Vacanze troppo care, 1 italiano su 10 rinuncia
(iStock)
Quest’anno per le ferie una famiglia pagherà 800 euro in più a settimana. Anche solo arrivare in Sardegna costa più che volare a New York. Così si cercano nuove mete come Albania e Montenegro. E molti decidono semplicemente di stare a casa.

Lo speciale comprende tre articoli.

Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ci sperava anche perché fino a un paio di settimane fa i numeri erano esplosivi. Se il Pil nel secondo trimestre ha avuto una flessione congiunturale, in compenso il turismo che macina soldi potrà riequilibrare le sorti dell’economia, è il ragionamento che si è fatto finora tra i tecnici del Tesoro. L’estate dovrebbe colmare il deficit di bilancio e aiutare a definire in autunno una legge di bilancio meno gravosa.

Ma i conti, a quanto pare, non tornano. L’aumento inarrestabile dei prezzi ha frenato l’ondata degli spostamenti degli italiani. Non solo la maggioranza ha ridotto la permanenza nelle località balneari a meno di una settimana, secondo un’analisi Coldiretti-Ixè, ma, come stimano le associazioni dei consumatori, più di un italiano su dieci ha rinunciato a partire. La domanda verso le destinazioni italiane è scesa del 20-30%. La Sardegna, che l’anno scorso dava il tutto esaurito già a giugno, ora è a caccia di turisti last minute. Le compagnie navali hanno dimezzato i prezzi eppure non riescono a riempirsi. Una famiglia di 4 persone con un’auto di medie dimensioni, acquistando i biglietti a inizio giugno avrebbe speso 1.200 euro per un viaggio andata e ritorno in cabina, ora il costo è sceso a 700 euro. Anche gli alberghi hanno dovuto ritoccare i listini, anche se non ovunque, eppure le associazioni di categoria già stimano che a fine estate il consuntivo sarà sotto le aspettative.

Le rilevazioni di Federalberghi dicono che anche chi riesce ad andare in vacanza, il 45% degli italiani, a voler essere ottimisti, cerca di limitare il più possibile le spese. Quindi cordoni della borsa stretti e meno giorni fuori casa.

Il listino dei prezzi è aggiornato giornalmente. Federconsumatori ha calcolato che le ferie costano 800 euro in più a settimana. È una cifra che torna se si pensa che in alcune località, perfino un semplice cappuccino con una brioche è arrivato a costare 20 euro. L’insieme dei rincari si aggira finora a 3,9 miliardi rispetto al 2022. Demoskopika stima che a fine estate, chi è andato in vacanza avrà speso il 9% in più.

La voce che incide di più (parliamo sempre per il turismo nazionale) è quella dei biglietti aerei. Un volo Napoli Alghero costa più di uno per New York: il 5 luglio costava 247 euro, ora ne costa 478, ben il 93,5% in più. Il Brindisi-Cagliari-Brindisi che il 6 luglio era venduto a 286 euro, il 5 agosto costava 357 euro, cioè +24,8%. Per un Roma Olbia, andata e ritorno, si spende 350-450 euro. Una cifra non irrilevante ma comunque meno degli 850 euro che le compagnie offrivano per chi ha prenotato a giugno. Secondo i dati Istat, spostarsi nei cieli significa spendere il 44% in più per voli nazionali, il 43% per tratte europee e il 16% per quelle intercontinentali (che l’anno scorso erano rincarate del 128%). Assoutenti ha calcolato che per una famiglia con due figli, in partenza il 12 agosto e con ritorno il 19 agosto, per Milano-Cagliari, spendeva 729 euro il 3 luglio e 760 euro il 5 agosto (+4,2%); per Milano-Palermo si passa da 818 euro a 954 euro (+16,6%). Aumenti più consistenti sulla Milano-Brindisi (da 845 euro a 1.129 euro, +33,6%), fino ad arrivare alla tratta Roma-Cagliari che registra un aumento del 71,9%: da 573 euro a 985 euro. Per le stesse date, andare dalla Capitale a New York costa 674 euro.

«Tutto ciò nonostante i costi dell’energia siano crollati negli ultimi mesi, e i prezzi dei carburanti per il trasposto aereo abbiano registrato un calo superiore al 20%», afferma Carlo Rienzi, presidente del Codacons.

