Amara a processo per il caso Eni
A giudizio tutti gli imputati, tra cui l’ex manager Vincenzo Armanna, accusati di aver tramato per inquinare i procedimenti a carico del colosso. La prima udienza il 22 febbraio.
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A giudizio tutti gli imputati, tra cui l’ex manager Vincenzo Armanna, accusati di aver tramato per inquinare i procedimenti a carico del colosso. La prima udienza il 22 febbraio.
Almeno tre magistrati avrebbero cercato il faccendiere, a processo per calunnia, per «aumentare le chance di vittoria» nella corsa alle nomine. L’accusa: «Aveva una rete di relazioni e rapporti di altissimo livello».
L’ex premier negò l’incontro con Piero Amara e Giuseppe Calafiore per un business con gli uomini della presunta associazione «Ungheria». Ma Alessandro Casali, amico di Baffino, ai pm conferma i meeting imbarazzanti: ecco la sua testimonianza.
Il procuratore Marcello Viola ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio per il faccendiere e Giuseppe Calafiore: avrebbero calunniato 65 persone. A settembre l’udienza preliminare.
Il tribunale di Terni ha riconosciuto il carattere calunnioso e diffamatorio delle false accuse orchestrate dal faccendiere siciliano sul presunto complotto. Ma è solo l’inizio: l’azienda prepara una nuova causa.
È imputato a Brescia per aver diffuso i verbali sulla cosiddetta loggia Ungheria che si è fatto consegnare dal collega Paolo Storari. Il pm Donato Greco: «Pregiudicata l’inchiesta».
A Gianluca Meranda, l’avvocato che confezionò il falso scoop contro la Lega, si era già rivolto l’affarista molto noto ai magistrati. Che però non approfondirono la circostanza.
Chiuse le indagini sull’ex legale Eni e sul compare Giuseppe Calafiore. Il ministero: incontri clandestini del faccendiere alla Caritas.
Si aprirà il 5 ottobre la fase preliminare del procedimento. Tra gli imputati, l’ex legale esterno Piero Amara e l’ex manager Vincenzo Armanna. Parti lese i vertici di San Donato.
La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di 12 imputati per il falso depistaggio: alla sbarra oltre all’ex legale siciliano anche Vincenzo Armanna e Giuseppe Calafiore. Contestata pure la truffa del petrolio iraniano.
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