Tra comunicazione e avvocati, le strade dell’Anas restano trafficate di renziani
Ansa

Non è ancora finita la stagione dei veleni in via Monzambano. Continuano le lettere anonime dove si mette in evidenza la figura di Claudio Arcovito, responsabile servizio clienti, con un possibile conflitto di interessi con il suo vecchio capo Andrea Zagami, che con la Zigzag ha raccolto svariati migliaia di euro in questi anni. Nell’occhio del ciclone anche Claudia Ricchetti, responsabile della direzione legale e societaria, anche lei assunta dall’ex amministratore delegato Gianni Vittorio Armani.

Non c’è pace per Anas, la società statale controllata da Ferrovie dello stato, che gestisce il sistema autostradale italiano, principale ente appaltante della nostra penisola. Da anni in mano ai partiti, travolta negli ultimi anni da inchieste e interrogazioni parlamentari, si sperava che con il governo del cambiamento potesse finalmente esserci un po’ di pace. La nomina di Claudio Gemme come presidente e Massimo Simonini come direttore generale e amministratore delegato, doveva cancellare gli anni renziani di Gianni Vittorio Armani. E invece no, anche perché molti manager vicini all’ex numero uno sono rimasti in azienda. Da un paio di settimane sono incominciati a scorrere i veleni intorno a via Monzambano, tra lettere anonime, le solite interrogazioni parlamentari e qualche articolo al vetriolo sui giornali.

Ha incominciato il Fatto Quotidiano, con un pezzo datato 13 febbraio, «Trucchi e intese d’oro anche per i nuovi vertici Anas». Nell’articolo si dava conto dei lauti stipendi che si erano autoassegnati i nuovi vertici, in perfetta sintonia con il passato e in barba alle speranze del ministro dei Trasporti Danilo Toninelli che confidava in un cambio di fatto. Niente da fare. Il problema è che in questi giorni stanno circolando lettera anonime dove si prendono di mira uomini rimasti in organico e appartenenti alla vecchia gestione di Armani. Tra questi ci sarebbe Claudio Arcovito, tra i primi manager assunti in azienda durante il governo di Matteo Renzi, (120.000 euro all’anno) e con un contratto a tempo indeterminato, come responsabile del Servizio clienti e brand btrategy. Ecco, nella lettera anonima si dà conto di possibili conflitti di interesse tra Arcovito e Andrea Zagami, già direttore delle relazioni esterne delle maggiori aziende italiane, tra cui Alitalia, Iri, Stet, Tim e Mondadori. Zagami è anche titolare della società di comunicazione Zigzag, dove Arcovito è stato direttore dal 2009 al 2015. Ebbene, proprio Zagami ha lavorato molto con Anas in questi anni, ricevendo migliaia di euro per il piano strategico del 90° anniversario di Anas. Il punto è che il brand di Anas come parte della comunicazione sono nelle loro mani, creando non pochi malumori interni.

A questo si aggiunga l’ultima interrogazione del pentastellato Filippo Gallinella, datata 11 febbraio, dove si evidenzia la figura di Claudia Ricchetti come responsabile della direzione legale e societaria, «senza svolgere alcuna procedura ad evidenza pubblica». Anzi, si legge, «risulta che l’ex amministratore delegato di Anas Gianni Vittorio Armani ha conferito all’avvocato Ricchetti il potere di coordinare i difensori di Anas; la stessa avvocato Ricchetti, non è abilitata al patrocinio dinnanzi alle magistrature superiori ma difende regolarmente Anas di fronte al Consiglio di Stato; come si evince dal sito della giustizia amministrativa, infatti, l’avvocato Ricchetti compare tra i difensori di Anas nelle cause: Consiglio di Stato: n. 2009/2018, n. 3018/2018 , n. 10/2018, n. 6860/2017; è evidente che il patrocinio davanti alle magistrature superiori senza titolo può esporre l’Anas a gravi rischi per la stessa validità delle difese, oltre ad essere fonte di responsabilità disciplinare per l’avvocato».

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