Gli Usa valutano altre azioni in Iran
Per il capo del Pentagono è ancora possibile l’uso della forza su Teheran e Hormuz. Il vicepresidente iraniano ammette che non si riesce a importare abbastanza benzina.
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Per il capo del Pentagono è ancora possibile l’uso della forza su Teheran e Hormuz. Il vicepresidente iraniano ammette che non si riesce a importare abbastanza benzina.
Teheran afferma di avere pieno controllo sullo stretto in virtù del patto con Muscat. Trump: «Non ho fretta di aprire i colloqui». Pizzaballa su Gaza: «Devastata».
Teheran snobba le sanzioni americane, che stizziscono il Qatar e soprattutto la Cina. The Donald: «La Repubblica islamica è in declino, torni a trattare». E il Pakistan vede «progressi» nei negoziati.
Il premier israeliano rivela in tv un presunto complotto di Teheran contro la sua famiglia. L'episodio sarebbe stato noto da mesi, ma coperto dalla censura militare.
Per isolare Teheran ed evitare l’intervento americano, Bessent presenta sanzioni che colpiranno gli ayatollah in tutto il mondo.
Non conviene mollare i sunniti e comprare barili altrove. Meglio seguire Donald Trump.
Il tycoon rilancia la possibilità di un accordo: rifiutata. E Bessent striglia gli alleati.
Il raid in Siria complica la partita geopolitica del tycoon, con i suoi i partner ai ferri corti. Sull’Iran, il presidente mira al disimpegno militare ma ogni scenario resta aperto.
Secondo il Financial Times, Teheran valuta attacchi contro asset militari americani in Bulgaria e a Cipro se Washington dovesse intensificare il conflitto. Crosetto: «Nulla è precluso». La Nato: «Pronti ad affrontare qualsiasi minaccia».
Iran e Hormuz pesano su Trump, mentre le elezioni di midterm e lo scontro culturale raccontano un’America sempre più divisa.
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