Fosse comuni e torture. Però qualcosa non torna
La liberazione già il 31 marzo e l’operazione di pulizia. Il Pentagono: «Non possiamo confermare la mattanza.
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La liberazione già il 31 marzo e l’operazione di pulizia. Il Pentagono: «Non possiamo confermare la mattanza.
Il leader ucraino a Bucha: «Russi macellai». Però ammette che i negoziati devono proseguire. Joe Biden chiede un processo per crimini di guerra e l’invio di più armi. Da Mosca restrizioni ai visti dei cittadini di Paesi ostili.
Bruxelles studia l’embargo energetico. Tedeschi e austriaci contrari: «Danneggia pure noi». Dalla Farnesina nessun veto.
I fatti di Bucha (che andrebbero accertati da un’indagine internazionale) pretesto per alzare sempre più toni e asticella. Sebbene lo stesso Volodymyr Zelensky ammetta che bisogna continuare a trattare, siamo su un piano inclinato che conduce dritto alla terza guerra…
Mentre si osanna il nazionalismo di Kiev, chi chiede di tutelare l’Italia è demonizzato.
Sul «Corriere», Angelo Panebianco condanna il pluralismo di opinioni sul conflitto. Il professore con l’elmetto ritiene lecito e necessario tappare la bocca a chiunque si discosti dal pensiero unico. Proprio come accade in Russia.
Nella capitale ucraina poche giovani offrono spensieratezza ai militari da 40 giorni in trincea. «Le altre se ne fregano. Sono andate a lavorare in Ungheria, Polonia o Italia».
Mentre la Federazione organizza golpe nel continente, le due potenze s’incontrano nel Sahel: gli uomini di Xi Jinping riforniscono i mercenari di Wagner. Obiettivo: scalzare gli occidentali, già cacciati dal Mali. Intanto i miliziani privati dalla Libia muovono verso il…
Francesco bacchetta Vladimir Putin senza nominarlo: «Fomenta conflitti». Il leader del Paese invaso rilancia il patto con i garanti, ma non cita l’Italia. Gelo dai cinesi: «Biden ci assicuri che la Nato non si sposterà più a Oriente».
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