Il ministro Matteo Salvini vuole vederci chiaro. Ritardi di ore, passeggeri bloccati, l’Alta velocità che rallenta. Chi aveva scelto il treno come alternativa all’aereo soprattutto per le tratte nazionali, talvolta per risparmiare ma anche per evitare il caos degli aeroporti, ha avuto quest’estate una spiacevole sorpresa. Per le compagnie aeree il grado di inaffidabilità ormai è a livelli mai raggiunti. Voli che vengono annullati a ridosso della partenza, talvolta con il malcapitato passeggero che lo apprende dal tabellone dell’aeroporto, non sono più una rarità. Il tutto mentre sul nostro Paese si sta riversando un flusso turistico che non ha precedenti. Città d’arte, località di mare e montagne ma anche piccoli e sconosciuti borghi sono presi d’assalto. La domanda di trasporti efficienti è quantomai pressante. Luglio è stato già un mese nero e ora si guarda con preoccupazione alle prossime settimane che statisticamente segnano il picco dei movimenti dei vacanzieri. Ci si è messa anche la sfortuna, dal crash informatico del 19 luglio all’incendio che ha paralizzato la linea dell’Alta velocità tra Roma e Firenze, passando per l’effetto domino del maltempo in Nord Europa.
Al momento Rfi ha 4.000 cantieri attivi per manutenzione ordinaria e straordinaria e aperture di nuove linee e sta mettendo a terra investimenti per circa 9 miliardi. Dal 12 al 18 agosto, per esempio, verrà chiusa la linea ad alta velocità Milano-Bologna per la sostituzione degli scambi. In quel periodo i tempi di viaggio subiranno ritardi fino a 120 minuti, mentre dal 19 al 25 del mese sono in programma riduzioni di velocità. Le modifiche riguarderanno soprattutto i Frecciarossa sull’asse Torino-Milano-Roma-Napoli-Salerno con allungamenti delle percorrenze e cancellazioni.
Le associazioni dei consumatori hanno trovato pane per i loro denti e sono partite all’attacco dei presunti responsabili dei disservizi di luglio, dalle compagnie aeree alle società del settore ferroviario. Il Codacons ha pubblicato un’indagine focalizzata sui dieci giorni dal 16 al 25 luglio, attingendo ai dati di Rfi-Rete ferroviaria italiana per i treni e di Eurocontrol per i voli. In quell’arco di tempo sui binari italiani si sarebbero verificati 74 casi di rallentamenti o sospensioni della circolazione non provocati da maltempo, incendi, caduta alberi o altre cause di forza maggiore bensì legati in larghissima parte a problemi tecnici ai treni o alla linea elettrica.
Per fare chiarezza sulla situazione, il ministro Salvini ha convocato per oggi, al ministero dei Trasporti, un tavolo sui lavori delle ferrovie e la situazione dei voli. Interverranno tutti i soggetti interessati al traffico aereo (dalle compagnie alle società di gestione) e per quanto riguarda le ferrovie, fa sapere ancora il ministero in una nota, «Salvini sta seguendo con particolare attenzione l’andamento dei cantieri, annunciati da mesi in accordo con gli enti locali, che hanno l’obiettivo di migliorare la rete anche alla luce di investimenti senza precedenti (in larga parte previsti dal Pnrr) e prima della totale ripresa delle attività lavorative dopo la pausa estiva. A fronte della situazione, Salvini ha ribadito a Fs e alle società coinvolte che è necessario massimo impegno per offrire un servizio all’altezza».
Da Fs in via informale emerge che i lavori non sono una sorpresa ma erano programmati da tempo e i passeggeri già a febbraio, al momento dell’acquisto, erano stati informati dei possibili disagi. Anche le amministrazioni locali erano a conoscenza degli interventi. Peraltro i lavori di manutenzione, anche legati al Pnrr, fanno sapere dall’azienda, non potevano slittare e la scelta del periodo estivo è legata all’intenzione di non creare problemi ai pendolari che si servono dei treni per gli spostamenti di lavoro.
Per i voli, i disagi stanno interessando tutta Europa. «Le compagnie aeree devono ancora completare la riorganizzazione post Covid. Sono processi lunghi ma non possono dirlo chiaramente agli utenti. Non bisogna poi dimenticare che durante la pandemia tanti vettori hanno licenziato e riempire quei vuoti, trovare quelle competenze perse richiede tempo», commenta Cristiano Spazzali, esperto di trasporto aereo.
A conferma ci sono i dati di Eurocontrol. Tra il 15 e il 21 luglio, la puntualità dei voli in partenza dagli scali europei è scesa al 49,7%, ben il 18,5% in meno rispetto al 2019, raggiungendo una media di 258.000 minuti di ritardi al giorno, ovvero circa 7,5 minuti per volo, con un aumento del 36% rispetto alla settimana precedente. Il 26 luglio, data della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi a Parigi, tra cancellazioni e ritardi, avrebbero subito disagi oltre 2.500 passeggeri in Italia e i potenziali risarcimenti vengono stimati in 1 milione di euro.
Guardando i dati di Flightaware emerge che il problema nei cieli è generalizzato. Per esempio, domenica 28 luglio a livello mondiale i voli in ritardo sono stati oltre 33.500, con più di 650 cancellazioni. La situazione non cambia guardando un giorno feriale, perché in piena estate il calendario fa poca differenza; martedì 30 luglio infatti i ritardi sono stati 28.652, le cancellazioni 836.
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