Dobbiamo ritrovare in noi il coraggio che il Sessantotto ha criminalizzato
Ansa
La cultura della vigliaccheria ha tolto al popolo occidentale qualsiasi fierezza di sé stesso e della sua storia, per prepararlo all’asservimento. Preghiamo per conquistare la forza e vincere la guerra contro il nichilismo.

Nel 1978 Aleksandr Solzhenitsyn tenne uno storico discorso ad Harvard, dove parlò di verità e giustizia e soprattutto di coraggio, o , per essere più corretti, di mancanza di coraggio. Il tema del discorso fu Il declino del coraggio in Occidente. «Vi sono ancora molte persone coraggiose, ma non hanno alcuna determinante influenza sulla vita pubblica. Funzionari politici e classi intellettuali presentano questa caratteristica, che si concretizza in passività e dubbi nelle loro azioni e nelle loro dichiarazioni, e ancor di più nel loro egoistico considerare razionalmente come realistico, ragionevole, intellettualmente e persino moralmente giustificato il poter basare le politiche dello Stato sulla debolezza e sulla vigliaccheria».

«Come è stato possibile», chiede Solzhenitsy, «per l’Occidente passare dalla sua marcia trionfale al suo attuale stato di debilitazione?».

urss e marxismo

È una domanda fondamentale, perché senza coraggio non sono possibili né verità né giustizia. E nell’occidente non c’è stato solo un declino del coraggio, ma una criminalizzazione del coraggio, ben più grave. Chiunque ne abbia mostrato, nella storia, è stato criminalizzato da una lettura spesso parziale se non falsa degli eventi, chiunque ne mostri, poliziotto, soldato, marò, è un criminale a prescindere. Chiunque impugni un’arma è già per quello molto cattivo e noi siamo buoni.

Dove è cominciato? Nel Sessantotto. D’accordo. E il Sessantotto come è cominciato? Dove diavolo era l’uovo del serpente? Nascosto in un cesto di buone intenzioni.

La criminalizzazione del coraggio, il suicidio necessario perché la civiltà europea potesse scomparire inghiottita dal marxismo, è cominciata nel Sessantotto. Il marxismo politico, l’Urss, è poi defunto di morte naturale, ma hanno continuato a proliferare i semi che aveva seminato, l’odio europeo per la propria storia, per il coraggio, per chiunque osi non essere allineato nella mistica della penitenza e della vigliaccheria, con la teoria folle che il dialogo e la comprensione risolvano tutto, l’odio per la famiglia, l’odio per la vita, la beatificazione della conflittualità permanente nella famiglia come evento necessario anzi salutare. Il Sessantotto è stato una cultura etnocidaria, che ha tolto al popolo occidentale qualsiasi fierezza di sé stesso e della sua storia, così da prepararlo all’asservimento. Chi si vergogna di sé stesso si lascia morire e si lascia asservire. Dietro la fantasia al potere c’era in realtà l’Unione Sovietica, e i suoi aspiranti servi. Dietro il multiculturalismo ci sono l’Arabia Saudita e i suoi aspiranti dhimmi, la parola araba che indica i sottomessi.

In Urss la gente moriva di fame perché fiumi di denaro arrivassero agli uomini politici e agli intellettuali disposti a fare il loro meglio per distruggere le odiate democrazie e diventare anche loro un pezzo della dittatura del proletariato. L’Unione Sovietica nel frattempo è crollata e l’Arabia Saudita è subentrata a raccattare e stipendiare i suoi disoccupati servi, trovandosi di fronte un continente in ginocchio sui ceci per le sue supposte colpe, che non si ritiene più in diritto di avere diritti.

Ma soprattutto, ereditato da illuminismo e marxismo, il Sessantotto è odio isterico per il cristianesimo. E per i cristiani. Calcolando i cristiani massacrati per la loro fede in Unione Sovietica, Spagna, Messico, in Cina e nelle terre dell’islam, il numero che si ottiene è apocalittico, infinitamente più alto di quello qualsiasi altro gruppo. I morti cristiani non suscitano compassione. Il fatto che il cristianesimo sia sempre sul banco degli imputati, fa sì che negli ultimi 100 anni non solo il sangue ebraico, ma anche quello cristiano sia stato versato come un bene senza valore.

