In un mercato in cui domina l’incertezza, anche sulle prossime mosse delle banche centrali, le opportunità non mancano. L’importante è affidarsi a esperti in grado di scegliere prodotti e aree geografiche interessanti.



Le obbligazioni sono da sempre croce e delizia degli investitori italiani. Mai come oggi rappresentano una scelta complessa per i risparmiatori. Non solo i tassi sono ai minimi storici, ma va considerata anche l’incertezza data dalle mosse delle principali banche centrali, Bce e Fed su tutte.

«Il mercato obbligazionario europeo presenta diverse sfide e punti d’incertezza», fa notare alla Verità, Luca Rescigno, analista dell’ufficio studi di Marzotto sim. «Da un lato la politica monetaria ultraespansiva della Bce ha contribuito a comprimere i tassi rendendo difficile la ricerca di rendimento per gli investitori. Dall’altro l’incertezza riguardo l’inflazione e la durata del quantitative easing hanno portato a fasi di significativa volatilità nei rendimenti obbligazionari. L’incertezza probabilmente continuerà fin quando non ci saranno chiari segnali di una ripresa strutturale dell’inflazione europea, magari dovuta a un aumento dei salari». Con queste premesse, affidarsi a un professionista della consulenza finanziaria che sappia selezionare i migliori prodotti diventa fondamentale. «In questa fase di mercato, un investitore può trovare valore in titoli obbligazionari a tasso variabile e magari legati all’inflazione», continua l’esperto. «Questi strumenti possono offrire anche un rendimento atteso maggiore dei titoli a tasso fisso. Ad esempio, i Btp Italia (obbligazioni le cui cedole sono legate all’inflazione italiana) presentano un rendimento atteso in media di 30 punti base maggiore dei Btp nominali con scadenza equivalente».

Per selezionare titoli interessanti, spiega Gianluca D’Alessio, gestore del portafoglio di Fia asset management, è importante selezionare i criteri cosiddetti Esg (dall’inglese environmental, social, governance). Quelli cioè che seguono determinati criteri di sostenibilità ambientale, sociale e gestionale.

«Diverse ricerche hanno dimostrato come l’integrazione di tali criteri qualitativi a quelli quantitativi più tradizionali abbiano nel tempo restituito performance superiori, non solo per il segmento azionario, ma anche per quello obbligazionario», spiega D’Alessio. «I principali motivi sono legati al fatto che società e governi particolarmente attenti a questi fattori sono meno soggetti al rischio di downgrade delle proprie emissioni, e rendono il proprio debito più sostenibile». Dove puntare dunque? Parlando di settori, «il credito, in particolare il comparto high yield (alto rendimento) europeo, sta beneficiando dal miglioramento dei fondamentali delle società», dice Guillaume Rigeade, gestore di Edmond de Rothschild am. «Anche il debito finanziario subordinato continua a essere interessante. Il segmento sta vedendo un calo dei non perforning loans e gode di un contesto normativo più favorevole. Se i tassi di interesse aumentano, anche le obbligazioni finanziarie dovrebbero fare bene». In termini di area geografica, «Paesi periferici come Portogallo, Grecia e Cipro sembrano interessanti. Grazie al loro slancio economico e alla riduzione del rischio politico alcuni di questi Paesi hanno visto un miglioramento», dice l’esperto.

D’Alessio di Fia am, consiglia le obbligazioni emesse da Apple, quelle di Eni o quelle di Swisscom. Il consiglio è sempre quello di preferire fondi di investimenti che permettono di ridurre i rischi. Tra questi, l’esperto ha selezionato un fondo di Candriam, l’Sri emerging markets bond o uno a firma di Nn, l’euro green bonds.

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