I falsi numeri della grande bugia sui rifugiati
ANSA
Quella dell’Italia che non accoglie è la balla che viene ogni giorno raccontata da giornaloni e tv. Nel 2018 sono sbarcati sulle coste europee 37.814 immigrati e ne abbiamo presi 14.441. Dicono: «È gente che scappa da fame e guerra», ma non è vero: è solo il 6-7%.

«L’Italia accoglie meno degli altri». Se passate dal bar, qualche amico ve lo sbatterà senz’altro in faccia. «L’ha detto la tv», dirà. Certo: ormai in tv lo ripetono a reti unificate. Come un mantra. Va molto di moda, in particolare, una tabella con la classifica dell’accoglienza: al primo posto c’è la Svezia con 23,4 rifugiati per ogni mille abitanti. Poi c’è Malta: 18,3. Poi Norvegia, Austria, Cipro, Svizzera, Germania, Francia e infine Italia. Siamo all’ultimo posto: solo 2,4 rifugiati per ogni mille abitanti. La tabella è stata pubblicata da Internazionale, che fa sempre molto chic. E, come dicevamo, viene proposta regolarmente a ogni trasmissione tv. È l’arma decisiva, quella che il conduttore/la conduttrice sfodera nel momento topico, quando deve assestare il colpo basso, con il sorrisino d’ordinanza. «Beccati questo, maledetto populista». Ovviamente, nel frattempo, al populista è stato abbassato il microfono.

Dov’è l’inganno? Semplice. Ve lo spiego, così potete rivelarlo anche agli amici del bar (sempre che non vi abbassino il microfono pure lì). Quella tabella si riferisce ai rifugiati, cioè agli stranieri che davvero scappano dalla guerra e dal terrorismo, e che perciò hanno giustamente ottenuto il permesso di soggiorno. In Italia sono circa 150.000. E sono sul nostro territorio anche da molti anni. Ora è chiaro a chiunque che il nostro problema non sono loro, rifugiati con regolare permesso di soggiorno. Il problema sono i 170.000 richiedenti asilo che stanno nei centri d’accoglienza (tempo medio di attesa: 3 anni) e i 600.000 clandestini cui il permesso è stato negato e che però continuano ad aggirarsi indisturbati nelle nostre città. Magari fra spaccio e violenze. La somma (150.000 + 170.000 + 600.000) ci porta al totale di 940.000 persone, che sono non il 2,4 ma il 15 per mille della popolazione italiana. Così balzeremmo ai primi posti di quella speciale classifica che piace tanto al Conduttore Unico della nostra Tv.

Fra l’altro non vi sfuggirà che un conto è avere il 15 per mille con la maggior parte di rifugiati regolari, un contro è averlo con la maggior parte di clandestini. Il problema è tutto qui. È vero che in Germania hanno accolto molti stranieri, ma tanti sono siriani, che davvero scappavano dalla guerra, e che per lo più hanno un grado di istruzione e professionalità elevata. Da noi invece arriva la bassa manovalanza dell’Africa, persone non qualificate, che non scappano da nessuna guerra e diventano carne da macello per la criminalità. Dunque se vi dicono che l’«Italia accoglie meno degli altri», vi stanno prendendo per i fondelli. Rispondete con questi dati, e magari con una bella pernacchia.

Se poi non sono ancora convinti, ecco altri dati: nel 2018 sono sbarcati sulle coste europee 37.814 immigrati. Qual è il primo Paese di approdo? Ovviamente l’Italia: qui ne sono arrivati 14.441. Avete capito bene: su 37.814 arrivati in Europa, 14.441 sono in Italia. Come si fa a dire che «accogliamo meno degli altri»? Fra l’altro al secondo posto c’è la Grecia (12.065) e al terzo la Spagna (11.306), che generosamente ha aperto i suoi porti alla nave Aquarius. Benissimo. Ma sapete quanti sono i richiedenti asilo nei centri d’accoglienza spagnoli? 16.000. E da noi? L’abbiamo appena detto: 170.000. Cioè oltre 10 volte di più. E allora ripetiamo la domanda: accogliamo meno degli altri? Davvero?