Dal Sessantotto nasce la devirilizzazione costante: maschio è cattivo a prescindere, l’atto sessuale anche consenziente, dicono le femministe del movimento di liberazione femminile, è uno stupro, perché il corpo maschile entra in quello femminile e questo è violenza. Il maschio ideale è un eunuco sorridente, incapace di usare una chiavetta internet (nelle pubblicità bisogna spiegarglielo), incapace di mettere al mondo figli e proteggere il territorio, incapace di sposare una donna e morire per lei, ma che in compenso pulisce il bagno con Viakal, ora anche con profumo alla lavanda o al limone. Moriremo di perdita di natalità visto che i padri disporsi a sbattersi per mantenere i figli si sono dileguati, stiamo cedendo davanti al terrorismo islamico con un’autocensura preventiva totale, ma con mattonelle impeccabili.

Quindi non andremo a combattere. Se ci andassimo saremmo coperti di insulti dai buoni. I cortei contro chi ha combattuto il terrorismo islamico sono fiumi e fiumi di gente, i cortei contro il terrorismo islamico sono un accidente di nessuno, con l’unica eccezione di un’unica e tardiva manifestazione per i vignettisti francesi.

I vignettisti francesi erano atei e di sinistra, quindi il loro sangue aveva un valore, ma poi anche loro sono sprofondati nella prudenza. I cristiani massacrati sono stati bypassati, da anni non guardiamo le foto dei cadaveri dei cristiani ammazzati in Nigeria.

Più ci mostrano atrocità, più diminuisce il rischio che finalmente l’indignazione prenda il sopravvento in questa strampalata Europa sempre più folle. Allora facciamo qualcosa di coraggioso. Qualcosa che dal Sessantotto in poi è considerato delirante. Facciamo qualcosa di trasgressivo che trasgredisca la cultura del nulla. Facciamo il contrario di quello che ci hanno predicato i cattivi maestri. Cominciamo a pregare, che i giusti trovino il coraggio e i malvagi perdano la loro crudeltà.

il testo dell’ave maria

Cominciamo a pregare, facendo un sacrificio, sacrum facere, alle 5 del mattino e in latino, perché esiste una coscienza universale, esiste davvero, non è una metafora, e la preghiera ha un peso, ma anche perché questo è necessario a noi per ritrovare le nostre radici e la nostra forza. Sarà divertente cercare su Internet il testo dell’Ave Maria e del Pater, ma anche del Magnificat e del Gloria, pensate a quanto i grandi guru ci troverebbero ridicoli, forza lasciamoli scompisciare. Ritroveremo le sillabe con cui le nostre bisnonne hanno pregato per i figli in guerra, le sillabe che hanno dato la potenza a Dante di scrivere la Divina Commedia, a capomastri appena alfabetizzati di costruire cattedrali di una bellezza sublime che sfidano i secoli. Sono le sillabe che hanno dato la forza ai nostri antenati di fermare gli attacchi saraceni e di respingerli. Quelle sillabe ci daranno una forza che è enorme. Noi lo abbiamo dimenticato, ma quella forza esiste, ed è enorme. Noi non possiamo andare a dormire la sera nei nostri lettini puliti pensando che non abbiamo fatto niente. Chiunque preghi, fa parte del gruppo dei combattenti, non fa più parte del gruppo degli ignavi. Chi prega diventa più coraggioso. Cominciamo a tirare fuori il coraggio.

Non si combatte con il nulla. Nulla può essere sconfitto dal nulla. Non si combatte il mostro con il nichilismo. Usciamo dal nichilismo. Vinceremo la guerra.

Da non perdere

Sala lascia i milanesi senza piscine
Sinistra a pezzi

Sala lascia i milanesi senza piscine

Anche se la milanese si fa fritta, anche alla griglia non è male. Parola di Beppe Sala, che a Palazzo Marino ha i condizionatori al massimo, ma impone negli edifici pubblici fino a 26 gradi e come Ursula von der…

A Roma i bus elettrici si scaricano col caldo
Sinistra a pezzi

A Roma i bus elettrici si scaricano col caldo

La giunta Gualtieri fa flop sui pullman «green» da 250 milioni (di fondi Pnrr): con l’aria condizionata accesa l’autonomia reale si dimezza rispetto ai 300 chilometri previsti. Qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, è la prova che l’ecologismo è ideologia.