«La tv fa 70». La Rai festeggia il compleanno della televisione
Massimo Giletti, conduttore della serata evento «La tv fa 70» (Ansa)

La Rai ha deciso di celebrare i settant’anni della televisione con una serata evento, in onda su RaiUno mercoledì 28 febbraio, convocando per l’occasione – e per la durata monstre di circa cinque ore – un parterre fra i più nutriti di sempre: Pippo Baudo e Giancarlo Magalli, Renzo Arbore, Marisa Laurito e la coppia magica di Sanremo, Fiorello e Amadeus. E, poi, Carlo Conti, Antonella Clerici, Iva Zanicchi e Alberto Angela; da Mediaset, Paolo Bonolis, Maria De Filippi, un Enrico Mentana in «prestito» da La7.

L’evento avrebbe dovuto tenersi il 3 gennaio. Allora, si sarebbe potuto legittimamente parlare di «compleanno»: festeggiare la storia e le sue ricorrenze. In Rai, però, la data si è persa e solo un piccolo logo, numerini bianchi su sfondo blue, ha avvisato gli spettatori di quel che le parole o le immagini non hanno saputo dire. «Settant’anni», un evento. La televisione, il 3 gennaio scorso, ha compiuto i suoi primi sette decenni. Ma la festa, quella vera, è stata posticipata. La Rai ha deciso di celebrare i settant’anni della televisione con una serata evento, in onda su RaiUno mercoledì 28 febbraio. La tv fa 70, l’ha ribatezzata, convocando per l’occasione – e per la durata monstre di circa cinque ore – un parterre fra i più nutriti di sempre. Pippo Baudo e Giancarlo Magalli, Renzo Arbore, Marisa Laurito e la coppia magica di Sanremo, Fiorello e Amadeus. E, poi, Carlo Conti, Antonella Clerici, Iva Zanicchi e Alberto Angela; da Mediaset, Paolo Bonolis, Maria De Filippi, un Enrico Mentana in «prestito» da La7. Ci saranno tutti, l’elenco proseguirà oltre, le fazioni interne alla televisione generalista, i dissapori, verranno (momentaneamente) dimenticati. La tv fa 70 sarà la festa grande di chi, nel bene e nel male, ha scritto la storia del tubo catodico. E sarà orchestrata così da ricostruire, con buona dose di show e divertimento, i momenti salienti di quella storia.

La tv fa 70, al cui termine Bruno Vespa andrà in onda come di consueto, con il suo Porta a Porta, ripercorrerà la genesi della televisione. Soprattutto, però, ne documenterà la crescita. L’evoluzione. Le tappe. La tv fa 70 sarà una festa, sì, ma parimenti sarà l’occasione per riavvolgere il nastro, per capire (o cercare di) come la televisione abbia plasmato la società e come questa di rimando abbia influenzato la produzione di contenuti. Massimo Giletti, esiliato su La7 e da La7 respinto, condurrà la gran serata. «Sarà un grande evento con i due padri costituenti della tv, Renzo Arbore e Pippo Baudo. Con loro intrecceremo la storia della televisione, insieme ai volti più importanti della tv di oggi», ha spiegato all’Ansa il conduttore, evitando con cura di lasciarsi andare a voli pindarici sul proprio futuro televisivo. «Oggi penso a realizzare il sogno di rientrare in Rai. Penso sia ancora molto presto per parlarne (di un ipotetico programma di inchieste per la tv di Stato, ndr)», è stato il commento lapidario di Giletti, il cui focus – con l’Ansa e altri – è stata unicamente la gestione della gran serata: le idee, i pensieri sui quali si è scelto di costruirla, il guizzo sottostante. Massimo Giletti, che la Rai ha lasciato sette anni fa, ha spiegato di aver approcciato l’incarico di conduzione in maniera inedita, provando a fondare due elementi all’apparenza distanti, il varietà e il giornalismo.

La tv fa 70, da intenzioni, avrà gli ospiti e la leggerezza gioiosa di un varietà, quell’atmosfera di festa. Ma, altresì, avrà l’accuratezza di un approfondimento giornalistico, un modo peculiare e completo di raccontare l’evoluzione della televisione. Gli ospiti saranno ospiti e saranno, anche, protagonisti. Grandi star e testimoni della storia, narratori e spalle.

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