Eppure lo sentirete ripetere spesso al bar. Insieme ad altre frasi che in questi giorni ripassano spesso nella Trasmissione Unica della tv italiana. Per esempio vi diranno che l’Italia è diventata disumana, e che gioca sulla pelle di bimbi e donne. Possibile? Prendete il caso Aquarius: come ha spiegato il ministro dell’Interno Matteo Salvini ieri al Senato, al comandante della nave per due volte (alle ore 12.11 e alle ore 14 dell’11 giugno) è stato chiesto di far sbarcare le persone bisognose di assistenza, fra cui donne e bambini. Non ha dato risposta. Ovvio: donne e bambini servono per commuovere e aprire la strada agli sbarchi di massa. E allora: chi è che li sfrutta? Chi è che li usa come scudi umani per difendere i suoi (lerci) interessi?

Può anche essere che al bar si facciano ancora illudere dai mentitori alla Graziano Delrio, l’ex ministro che l’altra sera in tv ripeteva come un mantra: «Gli immigrati scappano da fame e guerra». Ma ormai dovreste saperlo: quelli che scappano davvero da fame e guerra, cioè i veri profughi secondo le regole del diritto internazionale, sono il 6-7 per cento del totale (dati ufficiali del Viminale). A questi va aggiunta una quota del 4 per cento della cosiddetta «protezione sussidiaria».

Poi c’è un 28 per cento di «protezione umanitaria», un istituto totalmente discrezionale, che esiste soltanto in Italia (e che bisognerebbe abolire), in base al quale si dà il permesso di soggiorno anche a chi non ne avrebbe diritto. Si arriva (sommando tutto) al 40 per cento. Ma resta il fatto che quelli che scappano davvero da fame e guerra sono solo il 6-7 per cento. Con buona pace dell’ex ministro Delrio e della sua senile deriva pinocchiesca.

Dobbiamo accogliere tutti quelli che desiderano venire in Italia? Se lo vogliono lo dicano apertamente. Ma non ci vendano la favoletta buonista dello «scappano dalla fame e dalla guerra». Lo sanno che non è vero. Dei 14.486 immigrati sbarcati fino a ieri in Italia nel corso del 2018, lo sapete qual è il gruppo più numeroso? Né siriani né iracheni. Sono tunisini: 2.946. Eppure non risulta che in Tunisia siano in corso guerre o emergenze. E allora? Non possiamo respingerli? Perché?

A questo punto, i vostri amici del bar vi potrebbero ripetere un’altra frase che si sente ripetere spesso nella tv a Conduzione Unica: «Non si possono chiudere i porti». Non si possono chiudere i porti? Davvero? E che cosa hanno fatto finora Francia e Spagna? E che cosa voleva fare il ministro Marco Minniti (solo che non ci riuscì per le solite liti interne al Pd)?

Fra l’altro, a proposito di respingimenti, sapete quanti ne ha fatti la Francia dal 1° gennaio al 31 maggio: 10.249. Cioè 68 al giorno. Cioè 3 all’ora. Compresi donne, bambini e disabili. E noi siamo quelli cattivi? I disumani? Quelli che «infrangono le regole della civiltà» (copyright Gianis Varoufakis)? Quelli che fanno i «bulli con i più deboli» (copyright Delrio)? Al contrario: sembra che siamo i più disposti ad accoglierli.

Anche perché troppe persone ci guadagnano: per ogni richiedente asilo in Italia si stanziano 35 euro al giorno, contro i 25 della Francia, i 26 della Germania, i 23 dell’Austria… «Quando si parla di business dell’immigrazione a cosa si fa riferimento?», ha chiesto ieri la Caritas Ambrosiana postando la solita foto del naufrago soccorso in mare. A che cosa facciamo riferimento? Potremmo citare Domus Caritatis (Mafia Capitale) o don Edoardo Scordio, quello che dava da mangiare cibo per maiali agli immigrati per arricchire il clan Arena. Ma per ora stendiamo un velo pietoso. Se serve elenco completo, però, siamo disposti a fornirlo a chiunque. Anche ai vostri amici del bar.

Da non perdere

Caro Giachetti, da Pannella è finito al pannolone
Le Firme

Caro Giachetti, da Pannella è finito al pannolone

Caro Roberto Giachetti, le scrivo questa cartolina perché confesso che siamo rimasti delusi: quando l’abbiamo vista lì, incatenata al seggio di Montecitorio con le manette comprate al sexy shop, armato di pazienza e di pannolone, ci aspettavamo uno show degno…