Mosca smorza i toni anti Usa e prepara al possibile accordo l’opinione pubblica
La tv di Stato manda il film che narra le imprese militari condotte con gli americani. Per la prima volta si parla di fine della guerra.
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La tv di Stato manda il film che narra le imprese militari condotte con gli americani. Per la prima volta si parla di fine della guerra.
Mentre Gerusalemme prepara l’offensiva, fonti israeliane indicano l’imprenditore palestinese Halilah come futuro governatore di una Striscia controllata dalla Lega araba. Lui conferma e dice: «C’è l’ok di Hamas». Telefonata tra la Meloni e Bin Salman.
Vertice a Ferragosto nello Stato Usa più vicino alla Russia. Il Cremlino: «Il prossimo da noi». Secondo fonti lo zar chiederà Donbass e Crimea. Giallo Witkoff: avrebbe sbagliato ad annunciare lo «scambio» di regioni.
Il piano, diviso in due fasi, prevede prima la presa di Gaza City. L’alt dell’amministrazione Usa: «No ad annessioni israeliane».
Alcuni consiglieri togati del Csm e il leader dell’associazione di categoria furiosi per le dichiarazioni di Giorgia. Fdi fa quadrato: «Vogliono abbatterci con la sinistra».
Ha ragione Riccardo Ruggeri: la guerra dei moderni è sempre più distruttiva senza portare mai a nulla. Bisogna darci un taglio. Ma solo la politica può raggiungere questo risultato. Lo aveva capito pure l’ex soldato Jünger: è l’autorità che frena…
La crisi diplomatica non rientra e Bangkok impone la legge marziale al confine Evacuati 140.000 civili, salgono i morti. Malesia in campo per evitare la guerra.
La Nato chiede ai cittadini di essere pronti per un conflitto totale con Mosca. L’opinione pubblica non fa nulla per scongiurare le tensioni. E in Occidente prevale l’ideologia dell’estinzione con aborto e coppie gay.
Con l’assenso di Tel Aviv, l’esercito di Damasco torna 48 ore nel Sud del Paese per separare drusi e beduini, che ieri hanno ripreso a combattersi. Netanyahu sente il Papa e lo invita in Israele. Il pontefice: «Porre fine alla…
Sono almeno 516 le vittime degli scontri tra drusi e beduini a Sweida, nel Sud del Paese. Al-Sharaa punta il dito contro il premier ebraico: «Vuole disgregarci». L’esercito regolare si ritira e affida la sicurezza a forze locali.
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