E Tancredi fa da capro espiatorio
Si dimette il tecnico, assessore all’Urbanistica: «Dalla maggioranza mi hanno chiesto di lasciare senza sapere i fatti». In pole per sostituirlo c’è Elena Granata, del Politecnico.
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Si dimette il tecnico, assessore all’Urbanistica: «Dalla maggioranza mi hanno chiesto di lasciare senza sapere i fatti». In pole per sostituirlo c’è Elena Granata, del Politecnico.
Elena Buscemi presidente del Consiglio comunale di Milano, Silvia De Dea fa parte del gabinetto del sindaco.
Il discusso progetto prima bocciato e poi approvato su pressioni dell’archistar Boeri si riferisce a un palazzo ceduto dal Comune a Coima a un prezzo fissato per destinazione uffici. Se invece si ricavano case di lusso cambia tutto.
Il giallo di Torre Calvino, respinta e poi accettata come Torre Futura, perché sponsorizzata da Scandurra.
Il flop di Forestami racconta il sistema meneghino. La Fondazione incassava 5 milioni per piantare verde, con obiettivi sbandierati (3 milioni di arbusti), ma non rendicontati. E in molte zone l’80% è senza vita.
Nello scandalo immobiliare milanese che fa tremare la politica meneghina ma non solo, spunta una nuova tessera del mosaico. Nell’affare relativo alla ristrutturazione del cosiddetto «Pirellino», ovvero l’edificio degli ex uffici tecnici comunali in via Melchiorre Gioia/Pirelli, lo scorso 10…
L’inchiesta per corruzione si allarga: 74 iscritti. L’assessore all’Urbanistica pronto a dimettersi, però Beppe si prende il weekend: lunedì riferirà in Consiglio. La sinistra - con poche eccezioni - non ha nessuna intenzione di difenderlo: adesso lascerà la poltrona?
Giulio Centemero (Lega), autore del libro premonitore sull’implosione della metropoli targata sinistra: «Torni a essere abitata dalla classe media e non solamente dai ricchi».
Continua l’imbarazzo nelle fila del Pd, il segretario non prende posizione sulla vicenda ma esprime «solidarietà e vicinanza» da dietro una cornetta. I Verdi meneghini parlano di «Tangentopoli». Nel centrodestra La Russa è netto: «Giunta inadeguata».
L’architetto, scenografo e designer Maurizio Lai: «Il capoluogo è diventato una fabbrica espansa che funziona da lunedì a venerdì. Con l’autocertificazione si è tolta responsabilità all’ente pubblico. Le piazze senz’alberi sono tristi».
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