A 16 anni dalla strage della elementare di San Giuliano, in cui morirono 27 bambini e un’insegnante, le leggi antisismiche sono rimaste carta straccia. Oggi pubblichiamo la terza puntata dell’elenco completo degli istituti a rischio, regione per regione.

Sono passati 16 anni da quella mattina in cui la scuola elementare di San Giuliano di Puglia, in Molise, crollò su sé stessa, a causa del terremoto. Ventisette bambini e un’insegnante morirono. I loro compagni vennero estratti miracolosamente dalle macerie, ma da allora il paese ha completamente perso la generazione nata nel 1996. Oggi, nonostante i propositi e le promesse che seguono ogni tragedia di questo Paese, oltre 4.000 istituti scolastici, disseminati in quasi tutte le Regioni d’Italia, sono totalmente sprovvisti delle verifiche sulla vulnerabilità sismica imposte dalla legge. Non si tratta di edifici che non corrono alcun pericolo, ma di strutture costruite in zone classificate come 1 e 2, ovvero a rischio di terremoti di alta intensità e con possibili effetti distruttivi. Non solo, il patrimonio immobiliare a uso scolastico dello Stato italiano è stato realizzato, nella maggior parte dei casi, agli inizi del Novecento, ignorando per forza di cose, le più recenti norme di sicurezza anti sismica. Eppure non solo nessuno fa nulla, ma, soprattutto, nessuno informa i genitori dei ragazzi che fra qualche giorno inizieranno un nuovo anno scolastico e che entreranno in edifici di cui nessuno può garantire che resteranno in piedi in caso di scossa. Oggi pubblichiamo la lista di tutte le strutture scolastiche a rischio, città per città, in Friuli-Venezia Giulia e in Campania.

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