereo.

Leonardo insieme con l’Aeronautica Militare italiana hano portato in Kuwait l’Eurofighter Typhoon e il bitorbina da trasporto/multimissione C-27J multimissione, ed anche le sue soluzioni di addestramento basate sui velivoli M-345 e M-346. Le tecnologie di Leonardo sono già in servizio in Kuwait, dove l’azienda ha fornito infrastruttura per l’aeroporto di Kuwait City, compresi i sistemi di gestione dei dati, il radar primario e un Sistema ADS-B (Automatic Dependent Surveillance Broadcast) per il controllo del traffico aereo. Leonardo ha ha inoltre fornito il nuovo sistema di gestione dei bagagli del Terminal 4 dell’aeroporto di Kuwait City. Per gli elicotteri, sono esposti gli AW169 che garantiscono il trasporto terrestre e offshore alla Kuwait Oil Company, con una flotta gestita da Falcon Aviation Services. Grazie alla presenza dell’Aeronautica Militare italiana ci sarà l’esibizione in volo dell’Eurofighter Typhoon eseguita dal Reparto Sperimentale Volo. Negli ultimi anni 24 piloti dell’aeronautica kuwaitiana si sono guadagnati le ali grazie alla nostra Aeronautica Militare frequentando l’Air Force International Training Academy di Galatina a Lecce. Leonardo è integrato.

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