Il governo ha deciso di porre un freno al caro voli, intervenendo sugli algoritmi che alzano i prezzi per le rotte nazionali da e per le isole durante il picco della domanda e se il prezzo del biglietto è del 200% superiore alla tariffa media di volo. È stato poi vietato di fissare le tariffe in base alla profilazione web o al modello di dispositivo usato. Ma il decreto interessa solo i voli nazionali con le isole mentre restano escluse le altre tratte per le quali continua il mercato selvaggio. Michele Mezza, docente dell’Università Federico II di Napoli e esperto in big data e algoritmi spiega che «le compagnie aeree che servono gli scali europei e quelli intercontinentali continuano ad essere libere di usare il sistema automatico di fissazione dei prezzi. In pratica ogni passeggero ha una sorta di biglietto personalizzato. La tariffa è stabilita in base alla profilazione effettuata dalle grandi piattaforme che rivendono i dati ai vettori. Gli algoritmi elaborano le informazioni immagazzinate su ogni persona. Perfino la località in cui è effettuata la prenotazione o l’uso del cellulare piuttosto che il computer, possono determinare variazioni di prezzo». Secondo l’esperto, «l’unico modo per sfuggire a questo meccanismo è rendersi anonimi, tramite l’uso della rete Vpn. Ma non è nemmeno detto che poi si possa risparmiare giacché alcune compagnie quando vedono il passaggio tramite questo strumento, non mandano a buon fine la prenotazione». Per mettere un freno agli algoritmi su tutte le tratte, secondo Mezza, dovrebbe intervenire l’Agcom con una delibera, sul tipo di quella fatta per ChatGpt che impone di rivelare come vengono usati i dati. «Andrebbe vietata l’applicazione nelle relazioni commerciali, delle profilazioni ricavate dai server provider».

Intanto però viaggiare continua ad essere sempre più caro.

Chi non vuole rinunciare alle vacanze fugge verso mete estere a portata di mano. Spagna, Tunisia ed Egitto (Sharm El Sheikh) hanno da sempre soggiorni meno cari e questa estate hanno fatto una politica dei prezzi aggressiva con sconti importanti. Ci sono poi le nuove mete in Albania e Montenegro. Il governo di Tirana conta di chiudere la stagione con oltre nove milioni di turisti, tre milioni in più del 2022. Le spiagge non hanno niente da invidiare a quelle della Puglia, dove però un ombrellone e due lettini possono arrivare a costare anche 180 euro al giorno, come risulta da alcune recensioni indignate su Tripadvisor, fino al caso limite di un gazebo a mille euro, mentre, nella costa albanese si trovano ancora offerte a 10-15 euro. Una bella differenza che pesa molto sulle scelte dei turisti. E infatti in una settimana i collegamenti da Bari a Durazzo – in Albania – sono raddoppiati e un quarto dei passeggeri è italiano. Per spiegare i listini da nababbi, il presidente del Sindacato balneari di Lecce, Vito Vergine, titolare del lido Maldive del Salento a Pescoluse, dice che l’obiettivo è di selezionare la clientela. Ma chissà se questa scelta elitaria risulterà vincente. Al momento i gestori dei lidi in Puglia hanno visto calare le presenze a luglio del 20%.

Anche in Liguria, che ha quasi il 70% delle spiagge occupato da stabilimenti balneari, prezzi da capogiro. Sulla riviera di Ponente, ad Alassio, il conto per un ombrellone e due lettini arriva anche a 80 euro al giorno. Per chi invece sceglie Levante, tra Rapallo, Santa Margherita ligure e Recco, i costi vanno dai 50 ai 100 euro al giorno.

Se poi la giornata al mare prevede anche la consumazioni presso i lidi (panini, acqua, gelati, bibite, caffè), parcheggio, carburante, una famiglia con due bambini arriva a spendere quest’anno mediamente tra i 100 e i 110 euro per una giornata al mare, con un aggravio medio del +13,4% sul 2022. E siccome la vacanza è diventata un salasso, in molti restano a casa.

Ma anche per chi ha scelto la città con piccole puntate in giornata, sulla costa, laddove è possibile, non è facile risparmiare. A Fregene, la meta preferita dai romani, una cabina per tutta la stagione costa 6.000 euro. Una cena a base di pesce, senza vino, 80 euro, mentre un aperitivo in spiaggia può arrivare anche a 30-40 euro a persona se accompagnato da sushi e fritti. Una bottiglia d’acqua da mezzo litro non si trova a meno di 1,50 euro e per un gelato confezionato bisogna spendere 2,50 euro mentre quello artigianale è tra 3-3,50 euro.

I costi di case vacanza e b&b sono saliti del 30% ma tutto è esaurito da mesi. Per risparmiare ci sono le spiagge libere, attrezzate con chioschi in riva al mare, servizi igienici e anche ombrelloni e lettini da affittare. I prezzi sono meno della metà di quelli richiesti dagli stabilimenti: 1.200-1.500 euro per la stagione contro 3.000-6.000 dei bagni classici. Non a caso sono state prese d’assalto e hanno registrato un 20% di presenze in più rispetto al periodo pre Covid.


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