Due verifiche su Crosetto han messo nei guai i tre cronisti di De Benedetti
Giovanni Tizian (Ansa)
Ai giornalisti indagati del quotidiano «Domani» dati riservati dagli accessi sui redditi del politico meloniano. Nel periodo sotto esame sono stati pubblicati pure servizi sui 49 milioni della Lega e la bufala del Metropol.

Probabilmente sono state due verifiche sul nome del ministro della Difesa Guido Crosetto a porre fine alla proficua collaborazione delle tre firme de Il Domani, Giovanni Tizian, e Stefano Vergine, e Nello Trocchia con il finanziere Pasquale Striano, tutti indagati, a vario titolo, dalla procura di Perugia per accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreti d’ufficio. Gli accessi sulla posizione dell’esponente e fondatore di Fratelli d’Italia riconducibili a Striano sono due, una del 28 luglio 2022, e l’altra del 20 ottobre dello stesso anno. In entrambi casi il finanziere consulta «le informazioni concernenti i dati anagrafici ed i redditi percepiti» da Crosetto. La seconda data è quella che, anche in assenza della prova evidente dell’invio a Tizian dei file estratti dalla banca dati, permette agli inquirenti di ipotizzare un collegamento. Dal 27 ottobre, infatti, sarebbero «confluite» in tre articoli pubblicati dal Domani tutti a firma di Tizian e di Emiliano Fittipaldi (non indagato), pubblicati uno quel giorno e i due successivi il 28 e 29 ottobre 2022. I titoli indicati dagli inquirenti negli atti dell’indagine sono abbastanza eloquenti. «Cosi Crosetto ha incassato milioni di euro da Leonardo», «I 200 mila euro che Crosetto ha preso dall’azienda che abbatte droni» e infine «Il ministro della Difesa ha preso altri 125 mila euro dall’azienda che produce i “trojan” spia». Articoli che hanno spinto il titolare della Difesa a rivolgersi alla Procura di Roma per scoprire chi aveva compulsato le sue dichiarazioni dei redditi. I cronisti del quotidiano fondato da Carlo De Benedetti però provano a tenere il punto, e in un articolo pubblicato ieri, usano l’accesso fatto da Striano nel mese di luglio, come una prova a discarico e evidenziano come «le notizie su Crosetto non provenivano da una Sos, cioè una segnalazione di operazione sospetta dell’antiriciclaggio».

Cosa che però, nell’invito a comparire notificato a Striano dalla Procura del capoluogo umbro non viene ipotizzata, anzi. Come detto, gli accessi sul ministro riguardano le sue dichiarazioni dei redditi. Il rapporto tra Tizian e Striano risalirebbe, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, addirittura al 2014, quando il finanziere aveva inviato sulla mail del giornalista la «”scheda di sintesi” contenente le informazioni relative all’operazione denominata “Albe”» e si snoda attraverso l’invio tramite Wetransfer di 337 file estratti dalla banca dati Sidda attraverso 67 accessi che i pm ritengono illeciti. I documenti, per i quali viene contestata la rivelazione di segreto d’ufficio, sono stati trasmessi nel periodo tra il 21 maggio 2018 e il 22 ottobre 2022. Attraversando quindi, due importanti scoop fatti da Tizian e Vergine quando scrivevano per il settimanale L’Espresso (all’epoca controllato da Gedi che apparteneva ancora alla famiglia De Benedetti), quello sui 49 milioni di rimborsi elettorali percepiti dalla Lega e quello sul presunto affare per la compravendita di petrolio importato illegalmente dalla Russia per finanziare il partito di Matteo Salvini. Entrambe confluite in due libri usciti a cavallo tra il 2018 e il 2019. Va detto che gli inquirenti non contestato a Striano e ai due cronisti nessuna ipotesi di illecito rispetto alla stesura delle due pubblicazioni.

Ma contestano al finanziere e a Tizian, il contenuto di 58 «segnalazioni di operazioni sospette utilizzate nella redazione di numerosi articoli stampa editi da Tizian e pubblicati sul quotidiano Domani». Uno dei file inviati è praticamente un compendio delle posizioni di personaggi coinvolti nella vicenda dell’incontro all’hotel Metropol di Mosca, a partire da Gianluca Savoini, ex portavoce di Salvini, presente alla riunione nell’albergo moscovita. La sos su Savoini porta la data del 3 settembre 2019, ed è accompagnata da quella, risalente a due giorni dopo, su Ernesto Ferlenghi, attuale presidente di Confindustria Kazakistan. Nel documento il nome di Ferlenghi è associato ad altre due operazioni, una del 7 dicembre 2020 e una del 7 aprile 2022. Compulsando gli archivi delle rassegne stampa emerge che, nei mesi successivi, Tizian pubblica sul Domani altri 8 articoli che fanno riferimento alla vicenda del Metropol, ma in questo caso gli inquirenti non indicano date o titoli dei pezzi che nel loro documento vengono collegati al rapporto tra il giornalista e il finanziere. Il file che secondo gli inquirenti sarebbe stato trasmesso da Striano a Tizian contiene anche altre segnalazioni, una relativa all’ Associazione culturale Lombardia Russia (collegata a Savoini), e due su Glauco Verdoia. manager italiano di Euro-Ib, istituto bancario anglo-tedesco di investimenti e consulenza, anche lui coinvolto nel caso Metropol. Ma le segnalazioni di operazione sospetta in qualche modo legate al caso Metropol che, secondo l’invito a comparire firmato in prima persona dal procuratore capo di Perugia Raffaele Cantone, sono finite in articoli firmati da Tizian, non finiscono qui. In altri file, ci sono infatti un’ulteriore sos riguardante Savoini, risalente al 18 giugno 2020, una del 24 aprile dello stesso anno, sulla Lombardia film commission, una sul Francesco Barachetti (non indagato), entrambi finiti in un filone parallelo alla complessa ricostruzione del presunto finanziamento in petrorubli alla Lega, poi archiviata dalla Procura di Milano nel 2023. Due sos, del 28 e 30 luglio 2022 riguardano invece Oleg Kostyukov, diplomatico russo che due mesi prima della caduta del governo guidato da Mario Draghi, avrebbe incontrato un consigliere diplomatico di Salvini, Antonio Capuano (sul cui nome è stato fatto un accesso in banca dati attribuito però al solo Striano) e aiutato il leader della lega a comprare i biglietti per il viaggio a Mosca, in vista di una missione di pace che Salvini aveva annunciato e poi saltata.

All’altro autore delle inchieste sul leader leghista, Vergine, la Procura di Perugia non contesta nessun presunto illecito relativo a quei filoni giornalistici. Ma anche nei confronti del collaboratore del quotidiano oggi diretto da Fittipaldi vengono contestati i reati di accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto d’ufficio. Ai due viene contestato un solo accesso alla banca dati, durante il quale sarebbero stati scaricati 5 file, e un doppio invio tramite Wetransfer degli stessi, accompagnato dal nome «Gregorio Iannone» avvenuto lo stesso giorno, il 4 ottobre 2022. Poche settimane prima che l’esposto di Crosetto mettesse fine alle ricerche del finanziere, che secondo gli inquirenti, avvenivano anche per conto dei cronisti.

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