Dopo il ritiro di Angela Carini negli ottavi di finale delle Olimpiadi parigine, il percorso di Imane Khelif prosegue ai quarti di finale nella categoria pesi welter femminili. L’avversaria sarà l’ungherese Anna Luca Hamori, il match si disputerà domani. Classe 2001, chioma bionda su fisico potente che tocca i 175 cm per 66 kg, l’atleta magiara ha avuto ragione nei sedicesimi di finale dell’irlandese Grainne Walsh (4-1 il risultato ai punti), e negli ottavi si è imposta sull’australiana Marissa Williamson col punteggio netto di 5-0. In entrambi gli incontri la Hamori ha sfoderato solidità da incassatrice e eccellente rapidità nel portare i colpi. Proviene dalle arti marziali miste, disciplina in cui la scuola mitteleuropea vanta una discreta tradizione, e ha saputo mettere a frutto le sue caratteristiche per sviluppare una carriera costellata da 17 vittorie, di cui 3 per ko e 13 sconfitte di cui una prima del limite. Ha debuttato nel2018 ai Giochi Olimpici Juniores a Buenos Aires, nel 2023 ha vinto il titolo nazionale élite di categoria, un anno prima si era classificata seconda nei campionati Europei Under 22. Ancora una volta, l’incontro sarà sotto la lente d’ingrandimento di polemiche assortite e verosimilmente così sarà fino alle eventuali medaglie per Khelifi. Non sarà la sola sfida ad attirare l’attenzione di dibattiti extra sportivi. Oggi sarà la volta dell’altro pugile dalla sessualità controversa, il taiwanese Lin Yu Ting, nella categoria femminile fino ai 57 kg. Incrocerà i guantoni negli ottavi di finale con Sitora Turdibekova. Nata in Uzbekistan ventidue anni fa, la Turdibekova vanta un curriculum da dilettante di 7 vittorie e 8 sconfitte. Ai Mondiali femminili di categoria del 2022 si è battuta contro la nostra Irma Testa ed è stata sconfitta per verdetto non unanime (4-1, con due 30-27, due 29-28 e un 28-29). Quel match è ricordato con larga enfasi dagli addetti ai lavori: dopo un sostanziale equilibrio nei primi due round, la Testa aveva cominciato a provocare l’avversaria per indurla a compiere mosse scomposte, infilandola con colpi precisi in più di un’occasione e mettendo in luce pregi e difetti dell’euroasiatica: ottima padronanza dei suoi mezzi, ma una certa qual debolezza nel mantenere il giusto raziocinio nei momenti che contano. L’uzbeka nel suo primo incontro sul ring olimpico parigino, ha avuto la meglio nei confronti di Marcelat Sakobi, ventottenne congolese scafata è molto agile. La vittoria non è stata semplice, 3-2 per l’uzbeka ai punti, con diversi momenti in cui le atlete hanno mostrato una buona tecnica di base a supporto della loro preparazione psicofisica. Per capacità d’ingaggio e veemenza, la Sakobi potrebbe ricordare in forma vaga la taiwanese. Ciò aggiunge un ingrediente ulteriore al già controverso incontro. Se Khelifi supererà la contendente ungherese approderà alle semifinali e si giocherà una medaglia, mentre Lin Yun Ting, in caso di esito positivo, combatterebbe nei quarti di finale. In entrambi i casi ovviamente l’esito dell’incontro farà da cartina di tornasole intitorno alle polemiche sull’identità delle due combattenti, aggiungendo un ennesimo motivo non del tutto pertinente con lo sport per ricordare la claudicante kermesse parigina.
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