Pure Zingaretti vuole la legge anti omofobia. Alla sinistra ormai resta solo la censura
Dal Pd agli attivisti, l'obiettivo progressista è sempre il solito: far tacere chiunque osi esprimere un pensiero differente.
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Dal Pd agli attivisti, l'obiettivo progressista è sempre il solito: far tacere chiunque osi esprimere un pensiero differente.
Il premier fa cambiare una parola nel comunicato del Consiglio europeo e spaccia la modifica come una vittoria epocale del Paese. Passare da «continuare a lavorare» a «concludere il lavoro» però è un bluff utile soltanto a guadagnare tempo.
Nel dibattito sul salva Stati, il premier aggira i temi cruciali. Lega e Fdi gli ricordano gli impegni presi e anche Fi si allinea.
Il documento promosso dal governo passa in Parlamento: 291 sì e 222 no alla Camera, 164 sì e 122 no al Senato. Dove però quattro m5s si «ammutinano»: possibili uscite dal gruppo. Tante assenze pure nell'opposizione.
Giuseppe Conte rispolvera la parola usata nella prima repubblica quando una maggioranza era vicina a dissolversi. Goffredo Bettini chiede convergenza sulle cose da fare, Nicola Zingaretti stila il libro dei sogni che viene ampliato dal premier.
Di seguito pubblichiamo l'appello sottoscritto su Micromega da numerosi economisti e professori universitari - molti dei quali provenienti da aree politico-culturali progressiste, quindi non assimilabili con le posizioni sovraniste - contro l'approvazione da parte del governo giallorosso della riforma del…
Il tesoriere Luigi Zanda attacca: «Aveva 7 milioni ma ha messo 160 dipendenti del partito in cassaintegrazione». Replica stizzita: «Ti sei fatto pagare la campagna elettorale da De Benedetti». Anche Luca Lotti molla l'ex premier.
Paolo Gentiloni va in pressing su Giuseppe Conte affinché non faccia scherzi sul salva Stati, mentre Enrico Letta twitta che l'accordo è stato già discusso e ratificato, anche se nessuno se n'è accorto. La verità è che per questi «democratici»…
Speedy Gonzales della politica, non buca mai un evento. In 30 anni ha accumulato incarichi, da consigliere comunale di Firenze alla presidenza del Consiglio regionale e attuale delfino dell'uscente governatore Enrico Rossi.
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