Il primato europeo non contava niente quando la Corte sentenziò sui vaccini
Il tribunale, che è oracolo se si occupa di Paesi sicuri, è stato ignorato allorché ha censurato i contratti opachi con Big Pharma.
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Il tribunale, che è oracolo se si occupa di Paesi sicuri, è stato ignorato allorché ha censurato i contratti opachi con Big Pharma.
«Avvenire» sciorina i dati di Bankitalia: per restare competitivi servono 120.000 lavoratori stranieri l’anno. La soluzione? Importare clandestini non qualificati. Riparte la nave Libra, i tribunali fremono.
L’esecutivo, forte del decreto sui Paesi sicuri, trasferirà presto 60-70 persone nei centri fatti costruire oltre Adriatico. Possibili nuovi scontri coi giudici, grazie all’interpretazione della sentenza della Corte Ue.
Le toghe parlano di «attacchi dei media alle vite private», riferendosi però a notizie pubbliche. Santalucia: «Sei sgradito? Diventi “rosso”». La Lega: «Pensino a lavorare».
Il maxi investimento italo-tedesco per un parco eolico in Calabria frenato da sentenze contraddittorie e cortocircuiti burocratici. Un pronunciamento della Cassazione del 2023 sembra porre fine allo stillicidio legale, dando ragione alla società. Ma non è così.
Il presidente del tribunale di Bologna ci bacchetta perché abbiamo scritto che il magistrato contrario al decreto sui migranti è gay e ha un figlio frutto della surrogata (che è vietata in Italia): «Privato limite invalicabile». Ma sono notizie rivelate…
Per i magistrati, coi criteri applicati dal governo «sarebbe stato lecito pure rimandare gente nella Germania nazista». Con i loro criteri, invece, non esistono Paesi sicuri e quindi qualsiasi rimpatrio è di fatto impossibile.
Per la Schlein doveva essere l’inizio della rimonta. Il suo Pd fa un buon risultato, ma a scapito degli alleati, soprattutto i 5 stelle. E adesso teme l’effetto a cascata.
Marina Berlusconi difende il governo: «Migranti in Albania? Non sono d’accordo con le bocciature a prescindere. Dubito della surrogata, mercifica il corpo femminile».
Santalucia, numero uno dell’Anm, attacca Nordio («Anche noi sappiamo il francese») e Delmastro («Toni sbagliati»). Poi però critica Paternello: «Meloni non è un pericolo».
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