Dopo aver fatto la guerra ai balneari il Pd ora frigna per i danni al turismo
Il mare s’è mangiato 60 chilometri di spiaggia. Si lavora per poter avviare la stagione.
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Il mare s’è mangiato 60 chilometri di spiaggia. Si lavora per poter avviare la stagione.
Torna il copione della pandemia: impossibile dissentire dalla narrazione ufficiale. La scienza è subordinata agli slogan.
Anche ieri stato di allerta in Emilia Romagna, scattano le evacuazioni. La Procura di Ravenna ha aperto sette inchieste. Distrutto il patrimonio artistico. E Stefano Bonaccini lascia il cerino in mano alla Protezione civile.
Vasche di laminazione (che hanno salvato il Veneto) non fatte, dighe stoppate, fiumi non puliti, fondi destinati al dissesto idrogeologico dirottati: ecco le colpe della Regione Emilia Romagna. Prona all’ideologia «green».
Troppo facile, davanti ai guai, autoassolversi prendendosela col clima, senza assumersi la responsabilità delle contromisure che mancano all’appello. Il governatore risponda di questo, non allarghi i suoi poteri.
Il bilancio dell’alluvione si aggrava (9 morti) ma a differenza di quanto avvenne a Senigallia, nessuno accusa. E nessuno ricorda che il neo segretario del Pd in Regione aveva proprio la delega alla prevenzione. Non fatta.L’alluvione mette in ginocchio anche…
Oggi ancora allerta massima ma per rischio idraulico e frane nella regione che conta morti, sfollati e 5.000 persone pronte a evacuare. Un imprenditore di Faenza: «Non ci hanno avvisato». Il sindaco di Massa Lombarda: «Argini crollati? Colpa delle tane…
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