Clemente Mastella: «Basta “dittatura” dell’emergenza, basta governi tecnici»
Il sindaco di Benevento: «Così si rischia la fine della democrazia. All’estero un banchiere centrale non diventerebbe premier...»
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Il sindaco di Benevento: «Così si rischia la fine della democrazia. All’estero un banchiere centrale non diventerebbe premier...»
La tensione nata col bis del capo dello Stato che ha tagliato la strada a Draghi viene a galla. Il premier vede concluso il mandato datogli dal presidente, che però ha poche alternative: Zampetti & C le proveranno tutte.
Il Colle prepara un altro colpo di mano per evitare le urne e arrivare a fine legislatura. Affidare le sorti del Paese al presidente della Consulta, amante di patrimoniali e prelievi forzosi, sarebbe l’ennesimo governo dei peggiori.
Il premier aveva dichiarato la non disponibilità al bis però il Quirinale gli impone di farsi sfiduciare dal Parlamento. La Lega: «Andare avanti così? Meglio votare».
Il Colle prepara un altro colpo di mano per evitare le urne e arrivare a fine legislatura. Affidare le sorti del Paese al presidente della Consulta, amante di patrimoniali e prelievi forzosi, sarebbe l’ennesimo governo dei peggiori.
Uno dei padri della fisica italiana: «Già con l’adesione al Protocollo di Kyoto si è presa la strada sbagliata Tre anni fa 1.200 scienziati sostenevano che l’emergenza non esisteva: Conte e Mattarella li snobbarono».
Rosario Russo il 13 giugno ha spedito il suo j’accuse contro Salvi, pg della Cassazione, a Quirinale, Csm e Cartabia: «Archiviate illegittimamente le autopromozioni dei giudici rivelate dal caso Palamara».
L’analisi di «Pagella politica»: nel 2020, i telegiornali dedicarono in media il 4,5% del tempo alla consultazione sul taglio dei parlamentari, contro l’1,6 riservato a quella sulla giustizia di domenica. Matteo Salvini: «Mattarella ricordi che il voto è un diritto».
Festa della Repubblica come festival dell’ipocrisia. Il presidente parla di forze armate impegnate per la pace mentre sfilano le armi inviate in Ucraina per combattere Mosca. Gli ambasciatori russo e bielorusso non invitati al Quirinale: «L’ha voluto l’Ue».
Mario Draghi e Sergio Mattarella chiedono l’ingresso di Kiev saltando l’Aula e la solita «svolta» europea. Sempre imposta e mai discussa.
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