La pandemia e il conflitto a Est frenano il settore civile, non quello militare. Mentre il turismo planetario resta un sogno di lungo periodo. I progetti ambiziosi restano in campo, anche se volatilità e rischi sono alti.

Come va l’economia spaziale? Per rispondere alla domanda è il caso di fare una chiara distinzione tra settore civile e militare. Se da un lato è infatti vero che la guerra in Ucraina e la pandemia hanno lasciato i loro segni nel mondo del turismo spaziale, va anche ricordato che il conflitto russo-ucraino ha fatto bene al comparto militare.

Il settore aerospaziale è insomma una buona opportunità per gli investitori ma va ricordato che non è esente da alcune insidie. In ambito civile, infatti, anche solo pochi anni fa il comparto veniva descritto come uno di quelli dove investire a colpo sicuro perché parte di un megatrend imprescindibile. Il consiglio resta valido ancora oggi, ma diverse società del comparto civile hanno accusato perdite anche importanti, riportando tutti sulla Terra. E lo scorso anno anche per questo si è verificata una forte flessione degli investimenti globali.

Le tante guerre in giro per il mondo, il ritorno al turismo di massa post pandemia con il boom delle prenotazioni aeree hanno infatti favorito soprattutto il settore aereo civile e militare, mentre il sogno dello Spazio non in ambito militare si è mostrato un terreno più infido. Il crollo nel 2022 dei mercati, poi, e il balzo dei tassi d’interessi hanno frenato in parte la cosiddetta «space economy», anche perché le aziende che si occupano del cosmo hanno bisogno di molti soldi per finanziare i progetti con tempi e ritorni incerti. In particolare, il turismo spaziale è ancora un affare complicato e lanciare in orbita piccoli satelliti è un business ancora piuttosto rischioso, come ha dimostrato Virgin Orbit che a inizio anno, dopo l’insuccesso del primo lancio europeo, ha dovuto dichiarare fallimento.

Certo, il settore è comunque prolifico di iniziative. I diversi conflitti in corso sul nostro pianeta hanno invece favorito il settore legato a scopi militari. A febbraio il Parlamento europeo ha dato il via libera programma «Iris2». Una costellazione di satelliti destinata a fornire una connessione Internet a livello nazionale, in particolare per le organizzazioni governative. Il progetto dovrebbe andare a fare concorrenza al servizio Internet satellitare Starlink di Space X, la società spaziale di proprietà di Elon Musk, che potrebbe quotarsi in Borsa nel 2024.

Conviene dunque investire nel settore? «Gli investitori puri sulle azioni spaziali devono saper sopportare un’altissima volatilità. E un’alternativa da valutare possono essere i fondi indicizzati azionari come il VanEck Space Innovators Etf o l’HanEtf Procure Space Etf, solo alcuni esempi di fondi d’investimento legati alla “space economy” quotati a Piazza Affari», dice Salvatore Gaziano, direttore investimenti di SoldiExpert Scf.

«Oltre al tema turistico», dice Andrew Chanin, ceo di Procure Am e partner di HANetf, «un numero crescente di aziende sta guardando alla Luna per scopi di estrazione mineraria, ricerca e persino, in un prossimo futuro, per abitarla. Il settore “cislunare”, cioè le attività che riguardano lo spazio tra la Terra e la Luna, è in forte crescita e potrebbe avere un enorme potenziale nei prossimi anni».

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