«Mi ha detto Sigfrido di girare l’ordinanza». Poche parole, pronunciate da Laura Cianfoni, per fugare anche l’ultimo dubbio rimasto sulla regia dietro lo scambio di messaggi tra l’ex collaboratrice e amica di Sigfrido Ranucci e l’allora compagna di Valter Lavitola, Natalia Potenza.
La deposizione di Laura Cianfoni
La rivelazione della donna, sentita settimana scorsa dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma come persona informata sui fatti, riporta il calendario al 4 luglio. È la notte delle perquisizioni a casa del faccendiere. A margine del blitz degli inquirenti, terminato intorno alle 3.56, accade qualcosa che sarebbe poi finito all’attenzione degli investigatori. L’ex oste del Cefalù sale sulla Toyota Aygo guidata da Natalia e chiama immediatamente Ranucci. Una conversazione lunghissima in cui i due sodali discutono degli arresti del commando avellinese, di Clesio Gomes Tavares, del presunto sopralluogo, degli alibi e delle contestazioni dei carabinieri a Valterino.
L’ordinanza di 107 pagine inviata a Natalia Potenza
Sedici minuti dopo la fine della perquisizione, mentre la telefonata tra i due amici è ancora in corso, parte uno scambio di messaggi tra le due donne al loro fianco, pubblicati dalla Verità lo scorso 10 settembre. Alle 4.12 l’utenza memorizzata come «Laura fidanzata Ranucci» invia un documento a Potenza. È il file «Ordinanza.pdf» di 107 pagine sui provvedimenti cautelari dei quattro avellinesi, accusati di essere gli esecutori materiali dell’attentato fuori dall’abitazione dell’ex conduttore di Report. Alle 4.28 la risposta sintetica di Potenza: «Ok grazie».
I messaggi su Corrado Polizzi e il clan Moccia
La conversazione prosegue con tre fotografie, trasmesse alle 4.27, alle 4.43 e alle 4.57. Una riporta un passaggio dell’ordinanza dove menzionato un certo «Corrado», l’altra riguarda un articolo che fa riferimento sempre a tal Corrado e la terza è una scheda su Corrado Polizzi, indicato come esponente del clan Moccia.
I messaggi del giorno dopo: «Ma Valter è andato dall’avvocato?»
La sequenza di sms tra le due donne prosegue il 5 luglio, nel primo pomeriggio. È sempre Cianfoni a muovere il primo passo. L’ex collaboratrice, oggi in Finmeccanica, è preoccupata. «Ciao Naty come state? Hai bisogno di qualcosa? Siamo sconvolti». Poi aggiunge, in un messaggio sgrammaticato: «Posso capirti quello che stai vivendo. Perché anche noi sappiamo più cosa pensare di tutta questa orribile situazione che ci ha devastato da quel maledettissimo giorno. Se hai bisogno di qualsiasi cosa per i ragazzi e per te, noi ci siamo». Natalia ringrazia: «Sapere di non essere soli, in un momento così difficile, significa davvero tanto per noi. Vi vogliamo bene». Ed è alle 13.42 che Cianfoni inoltra una domanda significativa, inviata presumibilmente su impulso di Sigfrido: «Ma Valter è andato dall’avvocato?». La corrispondenza termina poco dopo con Potenza che risponde «ancora no».
La deposizione della donna, che si vedeva spesso con Lavitola e Ranucci al Bistrot Cefalù e in un appartamento alla Bufalotta, conferma che i messaggi con Potenza servissero ai due sodali per scambiarsi informazioni, evitando un contatto diretto. E frantuma la versione di «Sig» che aveva liquidato a «cazzate» le conversazioni tra le due donne.
Contenuto riservato agli abbonati
Prosegui con la lettura >
Contenuto riservato agli abbonati
Rinnova il tuo abbonamento per proseguire con la lettura >