Il centro storico di Bolzano
Bolzano (iStock)

Benedetta autonomia. L’Alto Adige sta per varare una manovra da 9,1 miliardi, poco meno di metà di quella governativa, per combattere il carovita: esenzione dell’addizionale Irpef per l’80% dei contribuenti, assegni familiari più alti, contributi per i figli fino a 21 anni e aumenti salariali nel pubblico impiego.

Quando il 90% delle imposte versate sul territorio resta nel territorio, allora si possono varare manovre di bilancio che «sfidano» quella del governo di Roma. A Bolzano la giunta provinciale guidata da Svp e centrodestra è pronta a licenziare una legge di bilancio da 9,1 miliardi che andrà a combattere il carovita. Pazzesco, mentre l’esecutivo lotta a Bruxelles per avere appunto circa 10 miliardi di flessibilità in più, allo scopo di attutire il carovita, in Alto Adige il presidente Arno Kompatscher ha già le idee chiare su come sostenere i redditi bassi e il ceto medio, senza rinunciare agli investimenti su mobilità ed edilizia residenziale.

I vantaggi dell’autonomia

D’altronde, il Sud Tirolo è autonomo. A statuto speciale. E con ancora più poteri, dopo la riforma costituzionale entrata in Gazzetta Ufficiale nel giugno scorso, in base alla quale la Provincia ha maggiori poteri legislativi. Ad esempio, dispone di competenze esclusive nel commercio, con più margine per adattare le regole alle esigenze locali. Poi può intervenire con maggiore autonomia nella tutela dell’ambiente e degli ecosistemi, compresa la gestione della fauna selvatica. Non da ultimo maggiore flessibilità normativa: la rimozione di alcuni vincoli costituzionali amplia lo spazio per adottare regole provinciali in numerosi settori, con potenziali effetti sulle attività economiche e sugli investimenti.

La manovra altoatesina punto per punto

In questa cornice sta nascendo la manovra altoatesina da 9,1 miliardi, poco meno della metà di quella romana firmata da Giancarlo Giorgetti. La misura più rilevante riguarda l’addizionale Irpef: la detrazione passa da 430 a 700 euro e la soglia oltre la quale si comincia a pagare sale da 35000 a 65000 euro. Con le maggiori detrazioni per i figli a carico, l’80% degli altoatesini non pagherà più l’addizionale. Sul fronte delle famiglie, l’assegno al nucleo familiare cresce del 5% e la platea si allarga con l’innalzamento della soglia Isee, mentre l’assegno per i figli sarà erogato fino ai 21 anni anziché fino alla maggiore età. Con la Regione, inoltre, aumentano i fondi per la previdenza complementare di chi si assenta dal lavoro per curare figli o familiari non autosufficienti, così da evitare futuri vuoti pensionistici.

Per il pubblico impiego Kompatscher esclude una scala mobile, che a suo dire sarebbe illegale e controproducente perché alimenterebbe l’inflazione. La giunta ha però previsto un aumento anticipato del 5,3% per il triennio 2026-28. Dal 2029 scatterà un meccanismo che previene il 70% dell’inflazione programmata nel primo anno, il 60% nel secondo e il 50% nel terzo, con trattativa finale sulla cifra definitiva. A differenza dell’una tantum, gli aumenti entreranno nel salario e quindi anche nei contributi pensionistici.

Sul versante delle imprese resta l’attuale sistema Irap: con un contratto di secondo livello l’aliquota scende dal 3,9% al 2,68% e potrebbe arrivare al 2% se le parti sociali troveranno un accordo, con l’obiettivo di premiare le aziende che pagano stipendi più alti. Per la casa, con la variazione di bilancio sono stati destinati 56 milioni, mentre la Provincia coprirà fino all’80% dei costi per la riqualificazione energetica dei condomini. Tra gli investimenti figurano la mobilità e l’ampliamento del parco tecnologico, con uno studentato e nuovi spazi per le imprese.

Non ci crederete, ma ci sono anche delle questioni aperte dai sindacati. In particolare sulla quattordicesima sollecitata dall’Ago, l’organizzazione sindacale autonoma degli enti locali, Kompatscher non si pronuncia, osservando che la sigla non ha mai firmato un contratto. Quanto all’una tantum da 500 euro chiesta dall’Asgb, l’unione dei sindacati autonomi altoatesini, contro il caro bollette, il presidente la giudica limitata, perché si paga una volta sola, e rilancia sulle misure strutturali, di impatto più duraturo.

Insomma, mentre il governo fatica – come ha segnalato il premier domenica – a trovare soldi per trasportatori e agricoltori, a Bolzano discettano sulla quattordicesima. È l’autonomia, bellezza…

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