«Per noi Tuareg, i russi e i loro alleati in Africa saranno sempre nemici»
Una carovana di Tuareg, nel Sahara occidentale. Nel riquadro, Mohamed Elmaouloud Ramadane, portavoce degli uomini blu (iStock)
Il portavoce degli uomini blu Mohamed Elmaouloud Ramadane: «Per liberare l’Azawad l’aiuto di Kiev è prezioso. Dopo il Mali, anche il Niger rischia se supporta Mosca».

La Russia negli ultimi anni è diventato il principale partner dei Paesi africani del Sahel orchestrando una serie di colpi di Stato e demolendo la cosiddetta Francafrique. I soldati francesi sono stati espulsi da Mali, Repubblica Centrafricana, Burkina Faso e Niger e sono stati sostituiti dai mercenari dell’ex Wagner Group, ribattezzato Africa Corps. I miliziani sono arrivati come istruttori e consiglieri delle giunte militari che hanno preso il potere con la forza, aumentando la presenza fino a circa 2.000 uomini schierati nell’area dei tre confini, dove imperversano i terroristi dello Stato Islamico e di al Qaeda. In Mali però con la rottura degli Accordi di Algeri del 2015 anche le tribù Tuareg si sono ribellate al governo centrale occupando le basi delle Nazioni Unite dopo l’espulsione dei caschi blu. Le province del Nord del Mali da mesi sono finite sotto controllo degli uomini blu del deserto che puntano all’indipendenza dell’Azawad, come chiamano il territorio tuareg. Fra il 25 ed il 27 luglio il Quadro strategico permanente per la difesa del popolo di Azawad (CSP-DPA) ha lanciato un’offensiva contro una colonna di truppe maliane e mercenari russi con una serie di imboscate. Mohamed Elmaouloud Ramadane è il portavoce del CSP-DPA e racconta orgogliosamente questi tre giorni di feroce di battaglia.

La prima vera battaglia fra i Tuareg e l’esercito del Mali è stata uno scontro durissimo. Si parla di decine di morti, ma i comunicati del governo di Bamako parlano di una vittoria.

«I nostri combattenti hanno difeso la nostra terra. Abbiamo scelto di attaccare nella zona Tinzaoutene, soltanto per scacciare i terroristi dell’esercito del Mali e gli assassini russi che li aiutano. È stata una grande vittoria con un centinaio di morti fra i russi e 55 soldati di Bamako. Abbiamo anche catturato diversi soldati sia russi che maliani».

Le cifre ufficiali non coincidono e sono difficili da valutare. Una colonna di blindati stava pattugliando il confine con l’Algeria, dove avete le vostre basi e sembra siano caduti in una serie di imboscate. Stando alle intercettazioni radio dei ribelli la colonna sotto attacco ha chiesto più volte rinforzi, ma sono arrivati soltanto una settantina di miliziani, mentre i Tuareg erano circa un migliaio.

«Non posso dire dove sono le nostre basi, ma l’Algeria è uno stato che capisce la nostra lotta. L’Azawad deve essere liberato da questi terroristi e criminali che da mesi lanciano droni turchi per uccidere i civili, compresi donne e bambini. Abbiamo attaccato in diversi momenti costringendo il nemico a dividere le forze, abbiamo abbattuto un elicottero e catturato jeep, blindati e armi che ci permetteranno di colpire con maggiore forza. La sproporzione fra caduti russi e maliani si spiega con il fatto che tutte le aree di confine sono controllate direttamente dai Wagner, qui c’erano due battaglioni e li abbiamo annientati».

Accusate i russi ed i governativi di essere terroristi, ma siete accusati di essere alleati con gli islamisti di al Qaeda.

«Nego con forza che i combattenti dell’Azawad siano alleati con gli estremisti islamici, noi li combattiamo e non permettiamo nelle aree sotto il nostro controllo nessun tipo di infiltrazione. Voglio anche smentire che la Francia ci abbia aiutato in qualche modo, i militari francesi erano e restano nostri nemici».

Il portavoce dei servizi di sicurezza dell’Ucraina ha invece parlato di un aiuto da parte di Kiev e sono apparse bandiere ucraine in mezzo al deserto. Dopo questa battaglia Mali, Niger e Burkina Faso hanno interrotto i rapporti diplomatici con Kiev.

« La foto con la bandiera è vecchia di mesi, ma noi siamo felici di avere rapporti con l’Ucraina. Loro sanno cosa significa avere i russi sulla propria terra e comprendono il dramma che sta vivendo il nostro popolo. Sono tanti i Paesi che appoggiano la nostra lotta per l’indipendenza e che non vogliono che i russi diventino i padroni dell’Africa».

Alexander Ivanov, leader del Wagner Group in Repubblica Centrafricana accusa l’Ucraina di fornirvi logistica e intelligence e l’Algeria di procurarvi le armi.

«La parola del capo degli assassini non conta nulla, noi abbiamo già ucciso Anton Elizarov comandante dei Wagner che guidava i terroristi russi nella nostra terra e continueremo a lottare per cacciarli fuori dall’Azawad. Voglio anche avvertire il Niger ed il Burkina Faso di non inviare truppe a sostegno del Mali perché faranno la stessa fine dei russi».

Questi tre Paesi hanno presentato un documento alle Nazioni Unite per denunciare l’appoggio dell’Ucraina al terrorismo nel Sahel.

«Le Nazioni Unite non ascolteranno le parole dei terroristi che sono servi dei russi. Voglio invece lanciare un appello alla comunità internazionale per inviare aiuti medici ed alimentari al nostro popolo che sta soffrendo. Il mondo deve capire che le giunte militari ed i mercenari russi stanno facendo pulizia etnica dei Tuareg e dei Peul in Mali, un vero genocidio che il mondo deve fermare».

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