- Le manovre sui conti dei soci che hanno incassato 63 milioni di provvigioni con le commesse dalla Cina Uno dei broker ha speso oltre 112.000 euro al giorno per cinque mesi. Fari sui bonifici a favore di Mario Benotti.
I movimenti sui conti correnti dei protagonisti dell’intermediazione da 63,5 milioni di euro tra i cinesi de Roma e la struttura del commissario per l’emergenza Domenico Arcuri sembrano quelli di chi ha svoltato: Lamborghini, loft, yacht, Rolex, bracciali Tiffany, moto Harley Davidson. Beni di lusso sui quali gli investigatori della guardia di finanza hanno messo gli occhi, ipotizzando «possibili ritorni economici a favore di funzionari corrotti che possono derivare dai cosiddetti beni rifugio acquistati dalle società di intermediazione con quota parte della provvista ricevuta dalla Cina, ovvero mediante liquidità giustificate da fatture per operazioni inesistenti o dall’acquisizione simulata di immobili».
La Procura sembra non aver condiviso queste valutazioni, escludendo la corruzione dai possibili reati. Anche se i movimenti sui conti bancari degli intermediari, che gli investigatori definiscono in un’informativa di cui La Verità è entrata in possesso «un sodalizio criminale», presentano più di qualche anomalia. Per esempio, le provvigioni sono state spalmate su più iban riferibili a vari soggetti economici che, valutano i finanzieri, prima erano scarsamente movimentati. E addirittura la Guernica srl, società dell’ecuadoriano di Ardea (Roma) Jorge Solis, ha chiuso il conto per aprirne un altro pochi giorni dopo l’accredito delle commissioni. Ma anche le disponibilità di Andrea Tommasi, titolare della Sunsky, società che prima delle mascherine lavorava nel settore dei servizi di marketing per la Difesa, sono state scandagliate. Ed è emerso che, tra il 17 aprile e il 15 settembre 2020, a fronte di 46 milioni di euro di pagamenti per l’intermediazione di mascherine ne erano già stati spesi 17 di milioni. Ovvero 112.582 euro al giorno. Cifre che un italiano con un buono stipendio da 3.000 euro netti al mese incasserebbe in 400 anni, ossia lavorando da qui al 2421. La spesa più imponente riguarda una polizza vita sul titolare della società, ovvero Tommasi. Si tratta di un bene non pignorabile e, così, Tommasi ha messo al riparo una bella cifra: 15 milioni. Poi ha acquistato un immobile a Pioltello (Milano). E ha versato a una concessionaria di Bergamo un acconto per l’acquisto di una Lamborghini Urus, il top dei Suv sportivi. Ambitissima da vip e calciatori (tra cui Francesco Totti che ne ha una nera, con tanto di cerimonia di consegna immortalata dalla società di noleggio), ha dei tempi di consegna molto lunghi, che portano i prezzi del pochissimo usato disponibile a cifre simili a quelle di un’auto nuova. Il listino della Urus parte da circa 200.000 euro, ma con gli accessori si può arrivare a superare i 250.000 euro. Tommasi ha anche deliberato un aumento di capitale sociale per la Sunsky da 10.000 a 100.000 euro «a titolo gratuito, imputando a capitale la voce “altre riserve” nel bilancio di esercizio 2019». E, così, il capitale è stato ripartito tra i soci: a Tommasi sono arrivati 99.000 euro di quota nominale e 1.000 euro ad Alessia Carcaterra (coniuge di Tommasi). La società ha anche versato 770.000 euro con due bonifici per l’acquisto, in Francia, di una imbarcazione a vela precedentemente concessa in leasing.
E anche la Guernica srl sembra essersi mossa nello stesso modo. Tra maggio e luglio 2020 sono usciti dal conto corrente quasi 1,8 milioni di euro attraverso giroconti, pagamenti a persone fisiche e bonifici al socio Dayanna Solis, figlia di Jorge, studentessa dell’accademia delle belle arti e dipendente di un salone di bellezza (che per gli investigatori sarebbe un prestanome), «spesso privi», annotano i finanzieri, «di documentazione giustificativa, anche per l’assenza di aggiornata documentazione contabile». Oltre ai 230.000 euro per Dayanna a titolo di «restituzione prestito socio», sono stati versati 52.000 euro a una concessionaria per l’acquisto di una Range Rover Evoque e 27.000 euro per orologi Rolex. Poi, per l’acquisto di un’abitazione a Roma, in via Sallustiana, è stata chiesta l’emissione di cinque assegni circolari. Il valore dell’immobile? Novecentosessantaquattromila euro. Al preliminare è stato versato un acconto da 164.000 euro. Ma non è l’unico appartamento trattato: risultano anche «ulteriori acquisti di immobili all’asta». Infine, Dayanna e Jorge sarebbero già stati sottoposti all’attenzione della Banca d’Italia «in relazione a presunte truffe ai danni del sistema bancario, in quanto avevano presentato persone fisiche (conoscenti o connazionali) per l’apertura di conti e richiesta di prestiti su carta di credito, posizioni successivamente passate a contenzioso per l’irreperibilità degli intestatari».
E la Microproducts It di Mario Benotti, il giornalista Rai che nel 2019 ha dichiarato al fisco 20.000 euro di imponibile? «Tra le criticità evidenziate», scrivono gli investigatori, «assume particolare interesse investigativo la circostanza afferente al riconoscimento di commissioni» per le mascherine. La società sembra non comparire quale intermediaria e l’incasso di 12 milioni di euro ha insospettito i finanzieri. L’ipotesi: la Microproducts non era nelle condizioni di trattare con la pubblica amministrazione e potrebbe aver usato la Sunsky come «schermo». Valutazioni identiche a quelle che vengono fatte per la Guernica srl di Solis.
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